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POLITICA
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Francesca Niro tenta di dare spiegazioni sulla chiusura del CAV. Poi, via alle interrogazioni e Raffaella Gambarelli fa domande a raffica sul caso ANAC e rondò 167
Centro Anti Violenza: il meccanismo si sarevbbe inceppato per via delle rendicontazioni chiesta dalla regione Puglia… Caso rondò e impugnativa delbera ANAC: il sindaco tenta di lavarsene le mani parlando di separzione delle competenze

Lucera, 10.02.2020 – La parte delle comunicazioni dell’ultima seduta consiliare svoltasi il 30 gennaio scorso si è conclusa con quella del consigliere Francesca Niro, la quale ha voluto informare l’assise di una questione che è stata portata all’attenzione pubblica nei giorni precedenti, e cioè la notizia della chiusura del CAV, il centro antiviolenza: «Ho seguito la questione e sentito tutti gli attori coinvolti, e l’idea che mi sono fatta è che il meccanismo si è inceppato su una comunicazione che non ha funzionato tra la parte tecnica e le operatrici in merito soprattutto ad una richiesta di rendicontazione che la Regione già con una nota di agosto del 2019 aveva richiesto come da convenzione: le operatrici del CAV sostengono che questa rendicontazione di fatto non l’hanno potuta produrre perché sono ancora in corso alcune attività». Il discorso ora, come ha continuato a spiegare Niro, è quello di capire cosa preveda la convenzione e se sia possibile fare rendicontazione sulle attività svolte fino alla richiesta fatta dalla Regione, considerato che la parte tecnica sostiene che devono essere fornite le fatture dell’attività anche parziale: «Su questo punto non si sono capite le due parti, pertanto invito entrambe a capire questo passaggio ed a superarlo».


Francesca Niro e la chiusura del CAV

Quindi si è passati alla fase delle interrogazioni. Raffaella Gambarelli ha spiegato che con delibera di Giunta 289 del 30 ottobre 2019 il Comune di Lucera ha deciso di impugnare la delibera ANAC n. 807 del 18 settembre 2019: con questa venivano evidenziati profili di illegittimità nell’espletamento della gara d’appalto per la costruzione di ventisei alloggi in zona 167, il cosiddetto rondò. La decisione adottata dalla Giunta si fonda essenzialmente su due relazioni, la prima è la lettera dell’avvocato Ignazio Lagrotta e la seconda è quella dell’architetto Antonio Lucera del 17 ottobre 2019. Gambarelli le ha portate entrambe in Consiglio. La missiva di Lagrotta dice essenzialmente due cose, che l’avvocato consiglia l’impugnazione della delibera ANAC ma che contestualmente afferma di essere impossibilitato a patrocinare il Comune per motivi di incompatibilità, tant’è vero che in questa missiva non menziona nessun giudizio di merito sul ricorso da fare in quanto incompatibile. Intanto, però, questa missiva è a fondamento dell’azione di impugnazione e quindi del ricorso. L’altra, invece, è quella dell’architetto Lucera: anch’egli si dice favorevole all’impugnativa della delibera ANAC, ma pone delle domande che attendevano risposte dal legale eventualmente incaricato dal Comune; queste domande ad oggi, nonostante il ricorso sia stato effettuato, non hanno trovato risposta, pertanto il consigliere sperava che quella sera l’assessore ai Lavori Pubblici o il sindaco potessero illuminarla. In particolare, l’architetto Lucera subordinava il suo parere favorevole a queste domande, ovvero a quali rischi sia esposto l’Ente a seguito dell’adozione della delibera ANAC e quali procedure l’Ente sia tenuto ad attivare in seguito alla medesima delibera per evitare di esporre lo stesso Ente al rischio di contenziosi o perdite di finanziamento: nessuno di questi quesiti ha trovato risposta.


Il caso rondò/ANAC

«A nostro avviso, però – ha continuato Gambarelli –, solo all’esito di un approfondito esame di ogni aspetto giuridico di tale questione si doveva decidere come comportarsi, ma soprattutto si doveva e si deve tutt’oggi dare specifiche istruzioni all’Ufficio Tecnico, perché a mio avviso quei lavori andavano sospesi in presenza di questa delibera; invece si è voluto fare l’esatto contrario con ostinazione anche superficiale: nessuno ha risposto all’architetto e i lavori sono cominciati nonostante la delibera ANAC e procedono, e l’impugnativa al TAR del Lazio ci è già costata 21.000 euro». Tanto premesso e considerato, come ha spiegato il consigliere, anche in caso di mancata adesione alla procedura da parte del Comune, la delibera ANAC, tuttavia, sebbene non diventi vincolante, è esecutiva e quindi, anche se non annulla gli atti amministrativi ritenuti illegittimi, necessitava di una spiegazione, invece si è proceduto direttamente con l’impugnativa. «L’avvocato – ha dunque chiesto il consigliere di opposizione – le ha spiegato quali effetti contingenti avrà la delibera ANAC sul bando di gara e sul Comune di Lucera? È stato verificato se la delibera potrebbe comportare l’annullamento della gara? L’Ufficio Tecnico ha ricevuto e richiesto i chiarimenti sollecitati dall’architetto Lucera? L’avvocato ha risposto? Poiché i lavori non sono stati sospesi in attesa di conoscere l’esito dell’impugnativa al TAR del Lazio, quali valutazioni economiche sono state poste in essere circa la convenienza di spesa tra l’esoso ricorso al TAR rispetto alla sanzione che l’ANAC avrebbe potuto comminare al Comune, che va da 2.500,00 a 25.000,00 euro? È stato verificato, quindi, se il costo della causa superasse l’eventuale sanzione per il mancato rispetto della delibera ANAC?». Gambarelli ha voluto aggiungere un’ultima postilla in merito al fatto che il Comune è in una situazione di dissesto e che «decisioni di questo genere poggiano su due elementi di cui uno insussistente e l’altro che non ha ricevuto risposta», arrivando a concludere che «se ci saranno dei danni a carico della cittadinanza, di una cosa potete stare certi e tranquilli: per l’ennesima volta non saranno i cittadini di Lucera a pagare, ognuno si dovrà assumere le sue responsabilità».
Il sindaco, rispondendo al consigliere, ha tenuto innanzitutto a sottolineare che c’è una netta separazione tra gli atti di gestione e quelli di indirizzo politico, pertanto «ognuno, esattamente come affermava in chiusura dell’interrogazione il consigliere Gambarelli, è responsabile per le proprie azioni, e di fronte al parere di un avvocato che ci dice che è opportuno ricorrere, la Giunta non può e non deve far altro che farlo, perché ove mai qualcuno dovesse arrogarsi la presunzione di dissentire da un parere legale e non avendo quella preparazione, assume un’iniziativa difforme da quella e si genera un danno, sì che quella può essere una responsabilità, e quindi se a me l’avvocato del Comune dice di ricorrere, io ricorro ed ognuno si assume le proprie responsabilità». In un secondo momento il sindaco ha proposto un ordine del giorno da votare subito in Consiglio Comunale, a norma dell’articolo 31 comma 3 del regolamento, per dare indirizzo ai dirigenti, ma tale proposta non è stata accolta, ritenendola irricevibile, dal presidente Giuseppe Pitta, mentre Gambarelli ha ricordato in seguito che l’argomento è stato discusso in conferenza dei capigruppo, facendo notare altresì che «quello che manca a quest’Ente è una serie di informazioni tali da poter andare ad una mozione e a risolvere la questione». Il consigliere ha concluso la propria interrogazione informando l’assise di aver portato, dopo un’attenta analisi di quelli che sono i documenti ora in possesso del Comune, una delibera di Giunta «che non è fondata».
Intanto, il portavoce del Comitato della 167, Antonio Cuppone, dà notizia circa l'interruzione dei lavori del cantiere relativo (guarda caso) al rondò. Lo riporta sul gruppo “Quartiere 167 – Lucera” scrivendo: «Il cantiere delle Tutolo Towers, di Piazza Lucera, dell'ottovolante e del muro del pianto è ormai da giorni in abbandono. Saranno finiti i soldi o non li avranno manco iniziati a pagare. Di questo passo un lustro di disagi mi sembra poco».

Greta Notarangelo

 
 
 


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