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POLITICA
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Consalvo: «Sindaco, sei arrivato al capolinea»
La comunicazione del consigliere comunale di Forza Italia nella seduta del 19 giugno scorso: la prima post-Covid

Lucera, 21.06.2020 – «Voglio partire da un anno fa, quando è cominciata questa mia avventura in Consiglio Comunale. Qualcuno storse il muso quando esordii, nella prima seduta, chiedendo le dimissioni. Ebbene, dopo aver visto il vostro primo anno di gestione, sono ancor più convinto di quella richiesta.
Un anno che ha lasciato il segno, in questa città, più dei precedenti 5 della gestione Tutolo I.
Il padre di tutti i danni, il dissesto. L’evento più nefasto per un ente pubblico come il fallimento lo è per un ente privato. E le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: creditori che non riscuotono, fornitori che non vengono pagati, malessere socio-economico, episodi di insofferenza di dipendenti delle aziende appaltatrici perché non retribuiti, un bilancio lacrime e sangue da approvare che forse non si approverà.
Una gestione privatistica di eventi pubblici, il che non sarebbe un peccato se non fosse attuata con l’ingerenza quasi assoluta di chi diventa controllato e controllore, affittuario e locatore. Un conflitto enorme!
Lo stesso conflitto trovato nella partecipazione a bandi pubblici da parte di chi si è trovato nella duplice veste di concedente e fruitore di finanziamenti pubblici, peraltro adottando la tecnica del miracolo della moltiplicazione di Gal e gallucci.
Se qualcuno non lo ha capito parlo del Sindaco.
Un anno di panem et circenses che si è concluso con il meglio di… le spettacolari dirette social condite da parolacce, offese, atteggiamenti sessisti e volgari. Un esempio per le generazioni future!
Questa la cifra stilistica. Ma non mi interessa più di quanto non possa essere stato interessante per molte donne che hanno abbozzato e taciuto, almeno pubblicamente. Purtroppo, veniamo giudicati per le nostre esternazioni pubbliche rimanendo, il privato, una forma di non-espressione, quindi tamquam non esset.
Un anno culminato nella gestione di un evento eccezionale, malauguratamente eccezionale, il Covid.
Una eccezionalità che avrebbe voluto una risposta congiunta di tutto l’arco istituzionale per affrontare problemi sanitari, economici, sociali. Avrebbe voluto una concertazione, pur nelle differenti visioni e nella dialettica necessaria per evitare che l’uomo solo al comando commettesse errori di valutazione.
Nulla di tutto ciò! Aggravato da un proliferare di provvedimenti abnormemente antidemocratici tipici del peggior vetero-politburo oscurantista per non dire proprio del peggior regime autoritario. Ma magari! Rispettiamo il tentativo di consiglieri ed assessori di co-assumersi, come una falange stretta intorno al proprio dux, la responsabilità decisionale di una bulimia di ordinanze dannose per la collettività e prive dei più elementari requisiti richiesti dalla legge: l’urgenza, la contingibilità, la motivazione, finanche la logica per non dire la titolarità dell’azione.
In questo solco si innestano le ordinanze sul 5G, un obbrobrio giuridico frutto di fake news, notizie non provate scientificamente, improbabili comitati, paure insensate. Le stesse paure che collegavano il 5G al Covid. Spesso, la frase più sentita è stata: non si sa mai, nel dubbio…
Senza un confronto pubblico, un convegno con esperti di ambo i fronti, senza motivazioni se non generici richiami alla salute: ma a chi non sta a cuore la salute propria e altrui?
E non lo dico io, c’è un bell’articolo su ItaliaOggi del 16 giugno a spiegare come molti amministratori, trasversalmente rispetto ai partiti, si siano fatti trascinare in un vortice decisionale non degno di chi deve amministrare.
Ricordiamo tutti gli attacchi al 3G e al 4G: oscurantismo medievale. Se non ci fossero stati, non avremmo potuto fare smart working, DaD, acquisti on line. Sono autostrade digitali che al pari delle autostrade fisiche consentono il movimento di dati, merci, persone, informazioni. E come le autostrade fisiche, hanno bisogno di manutenzione e innovazione, altrimenti crollano i ponti ma crollano anche le infrastrutture informatiche.
Nello stesso solco delle ordinanze degne di nota – negativa, ovvio – ci sono quelle che stanno producendo danni e disagi non a gruppetti di individui ma a centinaia e centinaia di cittadini, residenti del centro, attività commerciali. Ne hanno già parlato e non mi ripeto se non per dire che questa amministrazione, oggi, ha più a cuore le proprie poltrone che non le tasche dei cittadini. Anzi! Ringraziate il Covid se le attività potranno usufruire di esenzioni e sconti sulle tasse perché se no avrebbero conosciuto da subito gli aumenti delle tariffe. Purtroppo, cittadini, dal 2021 senza Covid lo capirete. Per ora già alcuni si sono accorti degli aumenti Imu e Tari.
E anche in questo nessun confronto con la minoranza. Abbiamo chiesto proroghe nei versamenti. Niente! Fortunatamente il Governo ne ha disposto qualcuna, per le altre mi sembra che il 16 giugno chi doveva pagare l’Imu e ha potuto farlo, lo ha fatto.
Questo nonostante la cassa dell’ente risulti positiva, dopo alcuni anni. Certo, provvisoriamente positiva ma l’idea era proprio quella di provvisoriamente spostare le scadenze.
Infine, la salute. Quella salute che alcuni credono di aver mantenuto integra grazie al taumaturgo locale, al salvatore. Beh, una notizia. Ci sono stati salvatori anche a Biccari, ad Alberona, a Volturino, a Motta, a Celenza, a Chieuti, ecc. ecc. E senza fare gli urlatori quotidiani in rete.
In tutta la provincia di Foggia, per limitarci a questa, sono pochi i comuni che hanno affrontato numeri importanti di contagio. Il merito, lo voglio dire, è dei cittadini, dei lucerini, dei biccaresi, degli alberonesi, dei volturinesi ecc. ecc.
Ma forse, anzi quasi sicuramente, era già tutto studiato in previsione della candidatura. Il Covid ha avuto un effetto importante a Lucera. Ha avuto il merito di svelare le vere ambizioni, legittime sia chiaro, di chi intravvede la possibilità di aumentare il proprio mensile. Purtroppo, a scapito di qualche altro. Ma questi sono discorsi interni alla vostra coalizione e onestamente non voglio entrarci. Però permettetemi di dire che finalmente anche a voi capita di non riuscire a mettervi d’accordo e di essere vittime – ironia della sorte – di giochini e giochetti della politica dell’arrivismo.
Parentesi: chi ha veramente speculato con la salute della gente?
Il Covid, in tutta Italia, ha dato risalto e visibilità a chi governa. Ma il Covid è finito, si spera. Quanto meno l’emergenza, siamo in fase 3, ma qualcuno non riesce a farsi capace. E quindi continua a produrre ordinanze, ci ha preso gusto, il potere fa questo effetto. Attenti, però, perché quando si cade dall’alto ci si fa molto male. Ma soprattutto, dall’alto, si perde di vista la strada, i problemi della gente comune, dall’alto le persone sembrano formiche da schiacciare. Ed è quello che sta succedendo, vi siete allontanati dalla realtà, non riconoscete più le esigenze dei vostri concittadini.
E questo non lo permettiamo, non lo abbiamo permesso e non lo permetteremo. A costo di sembrare antipatici, di scontentare alcuni, di essere accusati di strumentalizzazione, di urlare alla luna. Non vi permetteremo di schiacciare la gente né per i vostri subdoli giochi né per i vostri calcoli.
Sapete solo guardare al passato, ripetere le stesse quattro frasi, mistificare la realtà cercando di infangare chi per la PRIMA VOLTA si trova qui per spirito di servizio. Ma lo hanno capito anche i muri che è solo campagna elettorale, una campagna perenne, che nasconde una verità incontrovertibile: dopo aver fallito (nel vero senso del termine) non avete idea di come affrontare il futuro, di come dare speranza e sviluppo a questa città. Tra pochi giorni dovrete approvare un bilancio di lacrime e sangue, fatto di tagli alle spese. Ovvio che la fuga diventa la soluzione migliore, quella che eviterà il confronto quotidiano non con i social ma con il SOCIALE.
Sindaco, tu sei come l’autista di un autobus dove l’autobus è la città e i passeggeri la popolazione. Il problema è che tu sei come quegli autisti che si voltano sempre indietro. Io sono uno dei passeggeri e nessuno può impedirmi di urlare all’autista che sta guidando male, che non guarda la strada, che ha già bucato le ruote e preso molti fossi uno dei quali è il più pericoloso: il dissesto. Sei tu che dovevi guidare quell’autobus senza far correre rischi ai suoi passeggeri. E non mi parlare di autobus fatiscente, in circolazione ci sono delle vere e proprie carrette, ma a differenza di Lucera, l’autista è buono. Tu – è il caso di ammetterlo una buona volta – sei arrivato (malamente) al capolinea».

Michele Consalvo
Consigliere Comunale di Forza Italia Lucera

 
 
 


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