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Crisi al "Don Uva" di Foggia: l'appello dei familiari dei pazienti
«Noi vediamo nello sguardo dei nostri anziani un sorriso per le cure che ricevono e vediamo i successi riabilitativi dei nostri figli che nel Centro di Riabilitazione trovano una seconda casa»

Foggia, 16.12.2012 - «Siamo un gruppo di famigliari di pazienti ricoverati o in cura presso gli istituti ed i centri di riabilitazione del complesso ospedaliero Opera Don Uva di Foggia.
Vogliamo manifestare ed esprimere la nostra solidarietà verso i dipendenti della struttura per i gravi problemi cui devono far fronte da molti mesi. Vogliamo testimoniare la nostra vicinanza ai lavoratori ed ai professionisti che con rigore e serietà, nonostante il mancato pagamento degli stipendi, nonostate una miriade di disagi logistici e nonostante la preoccupazione esistente per le sorti future dell’Ente, svolgono ogni giorno il loro lavoro con dedizione, assicurando quel livello di assistenza sanitaria e riabilitativa, che tanto onore ha fatto al Don Uva nel corso degli anni.
Siamo pronti a scendere, anche noi, in piazza per manifestare accanto ai dipendenti del Don Uva. Siamo pronti ad affiancarci ai medici, alle infermiere, agli operatori, agli educatori, alle logopediste ed alle fisioterapiste che ogni giorno si prendono cura dei nostri figli disabili, dei nostri genitori colpiti dall’Alzheimer, dalle nostre zie in riabilitazione, dei nostri nonni in RSA e dei nostri cari malati terminali ricoverati in Hospice. Siamo pronti a far sentire fortissima la nostra voce che chiede aiuto a tutti: istituzioni religiose e civili, forze politiche, economiche e sociali del territtorio. Noi vi supplichiamo: intervenite! Salvate il Don Uva!
Salvate la possibilità di continuare ad avere una speranza di guarigione per i nostri cari. Perché questo rappresenta, per noi, il Don Uva: una possibilità, una via, una speranza.
Oltre le cure, gli interventi, i sorrisi, le carezze e l’affetto che tutti gli operatori dimostrano quotidianamente.
Il nostro appello è rivolto al Santo Padre Benedetto XVI e al nostro Vescovo Mons. Francesco Pio Tamburrino, al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al Premier Mario Monti, al Prefetto di Foggia Luisa Latella, al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, ai Senatori ed ai Deputati espressione della Capitanata, agli Assessori e ai Consiglieri della Regione Puglia, al Presidente della Provincia Antonio Pepe, al Sindaco di Foggia Gianni Mongielli e – ma non per ultimi – a tutti i responsabili delle associazioni per i diversamente abili e delle associazioni sanitarie, culturali e di volontariato del territorio.
Noi vediamo nello sguardo dei nostri anziani un sorriso per le cure che ricevono e vediamo i successi riabilitativi dei nostri figli che nel Centro di Riabilitazione trovano una seconda casa. Realtà che rafforzano il nostro desiderio per la loro guarigione. Nessuna crisi ha il diritto di cancellare la nostra speranza ed il nostro grazie per tutto ciò che queste persone fanno per noi.
Non ci interessa accusare o sapere di chi siano le colpe e le responsabilità di una crisi aziendale tanto grave; a noi interessa che la nostra richiesta di intervento arrivi sino al Vaticano, arrivi nei corridoi della politica di Roma e sui tavoli della Regione Puglia e che giunga nelle stanze del Tribunale di Trani: salvate il Don Uva! Voi gente della Chiesa, che come noi credete nella solidarietà verso chi soffre, voi esponenti politici che non potete far finta di niente, voi rappresentanti istituzionali che sentite il dovere di intervenire: fatelo!
L’amore che nutriamo verso i nostri cari malati, ve ne sarà grato».

Comitato famigliari dei pazienti del Don Uva di Foggia



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