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POLITICA
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Pitta e Miglio a Roma per la Corte d'Appello al Tribunale di Lucera
Il sindaco di Lucera: «Questo è un fenomeno che non può e non deve essere sottovalutato: il nostro territorio ha bisogno della presenza dello Stato». Per il sindaco di San Severo, invece, «l’istituzione della Corte d’Appello di una sede distaccata in provincia di Foggia porta con sé dietro la Direzione Distrettuale Antimafia»

Lucera, 11.09.2021 – Si è tenuta lo scorso 8 settembre presso la Camera dei Deputati una conferenza stampa nel corso della quale sono intervenuti il sindaco di Lucera Giuseppe Pitta e quello di San Severo Francesco Miglio nonché il presidente del comitato per la tutela dei tribunali accorpati avvocato Pippo Agnusdei e l’onorevole Nunzio Angiola del partito “Azione”, facente capo a Carlo Calenda. Erano presenti anche gli onorevoli Rosa Menga e Giorgio Lo Vecchio del Movimento 5 Stelle. Si è parlato delle prospettive circa la riapertura del tribunale di Lucera con l’istituzione della sede distaccata della Corte d’Appello a seguito di un’interrogazione parlamentare dello stesso Angiola, il quale è stato il primo firmatario di una specifica proposta di legge.
«La riapertura del tribunale di Lucera – ha spiegato nel suo intervento Pitta – non è un’utopia ma una conquista possibile e doverosa nei confronti del nostro territorio alle prese con una criminalità sempre più aggressiva ed organizzata. La nuova riforma della geografia giudiziaria è un treno da non perdere per rilanciare l’azione unitaria del territorio finalizzata all’apertura della sede distaccata della Corte d’Appello a Lucera». Si trattava in particolare della richiesta di giustizia proveniente da un territorio, quello del circondario di Foggia, di circa settecentomila abitanti che purtroppo da anni subisce attacchi criminali e che è diventato la casa di quella che si ritiene essere la cosiddetta quarta mafia. Il sindaco di Lucera ha ricordato che a partire dal 2017, all’indomani della chiusura di alcune sedi di tribunale nell’ambito di quella rivisitazione della geografia giudiziaria che ha privato il territorio di Capitanata di un tribunale importantissimo e storico come quello di Lucera, si è assistito ad un’escalation di fenomeni criminosi che hanno colpito ogni strato sociale fino a vedere Comuni come Foggia, Manfredonia e Cerignola sciolti per infiltrazioni mafiose: «Questo è un fenomeno che non può e non deve essere sottovalutato: il nostro territorio ha bisogno della presenza dello Stato, della giustizia e dei tribunali di primo e secondo grado, considerato altresì che siamo troppo distanti da Bari e troppo carichi di richiesta di giustizia per continuare ad essere una sua provincia, pertanto abbiamo la necessità di avere la nostra sede distaccata, non è una mera richiesta di campanile, e lo testimonia anche la presenza del sindaco Miglio, ex Presidente della Provincia, che sposò già nel 2017 questa battaglia di giustizia allorquando approvammo all’unanimità in Consiglio Provinciale una delibera che individuava proprio nell’ex tribunale di Lucera la sede distaccata di Corte d’Appello ideale per la richiesta di giustizia della provincia di Foggia». Quella delibera non ebbe seguito, ma Pitta crede che oggi, dopo la proposta di modifica della normativa penale, sia arrivato il momento di essere ascoltati. È noto infatti che la problematica relativa al decentramento giudiziario e comunque in generale al funzionamento dei tribunali è particolarmente importante in una regione come la Puglia, dove le distanze tra un capoluogo e l’altro sono immense.

«Le risposte non sono tempestive così come sarebbe auspicabile – ha commentato Miglio – in un territorio in cui la criminalità non è più micro come si riteneva fino a qualche mese fa, ma un fenomeno che ha assunto le connotazioni di una vera e propria organizzazione mafiosa: da questo punto di vista riteniamo che la risposta dello Stato debba essere più incisiva rispetto a quella che è stata nel recente passato, e sicuramente l’istituzione della Corte d’Appello di una sede distaccata in provincia di Foggia porta con sé dietro la Direzione Distrettuale Antimafia». Miglio ha proseguito spiegando che se si deve contrastare un fenomeno criminoso c’è bisogno di una magistratura inquirente dedicata esclusivamente ad indagare ed a perseguire i reati di stampo mafioso, pertanto, come ha sottolineato, il loro sostegno politico è sicuramente fuori discussione e si augurano che ci possa essere un corollario ampio attorno al progetto di legge presentato da Angiola. Proprio quest’ultimo ha parlato della necessità di garantire per tali ragioni il diritto all’accesso alla giustizia, diritto fondamentale previsto dalla costituzione, dopo aver ricordato la riforma giudiziaria del 2012 che smantellò la preesistente articolazione territoriale della giustizia di primo grado ed in particolar modo i tribunali minori, intendendo come tali quello di Lucera in provincia di Foggia e sei uffici giudiziari, ovvero sedi distaccate sia del tribunale di Foggia che di quello lucerino, allorquando si assistette ad una vera e propria desertificazione giudiziaria. Così, quando l’onorevole ha saputo da colleghi che in Commissione Giustizia era stato incardinato un provvedimento consistente in ben quattro proposte di legge riguardanti la giustizia di secondo grado, ha approfittato per inserirsi con la possibilità di aprire questa sezione distaccata a Lucera, sperando che sia la volta buona.

Greta Notarangelo

 
 
 

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