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"Faeto Libera Unita Democratica" e la Fontana prosciugata
«Il nostro paese non merita questa caduta verticale cui stiamo assistendo da troppi anni. Il turismo è un fenomeno economico e nei piccoli paesi deve avere una rilevanza fondamentale»

Faeto, 29.01.2009 - «A Faeto in questi anni l’Amministrazione ha dato uno scarsissimo peso alla promozione turistica ed alla valorizzazione degli innumerevoli simboli della nostra antica tradizione storica, culturale ed urbanistica. Uno degli obiettivi di questo disinteresse è senz’altro la Fontana comunale che si trova appena fuori dal paese e che è meta di passeggiate ed è stata luogo di crescita e di giochi per tantissimi ragazzi del nostro paese. La sua forma particolare, i suoi abbeveratoi ed il lavatoio posto alle spalle da soli basterebbero a farla diventare un emblema del nostro paese, ma così non è stato in questi noiosi anni di superficiale amministrazione. Infatti, qualche anno fa, e più precisamente nel 2002, l’Amministrazione già guidata dall’attuale Sindaco spese oltre 30.000 euro di soldi pubblici appartenenti a tutti i cittadini per fare inutili lavori di ripristino della Fontana. Ma da allora, nonostante tutti i soldi spesi, dalla Fontana non esce più acqua e nessuno vi può più bere. Gli abbeveratoi sono secchi e sporchi così come il lavatoio. La Fontana è abbandonata e l’unica cosa per la quale in questi anni è stato usato il bellissimo spazio fatto in pietra ad essa antistante è la collocazione di gabinetti pubblici in occasione di qualche sagra. Peraltro il nostro paese possiede centinaia di fontane, molte delle quali antiche, disseminate sul nostro territorio e per lo più immerse nei boschi dalle quali sgorgano acque che in molti casi hanno proprietà diuretiche ed antiuriche che avrebbero dovute essere valorizzate a livello turistico in questi anni e che avrebbero potuto far parte di un itinerario e di una sorta di “Via dell’Acqua” similmente ad altri paesi. Ma ha prevalso l’approssimazione ed il disinteresse.
Il nostro paese non merita questa caduta verticale cui stiamo assistendo da troppi anni. Il turismo è un fenomeno economico e nei piccoli paesi deve avere una rilevanza fondamentale. Il turismo sostenibile sarebbe un’opportunità di reddito per i cittadini faetani, per gli agricoltori e per i giovani. In questi anni il nostro Gruppo consiliare ha proposto un finanziamento da conferire alla Proloco per l’organizzazione di eventi nel corso dell’anno in modo da progettare un rilancio turistico e culturale del nostro paese di 15.000 euro, approvato per soli 2.000 euro, o proposto di attivare incentivazioni del settore agricolo mediante la valorizzazione dei prodotti tipici sia nella fase di produzione o coltivazione che in quella della promozione e commercializzazione di 30.000 euro: rigettato dall’amministrazione.
In questi anni, dunque, solo una grande approssimazione e sprechi di soldi pubblici anche nel settore turistico. Come uno sportello turistico durato alcuni mesi e costato oltre 8.000 euro che non ha creato alcun posto di lavoro ma tante illusioni, una mezza pagina sul Radiocorriere costata 2.500 euro, una pubblicazione con una paginetta sul nostro paese su un libretto dedicato al Subappennino costata 1.500 euro, una comitiva di americani costata 1.300 euro ed altre amenità del genere. Il tutto senza alcuna programmazione ed alcun incremento nella ricchezza dei cittadini faetani e nelle presenze dei turisti. Il nostro paese potrebbe diventare, invece, coinvolgendo i giovani in una seria ed impegnativa programmazione la capitale turistica del Subappennino dauno in quanto non ha assolutamente nulla in meno degli altri borghi vicini, ma solo tanta mancanza di passione ed una cronica approssimazione in chi dovrebbe amministrarlo».

Gruppo consiliare
"Faeto Libera Unita Democratica"



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