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«Il deserto del progresso eolico a Faeto»
«Nessun beneficio neanche per i proprietari terrieri che per le pale attualmente presenti percepiscono 400 euro all’anno! Una presa in giro»

Faeto, 17.03.2009 - «Dalle 42 pale eoliche di San Vito alle 13 di Niola Frasinelle, alle 9 della località Pescara Scavo Vadovico e, come molto probabilmente avverrà, alle 18 in località Difesa ovvero la riserva agricola del nostro paese, la zona in cui durante la guerra ogni famiglia coltivava le patate e poteva sopravvivere. Lo scrigno delle nostre radici contadine. Insomma 82 pale eoliche per un piatto di lenticchie o meglio per un piatto vuoto ai cittadini.
Ma al di là di questo nessun beneficio per il nostro paese, niente di tutto quello che in Europa ed in Italia tantissimi comuni stanno sfruttando a loro beneficio con la presenza di tali centrali eoliche. Ai cittadini faetani nessun posto di lavoro, nessun indotto collegato al settore eolico, nessun risparmio sulla bolletta energetica, nessuna riduzione od eliminazione di tasse locali, nessuna borsa di studio per gli studenti, nessun bonus per le giovani coppie per far loro scegliere di restare e di non espatriare, nessun bonus ai neonati per invogliare un’urgente risalita demografica, nessuna incentivazione all’agricoltura, nessun progetto di agroenergia, nessun tentativo di conciliare la presenza di tali impianti con la tutela dell’ambiente tenendo in considerazione gli equilibri ambientali e l’armonia del nostro meraviglioso paesaggio, nessuno sviluppo sostenibile, nessuna abitazione alimentata ad energia eolica. Nessun beneficio neanche per i proprietari terrieri che per le pale attualmente presenti percepiscono 400 euro all’anno! Una presa in giro. Si pensi che neanche l’edificio scolastico appena concluso possiede alcuna traccia di ecoedilizia o di pannelli solari. Decine di proposte fatte da noi e tutte inspiegabilmente rifiutate.
Il Protocollo di Kyoto sbandierato ma mai letto da nessun “illuminato amministratore” e poi stracciato dinanzi agli occhi dei cittadini. Il nostro paese sarebbe potuto essere un pioniere nella ricerca della qualità ambientale, la capitale di una sorta di “Valle ecologica” da promuovere anche turisticamente. Invece, dopo nove anni, è additato da tutti come l’esempio di un comune rinnovabile che non si è saputo rinnovare. Individuato dalle multinazionali dell’eolico ed occupato dai cosiddetti facilitatori o developers che riescono ad ottenere le autorizzazioni necessarie attraverso cui le aziende possono realizzare gli impianti che, una volta a regime, genereranno profitti straordinari. Quindi il territorio di tutti ed il profitto di pochi. Il resto, come detto, è la Grande illusione dello sviluppo dell’eolico data ai cittadini e soprattutto ai giovani.
È la sterile elencazione contabile di cifre ininfluenti per lo sviluppo del nostro paese con la solita noiosa motivazione finale dei debiti ancora da pagare. La malavoglia di confrontarsi democraticamente con il popolo nonostante che vari articoli dello Statuto del Comune di Faeto lo impongano a più riprese. Lo splendido isolamento in una torre decadente ed evacuata dalla democrazia.
Ed in tutto questo deserto galleggia per i cittadini un debito pro capite che nel nostro Comune è passato dai 1.560 euro del 2006 ai 1.400 del 2007 sino addirittura ai 2.754 euro previsti per il 2008, con un raddoppio rispetto all’anno precedente.
Una rivoluzione copernicana al contrario.

Gruppo Consiliare
“Faeto Libera Unita Democratica”
www.faetolibera.it
faetolibera@libero.it



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