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POLITICA
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Michele Consalvo: «Avremmo certamente apprezzato di più una ammissione di colpa»
«Chiedo, come ho già fatto in campagna elettorale, anche ora un atto di onestà ed un segnale forte, non solo perché avete preso in giro i cittadini: semplicemente dovete dimettervi perché siete stati bocciati»

Lucera, 11.11.2019 – Il consigliere Michele Consalvo è intervenuto nell’ultimo Consiglio Comunale dello scorso 4 novembre per far notare innanzitutto che nella delibera consiliare sarebbe dovuto essere indicato, a suo dire, qualcosa in più rispetto alla proposta dell’atto stesso: «Non ho letto la valutazione di queste cause, ma solo un generico richiamo alla relazione dei revisori e ad alcuni punti delle motivazioni addotte dalla Corte dei Conti; ritengo invece che l’emendamento debba costituire un punto fondamentale di questa delibera, perché dobbiamo valutare e quindi indicare quelle che sono anche a nostro avviso le cause a prescindere da quello che ha detto la Corte o i revisori, nel senso che molto probabilmente andremo a concordare con quelle che sono le pronunce di questi due organi, oltre a poter evidenziare eventualmente altre cause che noi riteniamo siano alla base del dissesto».
Proseguendo, il consigliere ha fatto notare che non c’è stato un organo che abbia dato all’amministrazione il minimo credito: «Una bocciatura su tutti i fronti, e ciononostante siete ancora in giro a sputare sentenze e propugnare versioni dei fatti che non coincidono con la verità giudiziaria e men che meno con quella dei numeri: dopo il falso in bilancio del rendiconto 2018, da voi approvato con 6,7 milioni di disavanzo a fronte dei 21 accertati dalla Corte dei Conti, cosa volete ancora raccontarci? Avremmo certamente apprezzato di più un’ammissione di colpa ed un atteggiamento meno supponente, perché lo ribadisco: giudici, procuratori, funzionari ministeriali e revisori vi hanno sonoramente bocciati!». Non si spiega altrimenti, a parere di Consalvo, la delibera di Giunta del 30 aprile 2019, quando il disavanzo veniva quantificato in soli 500.000,00 euro invece di 21 milioni di euro, quando si sapeva che era già iniziato l’iter di valutazione del predissesto e che i revisori a quella delibera non avevano rilasciato il proprio parere: «Già eravamo in campagna elettorale, durante la quale avete detto ai cittadini di votarvi perché avevate tolto i debiti, però non dicevate come: facendone altri!». Poi, rivolto al sindaco: «È strano sentirla parlare di rate pagate per mutui contratti dalle precedenti amministrazioni, quando lei stesso sa bene che tutte hanno rimborsato le rate dei mutui fatti da chi a loro volta le ha precedute: nessuno si è lamentato, perché è così che funziona in un Ente locale, e fare mutui significa fare opere».


L'intervento del consigliere Michele Consalvo

Consalvo ha aggiunto, a proposito di elezioni, che è davvero strano che il sindaco si lamenti di aver pagato queste rate e che tuttavia non abbia avuto nessuna remora ad inaugurare la scuola “Cappuccini” durante la campagna elettorale. «State certi, però – ha continuato il consigliere –, che dalla mancata attivazione per tempo delle entrate ci saranno delle conseguenze, perché questo ha comportato quel famoso basso indice di riscossione e quindi l’incremento dell’accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità, che ha causato il disavanzo e dunque il dissesto». Infine, una breve chiosa tecnica: «I debiti da piano di riequilibrio 2014 scritti da voi erano 13 milioni, il resto erano disavanzi e passività potenziali». I debiti attuali sono oltre 15 milioni, dati per 6,5 dal fondo anticipazione di liquidità residuo (Ministero Economia e Finanze) e 6 di anticipazione di cassa (Intesa San Paolo). I revisori parlano anche dei 3.095.000,00 euro di fondi vincolati da ricostituire (cause della 167). «Come vedete – ha proseguito Consalvo –, anche i vostri debiti hanno nome e cognome, ed a questi dovete aggiungere ancora i debiti commerciali, quelli verso fornitori non pagati e quelli fuori bilancio». Il consigliere si chiede inoltre perché i pagnottari parlino di ritardo di cinque anni per avere il giudizio della Corte dei Conti, quando l’ultimo piano rimodulato è stato depositato il 21 dicembre 2018 e nel frattempo è stato cambiato altre due volte: «Non dimentichiamo anche che il giudizio della Corte dei Conti proprio per questo è diventato un giudizio a posteriori sulla reale efficacia del piano attuato in questi cinque anni: sono sicuro che se l’aveste appoggiato subito, come dicevate voi e come avreste preferito, sarebbero fioccate da parte vostra delle lamentele, perché la Corte avrebbe espresso un giudizio a priori senza valutare la reale bontà del piano che proponevate». Appena insediatosi, il consigliere ha chiesto le dimissioni degli amministratori ed a molti è sembrato trattarsi di una richiesta assurda: «Nulla di più falso: chiedo anche ora un atto di onestà ed un segnale forte, non solo perché avete preso in giro i cittadini: semplicemente dovete dimettervi perché siete stati bocciati. Se non ora, quando? Un’amministrazione che ha occultato prima delle elezioni, conoscendole, le doglianze di Ministero e Corte dei Conti, o che cercava di non far trapelare la notizia della delibera della Corte dei Conti di Bari, o che ha malcelato dal 9 ottobre la delibera dell’ANAC sulla questione del rondò in zona 167 o il documento del 17 maggio 2018 con cui si sollecitava la pratica Maia Rigenera…». Il consigliere ha concluso sottolineando che si può parlare unicamente di incapacità di amministrare, perché «di questo si tratta e non dell’impossibilità di realizzare il vostro programma».

Greta Notarangelo

 
 
 


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