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POLITICA
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Francesco Di Battista su Viale Castello che aspetta ancora e sulla interdittiva antimafia che ha colpito la ditta di raccolta dei rifiuti
Le interrogazioni poste dal consigliere di Lucera 2.0 lo scotso 19 gennaio scorso restano tuttora in piedi

Lucera, 13.02.2021 – Sono state due le interrogazioni sollevate da Francesco Di Battista nel corso della seduta di Consiglio Comunale del 19 gennaio scorso. Una riguardava viale Castello: il consigliere ha chiesto all’assessore Carmen Di Cesare informazioni sullo stato dell’arte ed in particolar modo se fosse stata depositata o meno una perizia di variante che si stava aspettando già da un po’ di tempo. L’altra, invece, riguardava l’interdittiva antimafia che aveva colpito l’azienda di raccolta dei rifiunti, la Tecneco: Di Battista aveva già fatto un’interrogazione sull’argomento, quindi, ha voluto sapere se nel frattempo ci fossero stati sviluppi e se ci fosse stato un dialogo non soltanto coi commissari, ma anche con gli altri comuni facenti parte dell’ARO di cui Lucera è capofila.
Quanto alla situazione di viale Castello, l’assessore ha ammesso che era un colpo al cuore anche per loro, perché «…non è bello vedere questo viale così deturpato in questo modo», però «…noi stiamo facendo di tutto, innanzitutto per cercare di far riprendere i lavori». Di Cesare ha spiegato, infatti, che com’era noto, c’erano stati ovviamente durante l’esecuzione dei lavori degli scavi da cui era venuto fuori un cavo dell’ENEL che in un primo momento si pensava fosse funzionante, poi, dopo diversi saggi la stessa ENEL aveva comunicato che era inattivo, in seguito sarebbe sorta la questione relativa a tutta un’altra serie di problemi concernenti i sottoservizi che insistono su quella specifica zona: «Da un lato stiamo aspettando l’approvazione, cioè dovremmo approvare una variante e stiamo attendendo che il direttore dei lavori ce la presenti, dall’altro ci stiamo occupando anche della questione dei fondi, che sono adesso di competenza dei commissari in quanto sono stati fatti degli impegni di spesa dal 2014 al 2019 e stiamo cercando di recuperarli: nel momento in cui avremo entrambi, possiamo andare avanti». Di Battista si è detto dispiaciuto che quella perizia ancora non fosse pronta, e come seconda cosa ha dato un suggerimento, quello di attivarsi sia presso la Regione sia presso il Ministero, perché «…se aspettiamo l’Organismo Straordinario di Liquidazione, non ne usciremo mai più». L’assessore, però, ha detto di averlo già fatto: «Il sindaco si è recato dal Ministero per vedere se ci può dare dei fondi per le opere incompiute».

Rispetto alla situazione prodotta dall’interdittiva antimafia alla società che gestisce l’appalto di raccolta dei rifiuti, invece, ha risposto il sindaco Giuseppe Pitta, il quale ha informato che era stata inviata una lettera interlocutoria al Prefetto, e per conoscenza a tutti i sindaci che facevano parte dell’Ambito di Raccolta Ottimale, dove li si notiziava di tutto quello che si stava facendo e dell’interlocuzione col tavolo prefettizio; di lì a qualche giorno, poi, sarebbe intervenuta la sospensiva da parte del TAR, quindi nessun tavolo prefettizio fino ad allora era stato fissato, anche perché si sarebbe dovuto discutere della faccenda nel giro di pochi giorni, e dunque probabilmente anche il Prefetto stava aspettando la risposta del TAR: «Fino a quel momento non credo che possiamo fare granché». Comunque, l’ultimo atto prodotto era stato messo a conoscenza di tutti i sindaci dell’ARO. Allora, il consigliere ha detto della necessità di attivarsi soprattutto perché la raccolta differenziata in città non stava funzionando bene, nel senso che andavano sicuramente posti dei correttivi, e ha approfittato per invitare l’amministrazione a riprendere quella sana abitudine di andare nelle scuole a fare formazione ed informazione sulla raccolta differenziata.

Greta Notarangelo

 
 
 

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