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La UIL e la ITAL sulle pratiche di invalidità bloccate dall’INPS
«Il decentramento per snellire le pratiche è solo sulla carta e non nei fatti». Gianni Ricci segretario generale della UIL di Capitanata, Alfredo D’Alessandro responsabile di zona della ITAL di Lucera e Subappennino Dauno ed Ennio Festa responsabile di zona UIL si sono incontrati, presso la camera sindacale di Lucera, con numerosi cittadini “indigenti” che aspettano quasi dall’inizio dell’anno la liquidazione per riconoscimenti di invalidità appena avvenuti e per pensioni già esistenti, ma sospese per revisione perché è intervenuta un’apposita legge

Foggia, 03.11.2010 - «Perché da molti mesi l’INPS è bloccata e non liquida le pratiche di invalidità civile? A che punto è il tanto decantato decentramento, che avrebbe dovuto snellire e velocizzare le pratiche per le migliaia di persone in stato di estrema indigenza della Capitanata? Stiamo forse parlando di un decentramento fantasma?».
A denunciare il prolungato «ed inspiegabile» stato di “congelamento” delle pratiche che vedono molte persone affette da disabilità d’ogni genere fare i conti con i ritardi per mancate liquidazioni, molte delle quali da febbraio del 2010, è la UIL con il patronato ITAL. «Molti beneficiari delle pensioni di invalidità civile sono costretti a subire quel ritardo senza che emerga una spiegazione credibile o plausibile» affermano i dirigenti della UIL. Si tratta di persone che aspettano quasi dall’inizio dell’anno la liquidazione per riconoscimenti di invalidità appena avvenuti e per pensioni già esistenti, ma sospese per revisione perché è intervenuta un’apposita legge. Il decentramento delle attività avrebbe dovuto favorire un maggior disbrigo delle pratiche, ma pare che nessuno riesca a spiegare i motivi per cui tutto sembra caduto in una sorta di “ibernazione”».
«C’è chi accampa la scusante dei problemi tecnico-informatici legati al funzionamento del software – sottolinea risentita la UIL – cosicché nessuno, il direttore dell’INPS provinciale in testa, sembra in grado di fornire delle risposte esaurienti».
Nel calderone del blocco, come detto, sono capitati sia coloro che sono stati riconosciuti invalidi nel 2010 (e per questa categoria le pratiche sarebbero “prigioniere” di malfunzionamenti informatici degli uffici) che le invalidità preesistenti (in corso di revisione ormai da troppo tempo) in attesa del ripristino dei pagamenti. Per la UIL mancherebbero, da parte del direttore dell’INPS di Foggia, «azioni decise», ma allora a cosa è mai servito il decentramento, dichiarato ma non avvenuto a questo punto? Un problema «che sembrerebbe più di volontà che tecnico – fanno sapere le due sigle –, anche perché ci chiediamo come mai l’ufficio provinciale, dove sono concentrati il personale e gli strumenti operativi, non spiega il motivo per cui ha sospeso la trattazione delle numerosissime pratiche».
I Dirigenti sindacali della UIL e dell’ITAL alzano la voce per denunciare i risvolti fortemente negativi prodotti da questa vicenda: «A Lucera, per esempio, presso l’ufficio decentrato INPS c’è un continuo flusso di gente costretta a muoversi in condizioni di disagio indescrivibile. Si tratta dei diretti interessati, di Lucera e soprattutto del Subappennino, molti dei quali costretti a muoversi nonostante la loro disabilità e diversi altri che vivono soli, in condizioni disagiate e senza poter contare su una figura, famigliare o esterna, di accompagnamento. Per non parlare della gente che dal Gargano deve raggiungere gli uffici di Foggia. Si aggiunga, poi – conclude la UIL – che ai disagi risaputi e che portano molte persone a contare solo su quel tipo di sostegno per la propria sopravvivenza, si vanno a sommare i costi per la Pubblica Amministrazione e, quindi, per i cittadini».
Gianni Riccci, Ennio Festa e Alfredo D’Alessandro concludono la riunione invitando l’INPS ad impegnarsi in tempi brevi a dare risposte concrete ai diritti dei cittadini.

UIL - Capitanata
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