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POLITICA
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Elisa De Maso e «…la lunga agonia del predissesto»
«La sua responsabilità, sindaco, nel non aver tentato ciò che andava tentato dovrebbe riflettersi in un gesto politico, che assurge a forma di risarcimento di carattere meramente morale e simbolico, consistente nelle sue dimissioni, che chiedo anche a nome del mio gruppo consiliare»

Lucera, 09.11.2019 – A seguito della relazione dell’assessore Fabrizio Abate (leggi) sull’accapo relativo al dissesto durante lo scorso Consiglio Comunale del 4 novembre, si è passati alla trattazione dell’argomento. La prima ad intervenire è stata la consigliera di opposizione di Forza Italia Elisa De Maso, la quale ha preliminarmente ritenuto opportuno ricapitolare la propria personale posizione, già assunta pubblicamente mediante i suoi interventi in Consiglio sulle questioni predissesto, bocciatura del piano di riequilibrio finanziario, impugnazione della delibera di rigetto del piano pluriennale già presentato e rimodulazione del piano. L’approccio analitico di De Maso su tali questioni è stato espresso muovendo dalle criticità sollevate dalla sezione regionale di controllo ed emergenti dalle motivazioni della delibera, riassumibili in un giudizio che non deponeva a favore dell’attendibilità rispetto alla tenuta delle scritture contabili dell’Ente, dai dubbi conseguenti sull’attendibilità dei dati contabili poi emergenti dal rendiconto di gestione, che pertanto non trovava l’approvazione della consigliera anche alla luce del risultato di gestione, e dai dubbi anch’essi correlati alla sostenibilità del piano di rientro pluriennale rimodulato e corretto anche in considerazione dell’aleatorietà delle poste in entrata e quindi delle perplessità sull’efficienza dell’azione di recupero delle entrate proprie e di quelle tributarie e sui suoi effetti nel breve periodo. In base a tutto ciò, anche in considerazione della durata medio-lunga del nuovo piano rimodulato, De Maso parlava di sensazione di inutile prolungamento di quell’agonia chiamata predissesto, che a parer suo non aveva prodotto risultati apprezzabili e godibili in termini di riequilibrio, tanto che – sottolineava – «diversamente si sarebbe parlato di politiche post-risanamento e di piani di investimento e di sviluppo». Infine, prendendo atto della situazione senza dubbio non florida dell’Ente all’atto dell’insediamento nel 2014 della prima amministrazione pagnottara, evidenziava le sue riserve sulla scelta operativa, nel quadro della predisposizione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale, di non aver fatto istanza di accesso al fondo di rotazione, che la stessa De Maso definì un’assistenza finanziaria certa al progetto di risanamento, assistenza che verosimilmente avrebbe potuto esplicare effetti positivi.

«In fondo – ha continuato – la logica del predissesto è aumentare le entrate dei Comuni e diminuire le spese, ragion per cui gli Enti che scelgono quest’opzione vedono impennare la pressione fiscale e tagliare i propri servizi, ma alle mortificanti misure di austerità dettate ben poteva affiancarsi quell’iniezione di liquidità». La migliore dottrina in materia, come ha evidenziato De Maso, rileva in un giudizio di pro e contro del fondo di rotazione il suo carattere restrittivo: «L’adesione al fondo implica certamente misure particolarmente restrittive nella gestione del bilancio: ecco, secondo me si sarebbe dovuta tentare una gestione del predissesto garantita da fonte di liquidità certa». Quello che la consigliera ha contestato in assenza di giudizi di responsabilità stigmatizzati in un pronunciamento giudiziario di cui si attendono le motivazioni è una responsabilità nella perdita di chance che andava data a tutta la città di Lucera. Rivolgendosi poi al sindaco, De Maso ha detto: «La sua responsabilità nel non aver tentato ciò che andava tentato dovrebbe riflettersi in un gesto politico, che assurge a forma di risarcimento di carattere meramente morale e simbolico, consistente nelle sue dimissioni, che chiedo anche a nome del mio gruppo consiliare».

Greta Notarangelo

 
 
 


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