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ALA-Assoarchitetti di: «Lettera aperta ai candidati sindaci di Foggia»
L’elaborazione di un PUG diventa in tal modo costruzione di una vision condivisa di sviluppo basata sulle risorse locali ambientali, storiche, culturali, economiche e sociali

Foggia, 16.06.2009 - «In occasione degli incontri tenuti a Foggia il 23-25 maggio 2009 a cura dell’Ordine degli Architetti con i candidati sindaci, l’ALA-Assoarchitetti, associazione di architetti liberi professionisti, a fronte di generici impegni sul completamento della manovra urbanistica con la redazione del PUG e sul coinvolgimento degli ordini professionali, poneva una questione di metodo.
Questa Associazione poneva, in sintesi, la questione dell’eventuale necessità di verifica degli innumerevoli piani e progetti varati dalle passate Amministrazioni Comunali e, a tal fine, proponeva, in maniera esemplificativa, l’attivazione della già esistente Agenda 21 Locale di Foggia come luogo di costruzione di una visione condivisa del futuro della città e del territorio, con il coinvolgimento di tutti i portatori di interessi, siano essi pubblici, privati o diffusi, presenti sul territorio.
La presente lettera aperta è conseguente all’impegno assunto dai candidati sindaci di un successivo incontro finalizzato ad esplicitare, in maniera più puntuale, il loro programma in materia urbanistica.
Questa Associazione si permette di definire in maniera preventiva il necessario piano di discussione, chiarendo i termini dell’odierna pratica urbanistica.
Con deliberazione di Giunta Regionale n. 1328/2008, la Regione Puglia ha approvato le linee guida per la formazione dei Piani Urbanistici Generali (PUG), recependo una nuova cultura urbanistica, già oggetto di avanzate sperimentazioni in altre realtà regionali.
Anche nella Regione Puglia i nuovi Piani Urbanistici Generali si pongono ormai in maniera innovativa rispetto ai vecchi Piani Regolatori Generali, passando da strumenti di mero controllo del territorio, con definizione a tempo pressocché indeterminato di vincoli e rendite, a strumenti di programmazione continua fondata su ipotesi di sviluppo sostenibile.
A tal fine il PUG si articola in una parte strutturale, che definisce le scelte strategiche di sviluppo di lungo periodo, non conformative della proprietà privata, e una parte programmatica, il cosiddetto piano del sindaco, che individua scelte attuative di breve periodo, governate dalle singole amministrazioni comunali in sinergia con le reti locali di portatori di interessi di natura pubblica, privata e diffusi.
Questa strada consente una governance del territorio priva di paralizzanti conflittualità e, soprattutto, consente di ancorare la pianificazione di area vasta, veicolo di tutte le azioni di sostegno della Comunità Europea e degli interventi di programmazione nazionale e regionale a scelte locali fondate sull’identità del territorio interessato.
L’elaborazione di un PUG diventa in tal modo costruzione di una vision condivisa di sviluppo basata sulle risorse locali ambientali, storiche, culturali, economiche e sociali e strumento, per delle amministrazioni comunali, di guida dei processi di marketing territoriale per l’attivazione di flussi economici.

La disamina di tutta la manovra urbanistica in atto risulta pertanto indispensabile al fine di distinguere tra scelte strategiche di sviluppo lungo periodo, da individuare nell’ambito di una negoziazione palese sulla base di valori irrinunciabili definiti dall’Amministrazione e scaturenti dal cosiddetto Statuto dei Luoghi, e scelte programmatiche di breve periodo, di solito quinquennali, fondate sulla immediata fattibilità degli interventi e finalizzate al perseguimento delle scelte strategiche tramite obiettivi ed azioni da verificare in progress in termini di performance.
In questo quadro culturale Agenda 21 Locale è chiamata, per sua stessa natura, a svolgere un ruolo di primaria importanza. Questa istituzione, nata come rete di Comuni per lo scambio di esperienze virtuose di gestione del territorio, è finalizzata, negli Stati membri dell’Unione Europea, a garantire la più ampia partecipazione e condivisione di tutti i legittimi portatori di interessi nei processi decisionali in materia di salvaguardia dell’ambiente, di gestione dei rifiuti, di mobilità, di riduzione del consumo del suolo e di tutto quanto attiene la buona prassi in materia di pianificazione e modificazione del territorio.
Altra questione fondamentale per l’approntamento di un PUG fondato su scelte condivise e di ampio respiro è la definizione dei ruoli e dei compiti della tecnostruttura esistente, tenuto conto che le professionalità e i mezzi minimali per l’innesco e la gestione di una programmazione in progress possono essere così sinteticamente individuati:

• istituzione di un gruppo di progettazione con competenze urbanistiche, geomorfolgiche, idrogeologiche, agronomiche, forestali, paesaggistiche, storiche, catastali e di diritto perequativo;
• istituzione di un Ufficio di piano comunale, informatizzato e interfacciato al Sistema Informativo Territorale regionale, per la realizzazione e l’aggiornamento di quadri conoscitivi e per il controllo ordinario degli interventi sul territorio;
• istituzione di un sito web dedicato alla partecipazione della comunità locale;
• istituzione, nell’ambito delle procedure di Valutazione Ambientale Strategica, di un’Agenzia di piano, partecipata da Autorità di pianificazioni sovraordinate, da Autorità Ambientali, da Enti ed Istituzioni di controllo e da portatori di interessi diffusi sul territorio, come luogo di confronto delle scelte e di monitoraggio degli effetti del piano in termini di performance ambientali, economiche e sociali.

In sintesi, la nuova pratica urbanistica è fondata sul ruolo guida dell’Amministrazione, sulla trasparenza delle procedure, sulla negoziazione palese con la rete degli operatori economici, sul coinvolgimento delle comunità dei saperi tecnico-professionali.
Nella nostra città, invece:

• prendiamo atto, a lavori in corso, di consistenti, impreviste ed imprevedibili opere di trasformazione urbana;
• assistiamo, per i pochi fortunati che ne hanno notizia, ad improvvise e fugaci apparizioni di notevoli progetti di trasformazione urbana;
• ipotizziamo, nell’ambito del mercato nero dell’informazione, gli interventi di prossimo parto della tecnostruttura comunale e di tecnici di cui si ignorano le modalità di incarico;
• discutiamo, da ragionieri dell’urbanistica, di fabbisogni abitativi e della quantità di case da immettere, a tempo indeterminato, sul mercato come problema vitale per lo sviluppo, sostitutivo di tutte le problematiche sottese all’approntamento di uno strumento di programmazione come il PUG;
• assistiamo silenti ad un mercato della professione fondato su un’unica regola di selezione: l’acritica vicinanza al potere.

Tanto premesso, l’ALA pone ai candidati sindaci, e non solo a quelli in ballottaggio, le seguenti domande:

1) intende avvalersi, nella definizione della manovra urbanistica, di Agenda 21 Locale, costituita dal Comune di Foggia a seguito della sottoscrizione della Carta di Aalborg e finanziata dal Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio?
2) ritiene opportuno sottoporre alle valutazioni di Agenda 21 Locale, prima di una loro discussione in Consiglio comunale, i piani e i progetti urbani varati dalle passate Amministrazioni Comunali, le varianti urbanistiche approvate dal precedente Consiglio Comunale e i progetti in corso di elaborazione da parte delle strutture tecniche comunali al fine di verificarne la congruità rispetto ad una visione condivisa di sviluppo della città e del territorio?
3) ritiene opportuno sottoporre alle valutazioni di Agenda 21 Locale le scelte operate dalla cabina di regia di Area Vasta-Capitanata 2020 nell’ottica di una loro comprensione in termini di costi-benefici e di obiettivi strategici di sviluppo, come previsto dalle norme comunitarie di finanziamento?
4) ritiene opportuna una partecipazione attiva al processo di evoluzione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale per la definizione di obiettivi di sviluppo concertati e sussidiari?
5) ritiene opportuna, a fronte della marginalità territoriale della città di Foggia, una partecipazione attiva ai tavoli di concertazione organizzati periodicamente da altre città meridionali al fine di individuare una strategia comune di interventi infrastrutturali, utile per la proposizione di un piano di sviluppo strategico globale per il Sud?
6) ritiene opportuna una ridefinizione, nel rispetto delle specifiche competenze, di ruoli e compiti di Agenda 21 Locale, dell’Ufficio del Piano e della tecnostruttura al fine dell’efficacia della azione amministrativa?

La legittimità dei quesiti è suffragata dalla necessità, ormai ineludibile rispetto alle nuove pratiche di governo del territorio, di una costruzione condivisa del futuro della città e del territorio.
Sulla qualità delle risposte si attesta la speranza in una classe politica che, in una logica di trasparenza dell’azione amministrativa, assuma un ruolo guida capace di elaborare valori e di coinvolgere, nel rispetto del libero mercato delle professioni, la comunità degli architetti per la costruzione di una città e di un territorio di qualità».

Arch. Lucio Rutica
(Pres. Sez. Regione Puglia ALA Assoarchitetti)

Arch. Giorgio Buccarella
(associato ALA Assoarchitetti)

Arch. Matteo Pio Pazienza
(associato ALA Assoarchitetti)



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