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«Faeto e la generazione invisibile»
«Non vi è mai stata, in questi anni, la promozione della partecipazione sociale dei giovani alla vita del paese per affrontare il disagio che essi vivono e per offrire loro servizi conformati alle loro esigenze ed alla loro epoca»

Faeto, 30.03.2008 - «La Amministrazione comunale continua nel suo disinteresse verso le nuove generazioni e verso le loro più elementari esigenze. Si tratta di una compagine che non ha mai tentato di innovare il modo di fare politica per venire incontro ai cambiamenti della società ed alle esigenze dei giovani. In questi giorni abbiamo notato che il punto Informagiovani è sempre più abbandonato. Esso è stato concepito a seguito di una nostra proposta portata due anni fa in Consiglio comunale e fatta faticosamente approvare anche dalla Amministrazione che si oppose ad una sua collocazione nel centro del paese preferendo pretestuosamente una sistemazione nella sede del Comune. La sua collocazione era sbagliata in quanto, purtroppo, il Comune non è affatto vissuto dai giovani come punto di riferimento anche perché in questi otto anni nessun amministratore ha mai pensato di organizzare incontri con i giovani per farli sentire partecipi di un progetto comune che andasse incontro alle loro esigenze. Ad ogni modo, il fatto di essere riusciti a creare per la prima volta a Faeto un punto Informagiovani significava per noi già aver raggiunto un buon risultato.
Ma dopo due anni lo spettacolo che si presenta è sempre più degradante. Infatti vi sono solo un paio di fogli sospesi e piegati che sono simbolicamente molto vicini alla condizione giovanile vissuta dai ragazzi del nostro paese. I nostri giovani sono agli occhi degli amministratori una generazione invisibile. Non si vuole far diventare le nuove generazioni protagoniste del cambiamento. Essi sono solo vittime e non artefici del loro futuro. Non si promuove il lavoro giovanile presso le imprese edili che lavorano nel nostro paese, non si permette loro di praticare alcuna attività sportiva dal momento che tutte le strutture sportive sono inutilizzabili, non si diffonde la cultura (infatti la biblioteca è chiusa da anni). Non vi è mai stata, in questi anni, la promozione della partecipazione sociale dei giovani alla vita del paese per affrontare il disagio che essi vivono e per offrire loro servizi conformati alle loro esigenze ed alla loro epoca.
Purtroppo è un’ulteriore conferma del fatto che chi amministra il nostro paese continua a considerare le nuove generazioni come formate solo da elettori e non come titolari di diritti e come risorsa da promuovere e da valorizzare. Ma è anche la testimonianza del fatto che non ha rispetto neanche del Consiglio comunale, rappresentante del popolo e delle sue decisioni.
E sempre più marcato si profila il fallimento di questo modo di fare politica».

Il Gruppo Consiliare
“Faeto Libera Unita Democratica”



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