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Associazione Provinciale Farmacisti sul riordino del settore farmaceutico
Nonostante la conclusione della  trattativa ministerialealcuni consiglieri regionali presentano una propria proposta di legge

Foggia, 17.11.2007 - Tra Federfarma, Federazione Ordini Farmacisti, Assofarm farmacie comunali, rappresentanti delle Regioni, tecnici del Ministero della salute e del Ministero dello sviluppo economico è stata raggiunta un’intesa sul “riordino del settore farmaceutico”. La legge attuale prevede l’apertura di una farmacia ogni 5.000 abitanti nei comuni con meno di 12.500 abitanti, nonché di una farmacia ogni 4.000 nei comuni con più di 12.500. Dopo l’entrata in vigore della nuova normativa, l’applicazione di un parametro unico sul territorio prevede l’apertura di una  farmacia ogni 3.800 abitanti: una significativa riduzione della soglia che consentirà l’apertura di 2.200 nuove farmacie in Italia. Inoltre l’accordo risolve il problema per le zone disagiate con almeno 1.000 abitanti prevedendo l’apertura di nuove farmacie e l’apertura, di dispensari farmaceutici, nelle località con meno di 1.000 abitanti; l’apertura di farmacie nei grandi snodi autostradali, nelle stazioni e negli aeroporti; l’apertura di nuove farmacie nei grandi centri commerciali con superficie superiore ai 10mila mq e l’ampliamento degli orari di apertura diurna e notturna delle stesse.
In sostanza l’intesa tocca tutte le criticità dell’assistenza farmaceutica sul territorio, per cui davvero non si comprende l’iniziativa assunta da alcuni consiglieri della Regione Puglia (Potì, Bonasora, Borracino, Cioce, Lomelo, Mita, Pentassuglia e Vissaggio) che insistono nell’avanzare la discussione su una proposta di legge che non si occupa dell’argomento in maniera organica ed esaustiva. Una iniziativa, questa dei consiglieri regionali, che pur nella lodevole intenzione di affrontare un tema impegnativo come quello in oggetto rischia di dar vita a una serie di contenziosi legali che di fatto porterebbero in breve tempo al blocco della normativa nonostante la sua adozione. Invece gli effetti del provvedimento già varato dalla categoria insieme al Ministero della salute e quello dello sviluppo economico, si tradurrebbero in un considerevole aumento del numero delle farmacie – oltre 100 nella sola Puglia – con notevoli benefici sull’efficienza del servizio e con nuove e incoraggianti prospettive occupazionali. Resta da intendere che il provvedimento ministeriale non estromette le Regioni dagli aspetti correlati alla riforma, ad esempio lascia ai poteri locali le competenze esclusive su orari, turni, ferie e dispensari regionali. Federfarma, Ordine Farmacisti e Assofarm auspicano la definitiva adozione dell’accordo ministeriale, che paradossalmente sembra osservare maggior rispetto delle esigenze territoriali di quanto non faccia la proposta di legge presentata dai consiglieri regionali. Gli ultimi dettagli dell’accordo ministeriale saranno discussi il 22 novembre a Roma presso la sede del Ministero della Salute, una “dirittura d’arrivo” a quanto pare ignorata dalla proposta regionale che invece verrà discussa il 20 p.v. in netta controtendenza rispetto agli orientamenti e alle intese già largamente raggiunte.

Per l’Associazione provinciale titolari di farmacia
il presidente Gianfranco Curato



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