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POLITICA
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Lavori interrotti su viale Castello: Tutolo scarica sul RUP e sul dirigente
Alla consigliera Raffaella Gambarelli il sindaco ha detto che l'interrogazione va rivolta agli uffici e non rivolgendosi al sindaco durante il Consiglio Comunale, affermando che la politica (il sindaco???) fa soltanto atti di indirizzo, dimenticando totalmente che ad essa spetta invece anche il potere di controllo sulla tecnostruttura

Lucera, 30.12.2019 – Con la seconda interrogazione fatta durante lo scorso Consiglio Comunale del 20 dicembre la consigliera Raffaella Gambarelli è tornata a parlare dei lavori su viale Castello: com’è noto, il cantiere lì si è bloccato a causa della scoperta della presenza di un cavo dell’alta tensione di proprietà dell’ENEL. Già nella precedente seduta era stato sollevato il problema rappresentando che era alquanto strano che un cavo dell’alta tensione, che dovrebbe essere oggetto di un apposito atto dell’amministrazione comunale col quale si concedeva la servitù di passaggio, non fosse stato oggetto di compiuta valutazione nella fase di progettazione dei lavori né in quella di redazione del piano di sicurezza. Ora si pone il problema dei costi per lo spostamento del cavo, che, stando a quanto affermato dal sindaco durante lo scorso Consiglio, l’ENEL vorrà addebitare al Comune: «A nostro avviso, merita approfondimento la possibilità che sia ENEL a pagare i costi per spostare l’elettrodotto; a livello normativo, invece, voglio richiamare l’attenzione su quanto previsto dall’art. 122 del Regio Decreto 1775 del 1933, tuttora in vigore e comunque la legge prima che disciplina quest’argomento: l’articolo dice che “…il proprietario ha facoltà di eseguire sul suo fondo qualunque nuova azione, costruzione o impianto ancorché essi obblighino l’esercente dell’elettrodotto a rimuovere o collocare diversamente le condutture e gli appoggi, senza che perciò sia tenuto ad alcun indennizzo o rimborso a favore dell’esercente: in tali casi il proprietario deve offrire all’esercente in quanto sia possibile altro luogo adatto all’esercizio della servitù”»; Gambarelli ha tenuto inoltre a sottolineare che i lavori che rendono necessario lo spostamento del cavo sono dettati anche da ragioni di sicurezza, infatti sono previsti interventi di consolidamento a valle della sede stradale finalizzati alla realizzazione di opere di sostegno vista la natura franosa di quel versante, quindi a parere del consigliere questi lavori non possono essere classificati come semplici lavori di riqualificazione di viale Castello, ma se si passa allo stato in cui ora si trova il quartiere dopo la sospensione dei lavori, bisogna riconoscere che il tema sicurezza è di gran lunga peggiorato, infatti gli abitanti di viale Castello temono che la circolazione in quel tratto resti pregiudicata per tempi attualmente non preventivabili e chiedono che la zona venga messa seriamente in sicurezza. A tal proposito la consigliera del Movimento 5 Stelle ha voluto evidenziare che l’area di cantiere, compreso il punto su cui giace il cavidotto, non è illuminata come previsto dalla normativa in materia di cantieri, «vuoi perché ancora alcuni lampioni sono stati rimossi per eseguire i lavori, vuoi perché altri lampioni sono spenti e su questi non viene effettuata la regolare manutenzione». La strada, inoltre, è tagliata in due a dividere viale Castello, e ad oggi il cancello che chiudeva la recinzione e che si trova in prossimità del cavidotto è stato forzato ed aperto, ed a quest’apertura accedono dei cittadini ignari per poter arrivare al secondo tratto dello stesso viale; in alternativa, i cittadini che abitano nella seconda parte del troncone sono costretti ad aggirare l’intero quartiere per raggiungere la propria abitazione, quindi o attraversano il cantiere a loro rischio e pericolo al buio e con questo terreno interamente dissestato col rischio di cadere giù, oppure devono percorrere un chilometro a piedi per poter raggiungere la loro abitazione. Quindi, riassumendo, la recinzione è rotta, il viale è al buio ed anche le luci di segnalazione del cantiere sono spente, i cittadini percorrono parte di questo costeggiando il sito del cavidotto ricoperto alla buona per raggiungere il lato opposto del viale in condizioni precarie e di enorme rischio e pericolo.

Per questi motivi Gambarelli ha chiesto all’amministrazione comunale e quindi al sindaco se intenda valutare ed approfondire la possibilità che lo spostamento del cavo di alta tensione avvenga a spese dell’ENEL, ferma restando la necessità di approfondire ancora se vi siano state mancanze in sede di progettazione e bando di gara oppure in sede di redazione del piano di sicurezza. Inoltre, ha chiesto se si intenda apportare correttivi per migliorare la viabilità della zona oggetto dei lavori e garantirne quindi la sicurezza ai residenti, considerato che non è dato sapere quando finiranno i lavori. Infine, aggiungendo un’ultima postilla, ha informato che avendo parlato con diversi residenti di quella zona, ha constatato che è loro intenzione fare una raccolta firme con petizione da depositare al Comune e non solo.
«La scorsa volta – ha risposto il sindaco – sul punto dell’imputazione del pagamento e quindi del maggior costo mi era sembrato di dire che sarebbero state fatte, com’è naturale che sia, dagli organi competenti ed uffici tutte le verifiche per verificare appunto di chi sia il compito di supplire al maggior costo: la prego di inoltrare la sua interrogazione al RUP e al dirigente di quel settore, perché chi ha competenza su quegli atti, che sono di gestione, sono queste figure, perché il compito della politica è quindi nostro è quello di indirizzo» (e di controllo sugli uffici no?). Il sindaco ha continuato spiegando che non è il primo cittadino a poter cambiare il piano di sicurezza, ma il direttore dei lavori su sollecitazione eventualmente del RUP ove ne ricorressero i presupposti: «Quindi uno: la prego di inoltrare quella sua interrogazione agli uffici competenti; due: aggiungo anche che lunedì (16 dicembre, ndr) è stato fatto un sopralluogo con ENEL e hanno iniziato a ragionare sul 50% della spesa, ma ribadisco ancora una volta che di sicuro non saremo noi quelli che faremo risparmiare un centesimo ad ENEL se è di loro competenza, e circa i tempi spero possano essere i più brevi possibili; un dato però voglio ricordare, che quel viale probabilmente aveva bisogno di essere oggetto di intervento non so da quanti anni, forse da più di qualche decennio: oggi finalmente si sta intervenendo o meglio si è pensato di intervenire». Il sindaco ha concluso dicendo che quel cavo non era sconosciuto soltanto al Comune. «Spero che a breve possano riprendere i lavori; riguardo ai residenti, posso dire di essere dispiaciuto, ma non sento alcuna responsabilità addosso se non quella di aver deciso dopo decenni di intervenire su quella strada che era non soltanto un’offesa a quel monumento a cui porta, ma anche una trappola per quelli che la vivevano ogni giorno, e quindi mi sembra ovvio che andava riqualificata».

Greta Notarangelo

 
 
 


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