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«A Faeto si improvvisa a soggetto»
Un comunicato stampa del gruppo consiliare "Faeto Libera Unita Democratica" sulle possibilità di sbocco turistico negate al piccolo centro del Subappennino dauno

Faeto, 23.06.2009 - «Il turismo a Faeto in questi ultimi anni ha subìto un grosso ridimensionamento. La politica locale non ha mai creduto in esso. L’offerta turistica è deludente. Eppure, nonostante tutto la gente, seppure in maniera minore rispetto al passato, continua a visitare Faeto. Purtroppo i dati dell’Apt parlano chiaro e per il nostro paese registrano un sensibile calo delle presenze. La mancanza di un sistema di promozione del nostro territorio, della nostra enogastronomia e l’organizzazione di eventi culturali di qualità ci fanno vivere un’età decadente da basso impero. Basti pensare che nel 2008 sono stati destinati al turismo 1.320 euro. Roba da Terzo mondo.
Il nostro paese non merita questa caduta di immagine, in special modo perché la ricetta turistica è particolarmente adatta ai paesi come il nostro che non hanno molti capitali da investire, ma natura e salubrità da offrire. Ed invece i simboli della nostra storia ed il nostro stupendo ambiente naturale sono trascurati. La Fontana comunale con il suo melmoso abbeveratorio, la Fontana all’ingresso del paese secca e piena di erbacce e tubi di plastica, la cappellina dedicata al Cristo spoglia di qualsiasi interesse, la Croce del XIII secolo dimenticata, il Pagliaio umiliato dall’indifferenza, la Torre dell’orologio cadente ed ornata da un’improbabile antenna, le nostre tradizioni culturali, enogastronomiche ed i prodotti tipici come il prosciutto, i fagioli e le patate pubblicizzati solo confusamente. Anche i boschi sono abbandonati e con essi le casette in legno e pietra ormai cadenti e devastate, e poi la Via Egnazia e quella Francigena battute dalle betoniere che costruiscono le centrali eoliche e le tante testimonianze archeologiche cadute nell’oblìo dell’approssimazione.
Il turismo sarebbe un’opportunità di reddito per i cittadini faetani, per gli agricoltori e per i giovani. In questi anni solo una grande improvvisazione nel settore turistico. E tanti soldi pubblici appartenenti a tutti i cittadini utilizzati male: dai 10.000 euro per uno sportello turistico durato alcuni mesi, ai 30.000 euro per la Fontana secca ed abbandonata, agli oltre 30.000 per spese e viaggi ormai ripetitivi e sterili, ai 4.000 euro per un maldestro tentativo di pubblicità del nostro paese, ai 1.300 euro per ospitare alcuni americani, ai 12.500 euro per la realizzazione del Centro visite posto sotto il Belvedere che è quasi sempre chiuso e sinora un contributo di 9.000 euro per le sue attività ad un’associazione di Roseto Valfortore, 3.000 euro all’organizzatore esterno dell’ultima Festa del maiale, 8.000 euro ad un consulente esterno per uno studio sul turismo faetano, 5.000 euro ad un responsabile del Convegno sulla nostra lingua e 60.000 euro per un Ufficio turistico ancora misteriosamente chiuso al pubblico.
Una spesa di quasi 175.000 euro che non ha creato alcuna professionalità locale ma tante illusioni, mentre i ragazzi dello Sportello linguistico percepiscono la miseria di 180 euro netti al mese. In questi anni tante le nostre proposte ma tutte inascoltate. Un errato utilizzo di soldi pubblici appartenenti a tutti i cittadini senza alcuna pianificazione seria e ragionata, in un paese in cui ci sarebbero enormi potenzialità di sviluppo turistico ed ecosostenibile».

Gruppo Consiliare
Faeto Libera Unita Democratica



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