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POLITICA
Politica

Francesco Di Battista candidato sindaco di Lucera per "Fare, meglio"
«Pronti a ristabilire il dialogo con i cittadini; guarderemo la gente negli occhi. Cominceremo da ciò che fa più male: il dissesto»

Lucera, 31.07.2020 Francesco Di Battista è il candidato sindaco in corsa per le prossime elezioni a Lucera. L’avvocato è sostenuto dalla coalizione “Fare, meglio”, la cui presentazione è prevista a breve.
«Abbiamo preferito la qualità alla snaturalizzazione e alle campagne acquisti, affidandoci alle persone e alle idee, piuttosto che all’abbondanza dei numeri, che spesso celano più insidie che benefici reali. Potrei dire: meglio pochi ma buoni, tuttavia mi piace di più: squadra che funziona si conferma e si amplia, poiché, in questa fase, siamo ancora aperti e disponibili al dialogo per espandere l’aggregazione. Torno dunque in pista da candidato sindaco con quello che considero un gruppo di lavoro e non semplicemente un insieme di liste e di nomi. Perché ciò che caratterizza la coalizione ‘Fare, meglio’ sono competenza e spirito propositivo».
Di Battista, 44 anni, avvocato, ha intrapreso il suo percorso politico da adolescente, con la prima candidatura che risale al 2007, per unirsi in seguito alla sfida lanciata dal “civismo” targato 2.0, giovani e fresche intelligenze della città che si sono battute al fianco di Antonio Tutolo.
«Com’è noto, nel 2017 ho deciso di interrompere il mio percorso politico per dedicarmi totalmente alla mia famiglia, in un momento difficile com’è quello della malattia di un proprio caro. Poi, lo scorso anno si è ripresentata l’occasione e sono stato rieletto consigliere. Il resto è storia recente: l’improvvisa, e da alcuni di noi contestata, candidatura di Tutolo alle Regionali senza la serena e condivisa designazione di un erede e quindi le inevitabili spaccature che ne sono derivate all’interno del movimento, fino alla contesa per il nome Facciamo Piazza Pulita. Sebbene sia stata proprio la nostra squadra di Lucera 2.0 ad averlo coniato, oggi riteniamo che Piazza Pulita non rappresenti più né nel nome né nella sostanza l’obiettivo per cui è nata, avendo esaurito il suo scopo: spazzare via il passato. È anacronistico fossilizzarsi su battaglie già vinte. Noi facciamo un passo avanti.
Lucera 2.0, da cui siamo partiti, ha dato un contributo sostanziale in termini di idee e progetti, dimostrando collaborazione e fedeltà. Il nostro apporto allora fu decisivo, poiché ponemmo le basi del rilancio della città. Ora questo grande lavoro svolto da uomini e donne, che nel loro Dna hanno l’amore per Lucera, deve vedere il suo naturale sviluppo.
Vogliamo prenderci cura della nostra città e rimetterla al centro dell’attenzione della politica e della vita amministrativa, cosa che, se guardiamo anche a come si sta conducendo la campagna elettorale nelle piazze reali e virtuali, non è più così da tanto tempo.
Ritengo che siano state perse di vista quelle buone intenzioni, tanto che certe abitudini e meccanismi del passato stiano tornando prepotentemente sulla scena politica cittadina. Eppure, sappiamo che non portano da nessuna parte.
Lucera appare lacerata da conflitti che oscurano i veri problemi: le crepe sociali, economiche e culturali che rischiano di diventare delle voragini incolmabili.
Dobbiamo darci da fare per ricucire gli spazi materiali e morali, riempire le fessure e saldare le fratture che la stanno indebolendo.
La coalizione che mi sostiene è umanamente e politicamente densa di contenuti, si presenta coesa, preparata e immune da qualsiasi diatriba interna. Siamo pronti a ristabilire quel dialogo con i cittadini che si è interrotto e a fornire loro risposte, a cominciare proprio da ciò che fa più male, il dissesto.
Non sarà semplice ascolto, guarderemo la gente negli occhi. La politica è questo».

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