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POLITICA
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Il Piano degli studi 2021 e la ricerca di notorietà del consigliere Coccia
Per lo sprovveduto consigliere di maggioranza chi vota a favore fa gli interessi dei cittadini e chi vota contrario è contro la città e la sua popolazione. Non è che sarà rimasto fermo al 1925? Altrimenti vuol dire che con il suo analfabetismo politico era alla ricerca di notorietà

Lucera, 28.12.2020 Il quarto accapo dell’ultimo Consiglio Comunale online del 14 dicembre consisteva nel “Programma comunale degli interventi per il Diritto allo studio e per la promozione del sistema integrato di educazione e di istruzione anno 2021”. L’assessore Pierluigi Colomba ha ricordato che questo punto era presente già nell’ordine del giorno del precedente Consiglio e che in quell’occasione si era deciso di ritirarlo per fare valutazioni ulteriori su qualche aspetto.
La spesa complessiva prevista è di 854.000 euro a fronte di contributi richiesti per 303.000 euro alla Regione, mentre è di 382.470 euro l’importo quantificato per il servizio Scuolabus. Dopo aver chiarito ciò, Colomba ha asserito di aver voluto verificare con gli uffici la parte relativa alle spese di trasporto in quanto nella precedente versione del piano era stato riportato un ammontare pari a zero.
Antonio Dell’Aquila ha voluto in via preliminare stigmatizzare un aspetto riguardante la produzione di documentazione «…nella quale la parte politica in alcuni casi decide di essere latitante»: in particolare, il consigliere ha osservato che bisognerebbe parlare non solo di somme ricevute dalla Regione, ma anche di progetti educativi, di alternanza scuola-lavoro e di interventi a sostegno del disagio scolastico e della disabilità: «Tutto ciò in questo programma comunale è completamente disatteso e al suo posto vi è approssimazione ed inesistenza di programmazione». Dell’Aquila ha dunque invitato, dato che il giorno seguente scadevano i termini, a portare l’argomento nella commissione deputata per ridefinirlo, altrimenti il voto del PD sarebbe stato negativo.
In seguito, è intervenuto Giuseppe De Sabato, il quale ha ricordato di aver esaminato le schede già nella scorsa seduta consiliare, allorquando gli era parsa strana la compilazione di quella relativa ai trasporti, «…che oggi vedo nuovamente compilata nell’odierna proposizione», quindi si è rivolto all’assessore dicendo di rilevare nella stessa che per gli alunni trasportati – cinquantasette – si prevedeva una spesa di 382.000 euro: «Questo, a mio avviso, è qualcosa che quando sarà visto dalla Regione, ci rideranno dietro e chiederanno com’è possibile che si spenda tale somma in circa dieci mesi per cinquantasette alunni». Il consigliere ha altresì fatto notare che sono stati assegnati come contributo per i trasporti 7.700 euro, ma «…oggi noi ne chiediamo 100.000, quindi ci sono dati assolutamente incongruenti e fuori luogo: che facciamo, prendiamo in giro le famiglie? In conclusione, questa scheda è completamente sbagliata, e non vorrei che sia stata fatta apposta per giustificare che così non riattiviamo il servizio e cinquantasette bambini sono ancora una volta abbandonati nelle campagne e non possono godere del servizio». Dunque, De Sabato ha fatto notare in chiusura che se la Regione non dovesse dare al Comune il contributo perché la scheda è sbagliata, qualcuno avrà sicuramente delle responsabilità.

L’assessore, allora, è intervenuto innanzitutto per rispondere a quella che a suo dire sarebbe stata una «accusa gratuita» circa la latitanza della politica a cui ha fatto cenno dell’Aquila, «…smentita da quanto detto in premessa e cioè che il programma è provvisorio e che siamo intervenuti per far integrare dal dirigente del IV settore il punto relativo al trasporto». Colomba ha aggiunto di essere stato a disposizione nelle prime due commissioni consiliari tenutesi, nelle quali c’erano anche gli stessi rappresentanti del PD, proprio per parlare di questo. All’appunto fatto da De Sabato, invece, l’assessore ha risposto con la nota fatta dal dirigente del settore, infatti i dati numerici, a suo dire, non erano dell’assessore, ma vengono dal medesimo dirigente, il quale dichiara che l’importo è relativo al costo del servizio previsto dal contratto (382.470 euro più IVA), pertanto, Colomba ha detto di recepire le considerazioni del consigliere, ma allo stesso tempo di essersi attenuto alla nota, fornita loro, firmata dall’architetto Antonio Lucera e dal direttore esecutivo del servizio, ing. Pasquale Borrelli. «È giusto attenersi a quanto dicono i dirigenti – ha osservato allora il consigliere di opposizione –, però anche se sono parte politica e mi sorge un legittimo dubbio, mi devo fare parte attiva, perché è qualcosa che balza troppo agli occhi e sono convinto che se lo presenteremo così, non ci daranno nemmeno un euro».
Sull’argomento è intervenuto anche Francesco Di Battista, il quale ha esordito domandando perché vengano chiesti 40.000 euro in meno e dicendo di aver notato che gli alunni trasportati giornalmente sono scesi di venti unità (lo scorso anno, infatti, ne erano previsti settantasette): la spiegazione è che in parte ciò è dovuto alla questione della scuola primaria, in quanto ci sono sei alunni in meno, ma in gran parte alla secondaria di secondo grado, dal momento che non è previsto il trasporto per il 2021 (l’anno scorso, invece, i ragazzi erano quattordici), pertanto il consigliere ha chiesto spiegazioni. Inoltre, Di Battista ha rilevato che le entrate per le contribuzioni alle famiglie sono pari a quelle dell’anno scorso, quindi, «…se scendiamo di venti ragazzi e manteniamo tale somma uguale, vuol dire che alle famiglie di questi cinquantasette andremo a chiedere un contributo maggiore». A questo Colomba ha risposto chiarendo che si parla di dati previsionali fatti dagli uffici, ma ha assicurato di verificare con la dirigente Domenica Franchino, che è la responsabile del settore, se vi sia congruenza, per poi andare a modificare, se necessario.
Incommentabile per l’opposizione l’intervento del consigliere di maggioranza Mario Coccia, il quale ha dichiarato, purtroppo con convinzione: «Devo prendere atto che i consiglieri di minoranza non vogliono salvaguardare i nostri concittadini, ecco perché fanno (non riusciva a dire “esprimono”, ndr) un voto contrario; noi come amministrazione di maggioranza (perché, ne esiste anche una di minoranza?, ndr) dobbiamo salvaguardare i nostri concittadini, ecco perché io annuncio il mio voto favorevole». Ebbene, dopo aver ascoltato queste parole, viene da chiedersi come siano finiti certi in Consiglio Comunale questo tipo di “rappresentanti del popolo”. Lo stesso Di Battista, infatti, si è visto costretto a prendere nuovamente la parola per fare una dichiarazione di voto ed anche per far comprendere che qualche intervento era fuori luogo: «Che cosa significa (ha detto rivolgendosi a Coccia, ndr) che voi tenete al benessere dei cittadini e quindi votate favorevolmente, mentre quelli di minoranza siccome non ci tengono, votano contro? È una frase quantomeno strumentale, diciamo così, ed assolutamente inopportuna!».
Anche De Sabato ha fatto in seguito la sua dichiarazione di voto, a nome della sua coalizione, precisando che il voto contrario non è mai determinato dal non voler fare gli interessi dei cittadini, anzi da tutt’altro, spesso è un voto di disappunto per rimarcare quanto siano sbagliate certe scelte, e questo proprio a tutela dei cittadini: «Glielo posso garantire, consigliere Coccia, perché se c’è una parte politica che tiene al benessere dei concittadini, siamo noi, e lei sa con quale passione svolgiamo il nostro ruolo: il voto contrario è determinato dalle modalità con cui viene presentato il piano».
Dunque, l’intera opposizione ha espresso voto contrario. Per tutelare – se è consentito dirlo in assenza di un regime – la città.

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