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E Faeto resta a guardare!
Cosa sta succedendo ad uno dei “tre paìs bell”?

Faeto, 05.10.2009 - «Un vecchio detto recita: “Castellucc, Faìt e Cell, i tre paìs bell”. Senza nulla togliere agli altri pittoreschi centri del nostro bellissimo Subappennino Dauno, questo adagio sottolinea una sorta di “supremazia” riconosciuta ai tre paesini, legata alla particolare amenità dei luoghi, all’unicità del clima e alle singolari vicende storiche. Purtroppo, anche su queste piccole realtà si è abbattuta una lunga e profonda crisi, che ha portato a un totale ristagno delle attività economiche, ad un graduale peggioramento della qualità della vita e a un continuo stillicidio di risorse umane, con conseguente dimezzamento della popolazione.
Questi luoghi sono così passati da floride e ricercate aree turistiche a zone quasi snobbate, soprattutto a causa di amministrazioni poco capaci, che non solo non hanno saputo continuare a sfruttare le peculiarità locali, ma le hanno addirittura trascurate, perdendo molta della meritata fama acquisita nel tempo.
Ultimamente, però, si comincia a respirare aria di riscatto. Prendendo esempio dall’ottimo lavoro intrapreso da altri centri limitrofi, anche Castelluccio Valmaggiore e Celle di San Vito, dopo le recenti Elezioni Comunali, hanno immediatamente investito in un piano di recupero del turismo, settore di fondamentale importanza per una possibile ripresa economica. Così, questi mesi estivi sono stati caratterizzati da un fermento di ristrutturazioni urbanistiche, dalla nascita di nuovi esercizi commerciali e da una lunga serie di manifestazioni. Ma all’appello, purtroppo, continua a mancare proprio la nostra Faeto, considerata una volta la “punta di diamante” della zona. Quest’estate, chi ha avuto l’occasione di frequentarla per la prima volta o di tornarci dopo un po’ di anni, si è ritrovato ad affrontare tutta una serie di spiacevoli situazioni, dove sporcizia, caos e maleducazione l’hanno fatta da padroni (basta dare uno sguardo alla serie di foto allegate). Mi riferisco ai tanti rottami sparsi ormai da mesi in tutto il paese, ai bidoni della nettezza urbana lasciati pieni per giorni, all’utilizzo di locali comunali recentemente ristrutturati come temporanei depositi della differenziata, ai rifiuti giacenti in terra un po’ ovunque, alla fontana comunale ridotta ad uno stagno melmoso, alle aree per pic-nic abbandonate nella sporcizia dei tanti “incivili della domenica”, alle numerose discariche ai margini del paese, alle stradine del centro semi disconnesse, ai vari tombini che sprofondano, ai fossi lasciati da mesi nel bel mezzo di alcune stradine da… “addetti poco adatti”, ai tanti cantieri aperti, tutti contemporaneamente proprio all’inizio dell’estate, per il rifacimento del piano stradale della zona alta, con tutti i disagi, anche di natura igienica, derivanti, alla piazza centrale che cade in pezzi, ai lampioni rotti, ai vicoletti del centro impraticabili da anni per i cumuli di macerie di stabili pericolanti, ai tanti cani randagi che terrorizzano i passanti, all’acqua potabile esasperatamente razionata, al metano mai arrivato, ai parcheggi “selvaggi”, alle stradine trasformate in depositi di ogni sorta di mezzi meccanici, di cumuli di legna e di merci varie e bloccate per intere ore, alle auto e alle moto che sfrecciano indisturbate anche nel centro e nelle ore più assurde, schiamazzando e gettando nel panico ragazzini e passanti, ai pochissimi intrattenimenti serali, alle manifestazioni enogastronomiche e all’artigianato assenti… E la lista potrebbe ancora continuare. Insomma, una situazione che non ti aspetteresti di trovare proprio in un paesino che una volta era decantato per bellezza, pulizia, ospitalità e tranquillità…

Ma cosa ha potuto innescare nel giro di pochi anni una metamorfosi tanto negativa? La risposta è da ricercare soprattutto in un sistema amministrativo evidentemente inadeguato e deludente, che non solo non è stato in grado di valorizzare e creare realtà lavorative, ma, al contrario, è riuscito sistematicamente a scoraggiare e a spaccare in due l’intera comunità. Tanto per riportare un esempio emblematico, basti pensare a quella che poteva essere un’enorme opportunità quale lo sfruttamento dell’energia eolica. Tanti sono i comuni che, riuscendo a gestire al meglio e con estrema attenzione questa risorsa, hanno ottenuto elevati introiti, opportunità lavorative e benefici fiscali a vantaggio dell’intera comunità. A Faeto, invece, ignorando a volte anche le più elementari norme del civile buon senso, si è soprattutto innescata una guerra di interessi, riuscendo anche a devastare zone paesaggistiche e archeologiche, con pochi benefici visibili e tanta esasperazione.
Un sistema politico che negli ultimi trent’anni ha finito per “isolare” di volta in volta la minoranza, creando disparità, imbarazzo, disagio e inimicizia tra la popolazione, tutte situazioni che, unite ad una graduale riduzione di ogni forma di controllo, stanno trascinando il paese in un clima di degrado economico e morale, confinandolo sempre più agli ultimi posti tra quelli del nostro Subappennino.
Con queste considerazioni, non si vuole assolutamente offendere o muovere accuse contro nessuno in particolare, ma solamente criticare un sistema che non ha saputo rinnovarsi e valorizzare il paese, le cui conseguenze, ormai, sono sotto gli occhi di tutti. Un sistema che va assolutamente cambiato perché continua solo ad alimentare una sorta di “faida”, che potrebbe trasformarsi in un coma irreversibile per Faeto. Un accenno di reazione, negli ultimissimi anni, ha preso vita grazie alla caparbia opera di Vincenzo Tommasone, che in veste di consigliere di minoranza del gruppo di opposizione “FAETO LIBERA UNITA E DEMOCRATICA”, ha portato avanti una coraggiosa e solitaria lotta, evidenziando e condannando aspramente situazioni poco chiare e sconvenienti per il bene del paese, pretendendo la dovuta trasparenza in tutti gli affari di pubblico interesse, trasparenza che troppo spesso in passato è stata trascurata o addirittura negata ai cittadini, che a volte ignoravano totalmente l’esistenza di provvedimenti presi in nome e per conto del paese. Grazie alle molteplici doti ampiamente dimostrate e al suo innato senso civico, che gli hanno fatto meritatamente conquistare stima e rispetto ovunque, Tommasone potrebbe sicuramente rappresentare la persona più adatta ad assumere la guida del paese nelle ormai prossime Comunali, avviando finalmente un clima distensivo e di ripresa.
Peccato che in un recente articolo della Gazzetta del Mezzogiorno, egli abbia invece allontanato la possibilità di una sua eventuale candidatura, motivando tale decisione con il fatto che, secondo lui, non sono ancora ravvisabili i segnali di una chiara e onesta volontà comune al radicale cambiamento, condizione che non permetterebbe certo di lavorare in maniera ottimale e serena, e su questo sicuramente non ci sentiamo di dargli torto. A questo punto, l’unico augurio sincero che si possa formulare, è che nei prossimi mesi si prenda reale coscienza della difficile situazione in cui versa Faeto e che maturi finalmente un comune sentimento di sana volontà di riscatto e di rinascita, sperando che il futuro sindaco, chiunque egli sia, abbia a disposizione coraggio, forza, determinazione e soprattutto collaboratori validi per superare le molte incomprensioni esistenti e poter voltare completamente pagina.
Forza Faeto, il tifo è tutto per te!».

Vincenzo Antenucci



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