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Via delle Frasche: Do Ut Des, Do Ut Facias o Manus Manum Lavat?
A luglio una famiglia non avrà più il tetto, altre a breve. E mentre il Comune delibera passando dal privato al pubblico, le case promesse non sono state ancora costruite

Foggia, 04.05.2010 - Nei giorni scorsi, si è svolto l’ennesimo incontro tra gli amministratori del Comune di Foggia e l’avvocato Sorace, legale delle sfortunate famiglie che persero le proprie abitazioni in via delle Frasche.
Volontariamente soprassiedo sull’evento, noto a tutti e triste da ricordare.
A marzo scorso, su esplicita volontà delle famiglie “senzatetto”, mi occupai del caso, riportando ai mass-media locali e non solo, gli aggiornamenti contenuti nelle pile di pratiche giacenti da mesi nei rispettivi uffici delle sedi preposte.
Non nascondo che il caso ha sempre proseguito il suo iter burocratico ma con oziosa volontà da parte del Comune foggiano. Un modo, si presuppone, per temporeggiare e dar luogo alla realizzazione dei progetti stabiliti nel PIRP locale, di Borgo Croci e Rione Biccari.
Oggi, una di quelle famiglie, la Varraso, è in procinto di rimanere senza quel “tetto promesso” dalla precedente Amministrazione Comunale, l’indomani il crollo della loro dimora. Con essa, rischiano le altre famiglie, già morose per la parte economica affittuaria non più perfezionata da ben 17 mesi per conto del Comune.
Dalle ultime notizie fornite dal portavoce delle sfortunate famiglie, Nicola Citoli, si è appreso che dopo vari incontri fra il legale dei “senza tetto” e l’Amministrazione Comunale, nella persona dell’Assessore all’Urbanistica e Politiche Abitative Nicola Lo Muzio, nulla si è concluso.
Citoli, anzi, dichiara che «il Comune foggiano non vuole mantenere la promessa dell’ex Sindaco Orazio Ciliberti». Un “dietro front” già preannunciato nell’articolo che scrissi un mese fa, evidenziando la mancanza di fondi cui, ogni giorno, il Comune del capoluogo dauno sostiene.
Una situazione finanziaria disastrosa che, a parer mio, il Primo Cittadino Gianni Mongelli, sta amministrando con coraggio e preparazione, centellinando le spese con parsimonia certosina. Un’azione, quella di Mongelli, che testimonia la forte volontà di ripristinare la voragine finanziaria ereditata dalla precedente Amministrazione Comunale e che “obbliga” a non adempiere le promesse fatte.
Sempre come anticipato nel precedente articolo, scrissi di sfratto imminente della famiglia Varraso. Ebbene, il 26 aprile quella famiglia ha ricevuto, per opera del legale del proprietario dell’appartamento dove dimora, lo sfratto esecutivo, con uscita prorogata, per fortuna, al 1° luglio prossimo. Un atto dovuto a termine delle 3 proroghe legali concesse dopo la scadenza del contratto di locazione che il Comune di Foggia da ben 17 mesi non ha provveduto a perfezionare, né pagare.
Inoltre, sempre su indicazione di Citoli, si è appreso di un accordo che potrebbe porre termine alla querelle in atto. Pare che l’Assessore Lo Muzio abbia inoltrato all’avvocato Sorace un documento, dove chiede ufficialmente lo scambio patrimoniale fra le parti, nient’altro che un “Do Ut Des” offrendo appartamenti a fronte del terreno che fu sede del crollo e che oggi è una “grigia” piazza di cemento. Tale accordo dovrebbe essere ufficializzato in sede comunale con l’approvazione della Giunta. Le famiglie vittime del crollo, non nascondono perplessità, perpetrate principalmente fra quelle che sono prossime allo sfratto. Un dubbio che non trova risposta quando le famiglie si chiedono come il Comune foggiano riuscirà a comprare le case se non ha soldi e che trovano risposta nella continuità della precarietà abitativa. Un’evidenza dei fatti avvallata dalle ultime notizie che mi sono giunte poche ore fa e che intravede un “manus manum lavat” del Comune stesso.
La mattina del 29 aprile scorso, da quanto detto da Citoli, era in calendario in via Gramsci l’ennesimo incontro fra le parti, Comune e famiglie, appunto per perfezionare l’accordo proposto dall’Assessore Lo Muzio. All’incontro si sono presentati l’Avv. Sorace con Citoli, mentre l’Assessore si assentava all’appello, facendo sapere che i rappresentati delle famiglie erano attesi al Comune, dove avrebbero potuto visionare il progetto che l’Amministrazione Comunale aveva già approvato. Quel progetto dove il PIRP prevederà la costruzione di un giardino al posto delle case crollate.
Francamente una cosa non è chiara: come si può approvare un progetto pubblico su un suolo privato senza l’approvazione dei legittimi proprietari? È la domanda che le famiglie si non poste e che vedranno la settimana prossima il deposito di una denuncia per occupazione indebita del suolo formulata dalle famiglie “sfrattate” sia alle attuali dimore, sia dalla loro proprietà. Un’assenza di contrattualità (manus manum lavat) che non piace alla famiglie e che sono pronte a tutto. Per la cronaca, la denuncia, che se sarà depositata, potrebbe bloccare la prosecuzione del PIRP, impedendo così tutti quegli interventi già previsti, deliberati e attesi dai cittadini delle zone interessate.
Naturalmente, si spera che le parti legali cercheranno di far leva sul buon senso da entrambe le parti, pur rimanendo fermi sulla volontà delle famiglie nel principio della promessa fatta dall’ex Amministrazione Comunale, sempre che non si muti il “Do Ut Des” in “Do Ut Facias”, una beffa per l’appunto.
L’insoddisfazione di tutte le famiglie, dunque, è palese: quelle di Citoli, Varraso, Mastrangelo, Garofalo, Zazzera e Piserchia, non nascondono il disappunto per come l’Assessore Lo Muzio sta conducendo la vicenda, mentre altre due famiglie, quella di Mastrangelo e Garofalo, saranno prossime allo sfratto e senza garanzie di un tetto.
Da rilevare, in ultimo, che Citoli anche quest’anno ha ricevuto da parte del Comune di Foggia il cedolino per il pagamento della tassa affittuaria sulla casa oramai crollata e, beffardamente, quella del 50% dell’ICI. Insomma, quando si tratta di rimpinguare le casse comunali, non si bada ai particolari che per i nostri amministratori diventano generalità secondarie.
Da parte mia vi sarà sempre la massima attenzione sul caso, informandovi sugli aggiornamenti che a breve, durante la prossima settimana, saranno “pane per denti affilati”.
Ad Majora.

Nico Baratta



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