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«Dopo 20 anni di lavoro, sono stato buttato per strada»
Da vent'anni alla riscossione dei tributi vari, prima con Mondelli & Del Monte, poi con Gestor e infine con Tributi Italia, l'estate scorsa si è trovato improvvisamente senza lavoro: «Le Istituzioni nel nuovo bando di gara avrebbero dovuto tutelarmi e invece hanno abbandonato me e la mia famiglia»

Rodi G.co, 29.01.2010 - Michele Panella, di Rodi Garganico, ex dipendente Mondelli & Del Monte Srl, di Manfredonia (FG), poi assorbita dalla Gestor SpA di Bari e questa, a sua volta, assorbita dal 1º gennaio 2009 dalla Tributi Italia SpA con sede legale a Roma e sede amministrativa a Chiavari (GE), circa 500 Comuni da gestire e circa 1.200 dipendenti in tutto il Paese. Nei vari passaggi di mano nella gestione del servizio di riscossione dei tributi locali sono state mantenute le stesse condizioni contrattuali per l’unico dipendente addetto. Poi i problemi che portavano l’azienda a non versare più i minimi garantiti all’Ente garganico che avrebbe voluto rinnovare il contratto alla Tributi Italia ma che poi, come si vedrà, non è stato più possibile mettere in pratica la continuazione del rapporto per un grosso buco finanziario dell'azienda. Non ha avuto, Michele, la fortuna che hanno avuto, per esempio, i suoi ex colleghi di Lucera che, grazie all’amministrazione Labbate, oggi si ritrovano a tutti gli effetti ad essere dipendenti comunali. E sì, perché Labbate intese, subito dopo il suo insediamento, internalizzare il servizio della riscossione dei tributi (occupazione aree mercatali, affissione etc.) passando alla cosiddetta gestione in economia per l’ente di Palazzo Mozzagrugno. Quella scelta fece sì che i 4 lavoratori ex Gestor SpA, col tempo, venissero stabilizzati uscendo da un lungo periodo di precariato. È storia recente. Quindi molto devono, i nostri concittadini, a quella decisione dell’ex sindaco Peppino Labbate.
Il caso di Michele Panella, invece, si è trovato ad avere a che fare con un percorso labirintoso e disseminato di illusioni, delusioni e sofferenze che ancora oggi si contorce nel suo stato d’animo.
Cosa è successo, in pratica? È il diretto interessato che risponde alle domande della nostra redazione; è venuto da Rodi Garganico a Lucera per parlarci della sua storia. «A luglio del 2009 sono giunto ad accumulare 20 anni di servizio, essendo entrato come dipendente della Mondelli & Del Monte nel 1990. Venti metri quadrati l’agenzia in cui operavo grazie all’esternalizzazione che a quell’epoca fu adottata dal Comune di Rodi». Impiegato 3º livello di concetto: 1.180,00 Euro compreso gli assegni familiari, quindi 13ª, 14ª, “una tantum”, 31 ore settimanali, un part-time dal lunedì al sabato al 77,50% con la speranza di un full-time che poi non è mai arrivato, come si vedrà. «Ma mi accontentavo, ero felice così» afferma Michele, il quale ora attende che il TAR del Lazio si pronunci sulla tenuta in vita di Tributi Italia, mentre il prossimo 3 febbraio si terrà la causa di lavoro presso il Tribunale di Lucera, Giudice le dott.ssa D’Amico.
Ne ha visti passare di amministratori, Michele, nel suo paese. A Rodi Garganico si è votato nel 2007 e la vittoria è andata al centrodestra: sindaco Carmine D’Anelli (Forza Italia), giunto al suo secondo mandato.

D.: Quando sono iniziati i problemi?
R.: «Dal 1º gennaio 2009 la ditta Tributi Italia SpA ha cominciato ad avere i primi problemi finanziari, nel senso che non pagava più i minimi garantiti spettanti al Comune di Rodi, ma la situazione a quanto pare interessava tutti i quasi 500 Comuni sparsi sul territorio italiano».

D.: E quindi, cosa è successo?
R.: «A quel punto il Comune, dopo vari ritardi, non ce l’ha fatta più».

D.: In che senso?
R.: «Il Sindaco e il Vice Sindaco decidono di revocare la concessione alla Tributi Italia, anche perché il contratto era già scaduto da un paio di mesi. Mi chiamano su al Comune e mi comunicano che da quel momento non ero più autorizzato ad effettuare le riscossioni. “Stai in agenzia – mi hanno detto – ma non riscuotere nulla e chiunque venga mandalo su al Comune perché ti faremo una notifica di revoca per insolvenza contrattuale della Tributi Italia”. Il 9 febbraio 2009 mi arriva la notifica, datata 5 febbraio 2009».

D.: La Tributi Italia cosa ha fatto nei tuoi confronti?
R.: «Mi ha contattato il capo area, Giuseppe Farino, di Torremaggiore, per dirmi: “Caro Michele, attendiamo e vediamo se l’azienda riesce a pagare il sospeso in modo tale da sospendere questa revoca”. Ma purtroppo nelle settimane successive non accadeva nulla di nuovo».

D.: E il Comune di Rodi?
R.: «Il Comune procedeva all’indizione di un bando di gara ex novo il 28 aprile 2009 pubblicandolo sul sito Internet dell’Ente».

D.: Risultato?
R.: «Su due o tre ditte la gara se l’è aggiudicata l’A.I.P.A., la stessa che si è aggiudicato il servizio anche a Foggia e che ha iniziato ad espletare i servizio dal 15 agosto 2009 a Rodi».

D.: Ma Lei nel frattempo cosa faceva?
R.: «Io continuavo a stare in agenzia senza poter fare nulla. La Tributi Italia SpA non ancora mi comunicava nulla. Ho ricevuto, poi, la notifica del licenziamento in data 17 agosto 2009 per giustificato motivo oggettivo. Una stranezza: perché dal 5 febbraio 2009, la lettera di licenziamento mi è arrivata il 17 agosto? Non è che il Sindaco e il Vice Sindaco hanno voluto tenermi tranquillo per chissà quale motivo? Intanto si procedeva a indire la gara d’appalto e…».

D.: Ma nel frattempo, i Suoi rapporti con il Sindaco e con l’Amministrazione come si sono svolti?
R.: «Io chiedevo solo di essere tutelato, perché ho famiglia. Visto che le ditte che si sono succedute nel tempo, in precedenza, nei 20 anni hanno sempre assorbito il dipendente, perché non avrei dovuto esserlo anche ora?».

D.: Il bando di gara prevedeva che la nuova ditta vincitrice dell’appalto garantisse la priorità a chi già lavorava, cioè il riassorbimento dei lavoratori come Lei, visto che a Foggia avrebbero fatto proprio così?
R.: «Non c’è, purtroppo, una legge che prevede tale aspetto. Ecco perché io chiedevo che gli amministratori facessero prevalere il cuore inserendo quella clausola. Ma mi hanno risposto che questa cosa non si poteva fare e che, comunque, potevo starmene tranquillo “perché a te nessuno te ce leva”, mi dicevano in dialetto rodiano. Una grossa falsità. Mi hanno buttato per strada e, con me, la mia famiglia».

D.: La Sua prima reazione di fronte alla lettera di licenziamento.
R.: «Bruttissima sensazione dopo 20 anni circa di lavoro con cui ho costruito la mia famiglia. Il mondo mi è crollato addosso. Dopo mezz’ora aver aperto la lettera mi vedo di fronte al mio ufficio un ragazzo, mio concittadino, insieme ad un funzionario dell’A.I.P.A. che giravano per Rodi a fare un censimento. Mi sono subito informato presso alcuni assessori e mi hanno detto che avevano preso un altro. Lì sono subentrate le mie paure. Ho telefonato al Sindaco qualche giorno dopo che, con mio stupore dopo quanto avevo sentito circa le rassicurazioni fattemi, mi risponde: “Caro Michele, non potevamo farti nulla. La ditta ti ha licenziato e te la devi vedere con la Tributi Italia”».

D.: Da quella terza decade di agosto, quando ti eri reso conto che la frittata era ormai fatta, cosa hai fatto?
R.: «Ero disperato. Sono tornato a parlare con loro per dirgli: “Ma vi rendete conto di quello che avete fatto?”. Mi rispondevano: “Stai tranquillo, vediamo se esce qualcosa come parcheggiatore a San Giovanni Rotondo”. Mi hanno prospettato una soluzione con un contratto a progetto».

D.: E ha accettato?
R.: «Mia moglie mi dice: “Aspettiamo, vediamo se ti chiamano e che mensilità ti propongono”. A settembre mi chiama un funzionario dell’A.I.P.A. e mi parla di 700 Euro al mese: “Michele, però devi attendere ancora un pò”. Passa un mese, due e nulla. Chiamo al funzionario per sapere, ma veniva preso tempo su tempo. Non ce la facevo più, pensavo tra me: “Mi stanno prendendo in giro”. Non ho retto. Il 23 di novembre scorso sono andato su al Comune, presso l’Ufficio Ragioneria, e preso dalla disperazione ho alzato la voce accusando tutti di disumanità nei miei confronti e nei confronti della mia famiglia. Il Vice Sindaco che mi si para davanti e mi dice: “Che vuoi da me? La tua famiglia, te le devi vedere tu”. Io che dal 1990 ho conosciuto tanti sindaci rispettabili, a cominciare da Teodoro Moretti… Sono arrivati i Carabinieri e i Vigili Urbani per tentare di calmarmi. Da lì in poi ho cominciato a chiamare i giornali».

D.: Ha pensato di rivolgersi ad un sindacato?
R.: «Sì, mi sono rivolto alla CGIL nella speranza di iniziare con il recupero del TFR. Ma devo dire che ho fatto subito dietro-front, ho revocato la tutela e mi sono rivolto ad un avvocato giuslavorista di Foggia, il prof. Vincenzo De Michele.

D.: E con la Tributi Italia?
R.: «Intanto ho dovuto segnalare al Centro per l’Impiego il mio stato di disoccupato e sto andando avanti con l’assegno di disoccupazione riconosciuto dall’INPS: 6 mesi all’60% più due al 50% sul totale lordo. So però che l’on. Angelo Cera, membro della Commissione Finanze, ha interrogato il Governo per sapere cosa si intende fare per tutelare questi dipendenti. Ma io ormai da diverse settimane sono in postazione fissa a protestare davanti al Comune di Rodi, dal lunedì al venerdì. Devono vedermi tutti, all’ingresso, la fine che mi hanno fatto fare. E devono vedere tutti la barba che mi cresce giorno per giorno».

Intanto non si sa ancora il TAR del Lazio cosa abbia deciso lo scorso 27 gennaio, quando si doveva pronunciare (visto che in essere ci sarebbe ancora la sospensiva concessa)in merito alla eventuale riabilitazione richiesta dopo che la Tributi Italia ha avuto, il 15 dicembre 2009, il procedimento della cancellazione dal Ministero delle Finanze per quel buco finanziario a cui si è fatto cenno sopra. Un’azienda che ai Comuni avrebbe creato soli enormi scompensi economici per le finanze degli enti locali, ad esempio come a Foggia e Bologna, per citare due città che si trovano in grandi difficoltà debitorie. Se per la Tributi Italia sarà fallimento, a quel punto anche Michele Panella dovrà dire addio all’ultimo appiglio rimastogli, «dopo essere stato abbandonato dall’amministrazione comunale di Rodi che non mi ha tutelato come avrebbe dovuto».
In queste settimane ha ricevuto e sta ancora ricevendo il sostegno da parte di mote persone, anche tramite il social network Facebook e via e-mail. «Mi hanno distrutto – recita uno degli ultimi post di Michele – e continuano a distruggermi!!! Oggi sono al mio 41º giorno di lotta davanti al Comune di Rodi Garganico con il mio cartello al collo dalle 8:30 alle 14:00!!! Sotto la loro mostruosa totale indifferenza per me!!! Hanno premeditato tutto per non tutelarmi… Hanno premeditato tutto per buttarmi per strada!!! Ma io difendo con tutta la mia forza i miei 20 anni di lavoro!!! Ma ho bisogno dell’aiuto delle Istituzioni!!! Chiedo aiuto perché le Istituzioni sanno di me!!! Aiutatemi a riprendere il mio lavoro vi prego!!!».

Roberto Notarangelo



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