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POLITICA
Politica

Su Maia Rigenera il sindaco Tutolo continua con il carosello delle contraddizioni
Raffaella Gambarelli del M5S (foto a sx) non molla la presa su questioni come quella sollevata durante la scorsa seduta di Consiglio Comunale. Il sindaco, da parte sua, sembra più ispirato dal diario "Smemoranda", visto che la lettera del 17.05/2018 a sua firma lo smentisce puntualmente

Lucera, 26.12.2019 – La prima interrogazione di Raffaella Gambarelli nello scorso Consiglio Comunale del 20 dicembre riguardava fatti di cronaca recentissima, ovvero i capannoni dell’azienda Maia Rigenera: «Abbiamo appreso dai giornali che il NOE di Bari ha sottoposto a sequestro preventivo un biofiltro e due capannoni dell’impianto di compostaggio, che comunque continua la sua attività: i due capannoni sarebbero stati trovati ricolmi di rifiuti per un valore di circa 1,5 milioni, e pare che l’attività giudiziaria sia scaturita dalle lamentele e segnalazioni dei cittadini residenti in quella zona a causa del solito problema della puzza; dopo una sinergica attività di accertamento, analisi ed osservazione sul campo, nei giorni scorsi è scattato il blitz che ha portato, oltre al sequestro dell’impianto risultato privo di autorizzazione, anche alla denuncia del presidente del consiglio di amministrazione e dell’amministratore delegato della società per aver effettuato una gestione illecita dei rifiuti in assenza dell’obbligatoria autorizzazione integrata ambientale ovvero AIA». Gambarelli ha chiarito che senza voler fare ulteriori allarmismi, ha ritenuto doveroso approfondire quanto accaduto per darne conto alla cittadinanza compiutamente e al di là delle notizie di stampa: «Riteniamo importantissimo – e su questo poniamo l’accento con forza – che il Comune di Lucera chieda nella procedura AIA 1455 del 2017, ancora in riesame alla Provincia, l’inserimento di tutte le misure contemplate dall’art. 272 bis del Codice dell’Ambiente, articolo che è stato approvato a dicembre del 2017, quindi, successivamente all’approvazione di quest’AIA che è avvenuta a settembre del 2017, almeno la pubblicazione». Ancora, la consigliera ha chiesto se ci siano criticità ambientali e pericoli per la salute pubblica, e se le segnalazioni e le lamentele dei cittadini residenti in Contrada Ripatetta di cui parla il NOE siano pervenute anche al Comune di Lucera: «Chiediamo se l’amministrazione comunale intenda farsi parte attiva per chiedere una riduzione delle quantità di rifiuti incamerabili dall’impianto, quantità che sono sempre state aumentate nell’AIA 1455 del 2017; considerato che nonostante le continue prescrizioni e gli interventi delle autorità pubbliche le problematiche non sembrano trovare una seria soluzione, tanto che proprio qualche giorno fa, il 6 dicembre, l’ARPA Puglia ha depositato in Provincia il suo verbale – dove a proposito del monitoraggio, delle criticità e delle emissioni olfattive dice che a causa delle criticità emissive determinate dall’occorrenza del reiterato superamento dei valori limite autorizzati, emersi in sede di visita ispettiva, si richiede che il monitoraggio venga eseguito con una frequenza trimestrale e non più e soltanto semestrale –, questo la dice lunga sulle problematicità di quest’azienda».

Il sindaco ha voluto dare – parole sue – qualche notizia in più: «Intanto, quel rapporto conclusivo dell’ARPA scaturisce da una precisa richiesta di quest’amministrazione: il 3 ottobre del 2018 il sindaco di Lucera e l’assessore Di Croce scrivono all’ARPA Puglia e al dott. Biscotti dicendo – premesso che la Provincia di Foggia aveva emesso il provvedimento AIA n. 1455 del 2017, all’interno del quale veniva prescritta una pluralità di adempimenti per la società che gestisce l’impianto di cui trattasi – che lo scrivente Comune riteneva necessario il monitoraggio nel rispetto di quanto previsto nell’AIA in oggetto; quindi, si sollecitava gli organi competenti ad effettuare i controlli necessari volti alla verifica dell’effettivo rispetto di quanto previsto dal provvedimento AIA n. 1455 del 2017 e relative prescrizioni e a darne pronta notizia allo scrivente Comune; il 23 ottobre 2018, se non ricordo male, ARPA Puglia fa l’ispezione chiesta e sollecitata dal Comune di Lucera: a seguito di quell’ispezione inviano quel rapporto conclusivo contestato in alcuni punti da noi per iscritto e documentalmente con delle smentite di quanto affermato da ARPA in quel documento». Il sindaco ha aggiunto un altro dettaglio: «Noi non abbiamo chiesto di inserire prescrizioni, ma espresso ancora una volta parere negativo su quell’impianto: a maggior ragione si possono introdurre forze politiche che rappresentano la città e non solo, ovvero associazioni, gruppi di cittadini… tutti possono presentare osservazioni al progetto presentato, ma devo constatare che non ve ne sono dal punto di vista strettamente tecnico, quindi vi invito a partecipare attivamente, visto che la norma lo prevede, a quei procedimenti». Inoltre, ha fatto presente che oltre alla sollecitazione rivolta all’ARPA di fare i controlli, hanno sollecitato la stessa e l’Acquedotto Pugliese a fare delle analisi sull’acqua, perché «tutti sappiamo che lì vicino c’è l’ormai famosa condotta principale che porta l’acqua all’abitato di Lucera: i risultati sono stati trasmessi dall’Acquedotto al Comune e per fortuna non sono negativi»; Tutolo ha poi aggiunto che hanno chiesto la chiusura di quell’impianto alla Provincia per la mancanza di rispetto delle prescrizioni.
«Mi dispiace contraddirla – ha controreplicato Gambarelli –, ma se legge l’inizio di quel verbale, è scritto in base a quale articolo di legge e comma l’ARPA ha espletato quel controllo: da nessuna parte in quel verbale è scritto che è stato fatto dietro sua richiesta, però sull’autorizzazione integrata ambientale del 2017, dove l’ultima conferenza di servizi si è svolta a febbraio e dove c’è tutto il verbale dell’architetto Biscotti, da nessuna parte compare il suo parere negativo, compare invece tutto l’iter procedurale che l’architetto ha dovuto mettere in atto perché le parti, lei e la ditta Montagano all’epoca vi metteste in accordo per quelle che sono le compensazioni ambientali e non altro, però lei si confonde, di questo sono certa». Il sindaco ha detto che le porterà il verbale della conferenza di servizi dove espresse parere negativo, e «comunque dissi che se la provincia fosse stata intenzionata a rilasciare lo stesso l’autorizzazione, avrei chiesto le compensazioni ambientali, cose mai chieste e quindi non ottenute dal Comune di Lucera e per la prima volta, invece del 2017, ci è stata riconosciuta questa compensazione dell’1,5% sul fatturato di quell’azienda».
C’è, però, un dettaglio importantissimo che è “sfuggito” al sindaco, un particolare che da una parte sbatte contro quel suo rivendicare il parere negativo rispetto all’impianto, dall’altra (e questa è la nota più importante) quando afferma che mai parere politico sia stato rilasciato circa lo stesso progetto: insomma, stiamo parlando della solita lettera che Tutolo evita di menzionare come se si trattasse della peste, quella del 17 maggio 2018 (leggi) che lo fece precipitare nello sconforto (annunciò persino il ritiro irrevocabile della ricandidatura per quella vicenda che lo segnò non poco), fino a dichiarare ad una TV locale: «Ti interroghi e dici: ma a me che cazz m' n' frek?», e che Raffaella Gambarelli avrebbe fatto bene a rinfacciargli senza se e senza ma. Così pure si contraddice in maniera assurda quando ritiene che mai siano giunte osservazioni tecniche: ci chiediamo cosa siano quelle depositate dal medico dell’ISDE, dr. Agostino Di Ciaula (leggi). E infine la delibera di Consiglio Comunale che fu approvata all’unanimità (con fortissimo ritardo perché l’allora consigliere Giuseppe Pitta aveva insistito quasi caparbiamente nel ritenere che andassero inserite le richieste di parere ad associazioni ambientaliste e le cui risposte non arrivarono mai, quindi ha fatto perdere solo tempo) per mezzo della quale si dava atto di indirizzo al dirigente, arch. Antonio Lucera, di esprimersi circa la variante urbanistica e sulla destinazione d’uso sempre a proposito di quel mega progetto. Un riscontro che a distanza di tanti mesi ancora non è giunto. COME MAI?

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