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A Celenza tornano i Borbone con 250 figuranti
Concerti, giocolieri e degustazioni per un viaggio nel tempo che fa rivivere gli inizi dell’800

Celenza V., 10.08.2010 - “Vivi il borgo” raddoppia. Venerdì 13 agosto, per far tornare Celenza agli inizi dell’Ottocento e “abolire” l’euro per un giorno, saranno impegnati 250 figuranti, quattro gruppi folk, i volontari di cinque associazioni cittadine e il gruppo dei 6 Cavalieri del Borgo cui è stato affidato il compito di coordinare tutta la macchina organizzativa. Saranno 15 i luoghi d’interesse animati da concerti, degustazioni, artisti di strada e figuranti, con i tre punti ristoro e le quattro piazze della danza (pizzica, folk, rock, canti popolari e liscio) dove si esibiranno i “Salentotò”, “Anima Popolare”, “Turbodance liscio” e “Semp’a ppò”. Lunedì scorso, 9 agosto, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della manifestazione cui hanno preso parte il sindaco Francesco Santoro, i Cavalieri del Borgo e i responsabili delle associazioni Proloco, Fortorina, Archeoclub, Celenna e Parrocchia della Chiesa Madre.
Ad aprire l’evento, alle ore 16:30 in Piazza Malice, saranno gli Sbandieratori di Cava dei Tirreni. Tra stendardi, costumi d’epoca e giocolieri, si snoderà il corteo di soldati, nobili, dame e briganti che invaderanno il cuore del borgo e andranno a posizionarsi per svolgere le proprie attività facendo tornare indietro le lancette del tempo. Le degustazioni cominceranno alle ore 20:00, mentre i concerti prenderanno il via alle ore 23:00. I visitatori inizieranno il loro viaggio a ritroso dalle dogane, dove sarà possibile cambiare gli euro nella moneta in uso al tempo dei Borbone.
Per un giorno, infatti, Celenza Valfortore ridiventa l’antica “Celenna” e – all’interno del percorso rievocativo – nel borgo la circolazione dell’euro viene sospesa.
Il 13 agosto, con “Vivi il Borgo”, tornano i costumi, le osterie, i mestieri, le armi di un tempo e si mangiano i piatti della tradizione preparati dalle nonne di Celenza. I visitatori potranno scoprire le antiche porte della città, i punti d’accesso che affacciano su Campania, Molise e sulle altre città della Puglia. Potranno scoprire il Castello Baronale, il Monastero delle Clarisse da poco restaurato, il Belvedere che spalanca la vista sulla diga di Occhito, il Palazzo dei Gambacorta, le chiese e i monumenti di un borgo ricco di storia e di bellezze architettoniche e paesaggistiche.

Info: 0881.554016
Email: cavalieridelborgo@yahoo.it
www.celenzavalfortore.blogspot.com
www.comune.celenzavalfortore.fg.it

Celenza, come si arriva

Da Bari: Autostrada A14 (Pescara-Bari), uscita FOGGIA, proseguire verso Campobasso sulla SS17, prendere l’innesto SP1 per Celenza Valfortore.
Da Roma: Autostrada A1 (Roma-Napoli), uscita San Vittore, proseguire per Venafro sulla SS6, continuare verso Isernia sulla SS85 e proseguire verso Campobasso percorrendo la SS17, poi seguire la SS 645 verso Foggia e svoltare all’altezza dell’innesto della SP1 per Celenza Valfortore.
Da Pescara: Autostrada A14 (Bologna-Bari), uscita TERMOLI, proseguire verso Campobasso SS647, poi seguire la SS 645 verso Foggia e svoltare all’altezza dell’innesto della SP1 per Celenza Valfortore.
Da Napoli: Autostrada A16 (Napoli-Bari), uscita BENEVENTO, proseguire verso Campobasso SS647, poi seguire la SS 645 verso Foggia e svoltare all’altezza dell’innesto della SP1 per Celenza Valfortore.

Niente euro e…attenti ai briganti
Con “Vivi il Borgo”, il 13 agosto rivivrà Celenna e saranno valide solo le antiche monete

L’antica Celenna, cittadina celebrata dai libri di storia che raccontano di cavalieri, soldati e briganti, tornerà a vivere venerdì 13 agosto. Quel giorno, come nel 2009, Celenza Valfortore sarà l’unico luogo in Europa dove sarà sospesa la circolazione dell’euro: assieme ai costumi, le osterie, i mestieri e le armi del tempo che fu, per fare acquisti saranno ripristinate le monete forgiate dalla storia millenaria di un paese che è stato crocevia di dominazioni e culture diverse. Con “Vivi il borgo”, la manifestazione che si svolgerà il 13 agosto come un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, tornerà l’antico conio in uso ai tempi della dominazione spagnola di questo piccolo paese del Foggiano posto sulle alture al confine col Molise. Il paese si trasformerà in un unico, grande “set cinematografico”. Un grande e gioioso sforzo organizzativo condiviso da Amministrazione comunale, Proloco, Parrocchia e dalle associazioni culturali del borgo. L’obiettivo è valorizzare il grande patrimonio di cultura e di storia racchiuso all’interno delle antiche mura del borgo celenzano. La ricostruzione storica che ha reso possibile l’organizzazione dell’evento è stata possibile grazie a due inventari del 1702 e del 1759 racchiusi nel libro “Celenza Valfortore nella storia” di Michele Cerulli. Il centro storico di Celenza offre un colpo d’occhio davvero notevole. La parte feudale del paese si sviluppa tra vicoli e “ruarelle” che costeggiano case arroccate l’una all’altra, attraversate da caratteristiche stradine. Del borgo originario, di origine medioevale, restano oggi la struttura urbanistica, il palazzo baronale con il suo torrione appartenente all’antico castello dei Gambacorta, alcune porte d’ingresso al borgo, il Monastero delle Clarisse, il monastero di Santa Maria delle Grazie e alcune chiese. Al paese, nel 1700, si accedeva attraverso cinque porte, tre delle quali saranno ricostruite grazie a un effetto scenico. Le due porte esistenti sono quelle di “San Nicola” (entrata dal versante campano) e quella della “Porta Nova” (ingresso dalla regione molisana) mentre quelle da ricostruire sono la porta di “Sant’Antonio” (entrata dalla regione Puglia), la “Portella” (la porta d’ingresso al Castello) e la “Porta del Muro Rotto”. A guardia delle cinque porte ci saranno degli armigeri in divisa dell’epoca borbonica con relativi archibugi. Per le vie del borgo si potrà incappare in qualche brigante che, munito di pistolone, cercherà di turbare i signorotti in abiti d’epoca simulando finte estorsioni. Celenza, infatti, fu interessata anche dal vasto fenomeno del brigantaggio. Anzi, i capi dei fuorilegge delle due bande, “Vardarelli” (il vero nome era “Meomartino”) e “Varanelli” (detto “Titta”) erano nativi proprio di Celenza. Nel circuito del borgo si sveleranno angoli e spiazzi caratteristici, portali riccamente scolpiti, fontanili, scorci di antichi palazzi di ricche famiglie locali, vecchie chiese e antichi monasteri. Artisti di strada, giocolieri, mangiafuoco, trampolieri, sbandieratori, trombettieri arricchiranno la scenografia di questa magnifica serata. I visitatori, inoltre, troveranno accoglienza presso osterie e locande dislocate in diversi punti del percorso per degustare i prodotti tipici annaffiati da buon vino.

Comune di Celenza Valfortore



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