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POLITICA
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Giandonato La Salandra: «Lucera, tra la realtà e il latinorum dell’Orlando fuoriso»
Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa dal coordinamento provinciale di Fratelli d'Italia

Foggia, 28.09.2020 «In politica, come nella vita, ognuno è libero di avere le proprie opinioni, ma la matematica e i numeri dicono sempre la verità, e chi fa politica ai numeri deve guardare per leggere la realtà di un territorio». È quanto afferma Giandonato La Salandra, co-coordinatore di Fratelli d’Italia a livello provinciale a proposito dei dati e delle conseguenti discussioni su Lucera.
«Mentre Ettore Orlando si cimenta in latinismi e parallelismi cercando le farfalle sotto l’arco di Tito – continua La Salandra – così da trovare qualche margherita, i numeri dicono l’esatto contrario di quanto afferma; forse la sua natura, o origine, pentastellata è la spiegazione delle sue analisi politiche mosse da una indubbia caratterialità».
DA AGOSTO A SETTEMBRE | Nell’agosto 2020, a Lucera Fratelli d’Italia presenta la lista per le amministrative in un contesto in cui proprio Orlando, insieme a qualcun altro, spingevano per altro, ma c’erano le Regionali e, dal 2017 a oggi, da quando La Salandra è coordinatore provinciale, Fratelli d’Italia è sempre stato presente in ogni competizione elettorale. È evidente dalla pagina social dell’ex consigliere che, nel pieno stile pentastellato, non ha mai mancato occasione di creare confusione nel centrodestra, finanche quando, mentre Fratelli d’Italia e Forza Italia facevano una scelta per dimostrare il loro non essere “Lega dipendenti”, si cimentava in outing a favore di un candidato sindaco diverso da quello sostenuto da FdI.
LA VERITÀ DEI NUMERI | I numeri, i numeri dicono l’esatto contrario di quello che afferma Orlando. Nelle amministrative del 2020 si è avuto un fisiologico e preventivato calo dell’elettorato rispetto alle amministrative del 2019, con un aumento del numero dei candidati sindaco (da 4 a 6), e un aumento delle liste (da 14 a 17) e così dei candidati consigliere, in sintesi: una esponenziale parcellizzazione del voto in un contesto di minore affluenza al voto. Contrariamente a quanto afferma “la pancia” di Orlando, Fratelli d’Italia – sostanzialmente – ha gli stessi voti assoluti del 2019, avendo perso nel 2020 – sostanzialmente – l’elettorato proprio di Orlando alle amministrative, e questo perché Orlando fa così: come fu nel M5S, quando non si segue ciò che dice lui, lui si tira fuori. Per Orlando la dirigenza provinciale è “brava” quando lo appoggia, ma se fa scelte diverse, allora diventa cattiva e meritevole di aggettivazioni ben lontane dalla figura del filosofo Gentile, e più prossime al linguaggio che fece grande il partito di Grillo di cui Orlando era, nel centro federiciano, un noto attivista.
LA DESTRA DELL’ORLANDO FEDERICIANO | «Forse Orlando dovrebbe spiegare cosa intende per “destra” – afferma La Salandra – considerando che mentre io ho una storia politica “tracciata e tracciabile” e agisco sempre e solo nell’interesse della crescita del partito, la storia di Orlando rimane comunque un po’ confusa». Nel 2019 Fratelli d’Italia a Lucera fu il terzo partito della coalizione, e questo anche nel 2020, e tanto in un contesto elettorale molto più complesso, ma c’è di più se si considera che la differenza dei numeri tra i tre partiti della coalizione si riduce grandemente.
«Orlando ha dichiarato di aver sostenuto Fratelli d’Italia alle Regionali e il candidato Longo, eppure io conosco il valore di Longo e la sua presenza sul territorio, e conosco anche la forza elettorale di Orlando. Forse 85 preferenze sono un po’ pochine alle Regionali; e così delle due l’una, considerando anche che proprio nella campagna elettorale delle regionali Orlando tanto osannò l’avvento a Lucera di Bagnai, senatore della Lega Nord (salvo poi non partecipare all’incontro), come anche esaltare la venuta a Lucera di Salvini, negandosi a Foggia quando venne Giorgia Meloni – continua La Salandra – forse c’erano altre ragioni nel dire di sostenere qualcuno e comunque osannare qualcun altro che, a detta di Orlando, era migliore della dirigenza di FdI. Ma questa è una congettura e la lascio a chi di congetture si nutre».
LE ACROBAZIE DELL'ORLANDUS | «Cita Gentile e si esprime in latino, bene, è molto bello leggere che qualcuno ancora ricordi il filosofo della destra. Leggo che Orlando si prodiga in parallelismi con Fidel Castro con una certa padronanza, ma questo credo che dipenda sempre dalla sua origine pentastellata, quando, ai tempi della sua militanza nel M5S, probabilmente aveva come stella polare della politica Di Battista, Fico e Di Maio. Mi dicono essersi oggi sospeso dal partito, a me sembra che nei fatti si sia sospeso molto tempo fa. A me sembra che abbia deciso di seguire strade diverse già quando si prodigò in comportamenti politici in cui (pur dichiarandosi all’opposizione) pareva leggersi che Tutolo non avesse responsabilità alcuna sul dissesto di Lucera; poi, mentre si presentava come l’anti Tutolo, cenava allegramente con la maggioranza proprio dell’ex sindaco. Eppure, a me sembra, che il partito, a livello provinciale, lo abbia sempre difeso, buttando acqua sul fuoco dinanzi a questi comportamenti, per così dire, un po’ ambigui. Poi decide di auto candidarsi alla Regione, incontrando un normale placet prudenziale dalla segreteria provinciale, e questo perché di lì a breve sarebbe potuta cambiare la legge elettorale e dovevano necessariamente farsi altre considerazioni guardando all’intera provincia. Così è stato e come in passato, si è avuto che quando la linea politica non la decide Orlando, allora sono tutti brutti, sporchi e cattivi».
I numeri sono numeri, e dicono l’esatto contrario di quello che afferma l’Orlando lucerino. Alle regionali 2020, FdI è il primo partito della coalizione, alle Comunali è il terzo partito delle forze di centrodestra (esattamente come nel 2019) e, numeri alla mano, è il partito di centrodestra che, in una complessiva sofferenza del centrodestra lucerino, ha perso meno consensi nel confronto con Lega e Forza Italia.
TRA DARE… E LEGGERE I NUMERI | Sono numeri e i numeri parlano chiaro. Quando Orlando parla di dignità e di “dare i numeri”, dovrebbe saperli anche leggere. «Guardi i numeri, guardi i dati. Imparasse da chi è anagraficamente e politicamente più anziano di lui. Imparasse a stare in un partito e ad accettare la linea di un partito. Essere innamorati di se stessi è un idillio che dura una vita, ma in politica bisogna sapersi mettere in discussione e leggere i numeri delle elezioni per capire quale strada percorrere. E i numeri dicono l’esatto contrario del tastierista lucerino, tifoso di tutti tranne che del suo partito, quello che lo ha portato in consiglio comunale, quello che lo ha invitato ripetutamente a stare al suo posto, quello che lo voleva per le amministrative e non per una partita regionale dove, a Lucera, non avrebbe avuto partita».
IL VALORE DELLA COERENZA | Sono le persone incapaci di fare autocritica a fare confusione pur di avere ragione, ma la ragione deve avere dei dati obiettivi. In un partito ci stai anche quando la linea non ti piace: questo è essere di destra: «Essere sempre dalla stessa parte, anche se può sembrare quella sbagliata, e questa è la storia della destra, questo è essere di Fratelli d’Italia. E tanto lo dico perché non sono aduso a replicare a chi cita la carità cristiana per offendere, quando invece la sua storia documenta la propensione a ragionare con la pancia».

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