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POLITICA
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Gambarelli sull'ordinanza di Piazza della Repubblica
«Si è voluto sorvolare su quelle che sono le contingenze e le necessità dei cittadini tutti, delle categorie, ma soprattutto di tutte le istituzioni che sono qui all’interno del Consiglio»

Lucera, 24.06.2020 – Lo scorso 19 giugno si è tenuto il primo Consiglio Comunale a seguito del periodo di stasi determinato dall’emergenza sanitaria.
Si è partiti, come al solito, con la lettura ed approvazione dei verbali delle sedute precedenti, quindi si è subito passati alle comunicazioni.
Quella del consigliere di minoranza Raffaella Gambarelli riguardava l’ordinanza del sindaco n. 116 del 9 giugno, relativa alla chiusura di Piazza della Repubblica. Su quest’ordinanza sarebbe partita anche una petizione ed è stata giustificata da una precedente delibera di Giunta, la n. 262 del 2012: allora l’attuale sindaco non faceva parte della Giunta, ma era consigliere d’opposizione, e questa delibera è stata attuata. Essa, a sua volta, richiamava una precedente legge sulla rigenerazione urbana e quindi sul rifacimento della stessa Piazza della Repubblica. Ebbene, il sindaco in quest’ordinanza afferma di averla chiusa in attuazione di quella delibera, ma Gambarelli ha evidenziato che ciò non corrisponde al vero, perché ad un esame della delibera «vediamo che questa chiudeva h.24 la piazza, mentre l’ordinanza chiude sempre h.24 sia la piazza che altre quattro strade importanti»: per il consigliere, già questo basterebbe a dimostrare quanto l’attuale ordinanza non sia rispondente a quella delibera; ma vi è di più: nel 2015 l’amministrazione precedente, sempre a guida dell’attuale sindaco, varò un piano riguardante il regolamento per l’esercizio del commercio, ossia fece una modifica al medesimo regolamento precisamente con la delibera n. 61 del 14 aprile 2015, una delibera di Consiglio in cui vi sono, a parere di Gambarelli, «cose strane, perché in quella piazza vengono addirittura avallati e confermati, e sono tuttora in vigore, degli stalli, diciotto posteggi per ambulanti per un totale di 154 metri quadrati».

Di qui l’osservazione del consigliere: «Ora voi capite bene che questa delibera va in vigore il 22 giugno, e tra le persone che possono avere l’uso dei veicoli all’interno di Piazza della Repubblica non sono menzionati gli esercenti, però questi hanno diritto, sancito dal regolamento: come faranno ad aprire le loro bancarelle? Oltre al fatto che c’è un problema di danni che queste persone andranno a subire da quest’ordinanza». Gambarelli ha ribadito in chiusura che la delibera n. 61 del 2015 è apertamente in contrasto con l’attuale ordinanza del sindaco, e «siccome sappiamo che questi atti devono seguire una certa coerenza, non vedo come si sia potuto andare avanti con l’approvazione dell’ultima ordinanza, pertanto, mi auguro che il segretario successivamente vorrà rendercene conto: sicuramente la piazza va regolamentata, purtuttavia, avendo fatto quest’ordinanza in tal modo, allargato tutte le altre strade e categoricamente previsto una chiusura h.24, si è voluto sorvolare su quelle che sono le contingenze e le necessità dei cittadini tutti, delle categorie, ma soprattutto di tutte le istituzioni che sono qui all’interno del Consiglio che avrebbero potuto in qualche modo cercare di porre rimedio alla situazione». Il consigliere ha quindi tenuto a precisare che la piazza va regolamentata, ma attraverso un incontro con le altre parti sociali e politiche e coi cittadini, coi quali «bisogna trovare un’intesa», considerato altresì che la famosa legge regionale del 29 luglio 2008 riguardante le norme per la rigenerazione urbana dice che i programmi si basano su un’idea guida di rigenerazione legata ai caratteri ambientali e storico-culturali dell’ambito territoriale interessato, alla sua identità ed ai bisogni e alle istanze degli abitanti.

Greta Notarangelo

 
 
 


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