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POLITICA
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Diritti di segreteria lievitati agli edili. E Di Battista e Abate mattatori sul piano di alienazione degli immobili comunali
C'è la crisi e il dissesto? Pitta risponde con gli aumenti. E il duo Di Battista-Abate smontano il piano di alienazione dei "gioielli di famiglia"

Lucera, 30.12.2020 Il sesto ed il settimo accapo del Consiglio Comunale tenutosi lo scorso 14 dicembre consistevano rispettivamente nell’adeguamento all’anno 2020 del costo di costruzione ai sensi dell’art. 16 del D.P.R. 380/2001 e ss.mm.ii. e nell’adeguamento diritti di segreteria per procedimenti amministrativi in materia Urbanistica/Edilizia. Per quanto concerne il primo, l’opposizione ha espresso voto contrario, mentre sul secondo, cioè si è aperta una discussione. Fabrizio Abate, infatti, ha detto di aver trovato, leggendo la tabella di riferimento, delle giustificazioni a suo modo di vedere esagerate, considerata anche la situazione di dissesto dell’Ente, e ha espresso in particolare delle perplessità su alcuni dati e somme, spiegando che se già c’è una crisi del settore edile, non lo si incentiva certo con quella tariffazione aumentata che oltretutto non prevede neanche agevolazioni. Anche Angelo Ventrella ha rilevato una sproporzione delle tariffe e ha chiarito che ci devono essere degli interventi, ma compatibili con la realtà socio-economica, dal momento che a suo dire i cittadini sono vessati, pertanto, il consigliere ha suggerito di rivedere le tariffe, in quanto «…non si può passare da zero a decuplicarle», proponendo dunque il ritiro dell’accapo o la sua revisione: «Gli aumenti ci devono essere, ma non in questo modo». Anche Giuseppe De Sabato ha detto di ritenere che un Comune in dissesto debba mettere mano, rivedendole, alle tariffe più esorbitanti ed inopportune per il periodo che la città vive, altrimenti si corre il rischio di affossarla ancora di più. Nella sua dichiarazione di voto, però, Giuseppe Pitta ha evidenziato di ritenere doveroso da parte di un’amministrazione con obiettivi sani andare a mettere mano anche alle cose scomode, quindi ha invitato a verificare le tariffe dei comuni limitrofi garantendo che ve ne sono di superiori.


Adeguamento costo di costruzione

Ancora una volta, dunque, i problemi sollevati dall’opposizione sono rimasti inascoltati, ragion per cui la stessa ha espresso voto contrario.
Un ampio dibattito si è aperto invece sull’ottavo ed ultimo accapo, che in realtà era un o.d.g. aggiuntivo e riguardava il piano delle valorizzazioni e delle alienazioni del patrimonio immobiliare (aggiornamento del precedente piano approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 74/2014).


Diritti segreteria urbanistica/edilizia

Il primo ad intervenire è stato Francesco Di Battista, il quale ha fatto notare che è stato un bene aver eliminato quel suolo edificabile che dovrebbe vedere la realizzazione della nuova caserma dei Vigili del Fuoco, anche perché quella è un’idea progettuale che viene da molto lontano e precisamente dall’amministrazione Dotoli, pertanto, se, come aveva informato il sindaco, c’è già un finanziamento intercettato, quel suolo, come ha detto il consigliere, si presta a questo tipo di realizzazione d’opera. Di Battista si è detto invece perplesso riguardo alla sede di via Petrarca, anche perché per quell’area era già in corso un tentativo d’intesa con l’INPS per ubicarvi gli uffici (se ne parlò quando si affacciò il rischio che anche l’Istituto Previdenziale lasciasse Lucera), mentre si è mostrato d’accordo nel preservare anche i locali dell’Agenzia delle Entrate, perché altrimenti ci sarebbe il rischio di perdita anche di quest’importante presidio. Il consigliere ha in seguito chiesto chiarimenti circa la scheda numero 17, relativa ad alcuni immobili situati in Vico alle Mura, laddove si dice “annessi a Palazzo di Città”, in quanto gli sembrava, da una ricerca su Google Maps, che questi si trovassero da tutt’altra parte. A tal proposito, il sindaco ha spiegato, in base alle notizie fornitegli dall’Ufficio Tecnico, che si tratta di tutta la parte, che fu acquistata, degli uffici tecnologici: «Ho appreso la notizia che questi immobili erano stati inseriti erroneamente, così mi sono premurato di farli togliere subito, ma comunque c’è il parere di regolarità tecnica». Un’altra cosa che non è sfuggita a Di Battista è che, in riferimento alle schede 14 e 16 ed in particolare a via Cairoli n. 37 in prossimità dell’antico edificio dei Sacramentini, la precedente valutazione fatta con la delibera del 2014 dava un valore di 70.000 euro in meno rispetto ad oggi: «Leggendo, noto che oltre a fare una descrizione dell’immobile, è riportato che si è rideterminato il valore, ma come mai solo questi due immobili vedono una rivalutazione a rialzo, peraltro con una descrizione che sembrerebbe dire, invece, che anche questi sono a ribasso? Non è che c’è un errore? Vorrei delle delucidazioni». A ciò Pitta ha replicato specificando che la valutazione fatta è prettamente tecnica, ma l’altro, giustamente non convinto della risposta liquidata in maniera tanto semplicistica, ha detto di attendere una risposta più dettagliata.


Piano di alienazione dei beni immobili comunali

Abate è stato piuttosto duro nell’esternare la sua valutazione: «Credo che per l’eccessiva fretta questa proposta di delibera sia completamente sbagliata e che per tale ragione vada assolutamente ritirata, perché ci sono degli errori macroscopici che adesso vorrei mettere in evidenza». La prima bugia, come ha fatto notare il consigliere, è laddove si afferma “…visto il parere espresso dalla commissione consiliare”: Abate ha chiesto chi abbia espresso questo parere, considerato che quella fascetta non si era mai vista in Commissione; quanto al deliberato, poi, si tentava di stabilire che i valori indicati nel piano erano orientativi in quanto bisognava attendere la verifica della perizia di stima, senza tener conto di che cosa sarebbe successo se la stima avesse detto il contrario di ciò che era scritto; inoltre, si diceva di dare indirizzo all’Ufficio Patrimonio affinché procedesse alla preliminare istruttoria al fine di verificare il potenziale inserimento di quei beni nel piano delle alienazioni, ma «…l’atto d’indirizzo dovrebbe darlo la Giunta, quindi l’Ufficio fa l’istruttoria e dice se quei beni si possano inserire nel piano, dopodiché ci danno i valori di stima corretti e si fornisce il dato al Ministero, non prima, come stiamo facendo oggi». Insomma, a quest’amministrazione mancano proprio le basi. Un’altra considerazione fatta dall’attento consigliere è che il sindaco faceva un errore grossolano che ha messo in mostra tutto l’infantilismo politico-amministrativo del primo cittadino e della maggioranza, perché «…è vero che inserisce nel piano alcuni immobili da vendere, come gli uffici denominati Servizi Sociali di via Petrarca, ma si è dimenticato di togliere la stessa via dalle Linee Programmatiche, quindi o abbiamo votato una fesseria poco fa, oppure non si può decidere di metterlo in vendita». L’ultima considerazione di Abate è stata che tutti gli immobili di viale Michelangelo sono occupati, quindi, il consigliere ha ricordato che come assessore al Patrimonio ha, in passato, combattuto con l’Ufficio Contenzioso per attivare procedure che li rendessero liberi, ma «…mai nessuno ha scritto niente, e posso immaginare perché»; oggi, invece, si dice al Ministero degli Interni che li si vende addirittura con alienazione diretta, senza considerare che per alcuni occorre l’autorizzazione della Soprintendenza. Per tutte queste motivazioni, Abate ha preannunciato il proprio – e del PD, come ha detto subito dopo Antonio Dell’Aquila – voto negativo.
De Sabato ha invitato, alla luce di tutti gli interventi fatti in precedenza, a ritirare il punto, così, Di Battista ha proposto di formalizzare la richiesta di ritiro sulla base delle considerazioni degli altri consiglieri. La proposta è stata quindi messa ai voti, ma, com’era immaginabile, è stata respinta più per ripicca che per una valutazione approfondita e attenta, pertanto, lo stesso Di Battista ha voluto fare una dichiarazione di voto nella quale si è detto deluso perché nonostante il suo intervento fosse stato collaborativo, rispetto a questo ha visto da parte della maggioranza un atteggiamento di totale chiusura, dunque ha preannunciato il proprio voto negativo.
Anche Pitta ha fatto la sua dichiarazione di voto, comprensiva di una proposta di emendamento (ma come, la richiesta di ritiro no e la proposta sì solo perché partita da lui? E parla pure, il sindaco, di atteggiamento ostruzionistico da parte della minoranza, quando in realtà è tutto il contrario!) nella quale si prevedeva di cancellare sicuramente l’errore materiale che riportava il parere della commissione consiliare. L’opposizione, però, è stata ferma nell’esprimere voto contrario.

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