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POLITICA
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Conferenza stampa del M5S sul dissesto del Comune di Lucera. Nicola Bernardi fa una sintetica cronistoria ed anticipa delle soluzioni percorribili
L'introduzione dell'attivista Nicola Ivan Bernerdi

Lucera, 01.11.2019 – È stato l'attivista Nicola Ivan Bernardi ad aprire i lavori della conferenza stampa tenuta dal MoVimento 5 Stelle presso i locali di "Combo Studios" ieri sera, 31 ottobre, alla quale hanno preso parte il consigliere comunale Raffaella Gambarelli, il consigliere regionale Rosa Barone e l'europarlamentare Mario Furore.
Il 4 novembre il Consiglio Comunale, intanto, è chiamato (anzi obbligato, pena lo scioglimento dell'assise) a dichiarare il dissesto finanziario dell'ente. I pentastellati hanno cercato di fare il punto in attesa che vengano rese note le motivazioni della Corte. Bernardi è partito col dire che nel 2014 vi era una situazione già particolarmente complessa in quanto la massa passiva del Comune di Lucera era pari ad oltre 25 milioni di cui 13 di debiti, 3 di passività potenziali, 2,6 di disavanzo e più di 1,3 di fondo svalutazione crediti, il tutto raccolto in un Piano di Predissesto che prevedeva di ripianare queste somme in 8 anni.
Nel 2018 il nuovo Piano evidenziava una nuova consistenza della massa passiva pari ad 11.116.000,00 di cui 6.600.000,00 di disavanzo da ripianare in 30 anni, con quote di 200 mila euro all'anno. Il principale problema dell'ente era l'incapacità, negli anni passati, di riscuotere le proprie entrate, così come evidenziato dalla Corte dei Conti di Puglia con delibera n. 42 del 15 aprile di quest'anno. «Chiaramente se non incassi – ha rimarcato Bernardi – ma intanto spendi e ad un certo punto non riesci più a coprire le spese, la situazione peggiora».
Il Comune si propose l'obiettivo di aumentare la riscossione dei tributi, ti tagliare le spese correnti (ma nel frattempo la Corte verificò che la spesa corrente era aumentata), di chiedere un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti e di alienare immobili per oltre 4 milioni.
Fatto sta che l'amministrazione Tutolo ha fallito innanzitutto a partire dal primo obiettivo, e la capacità di riscuotere era addirittura peggiorata nel tempo: nel 2018 i residui attivi (crediti da riscuotere) erano saliti a 37 milioni di euro. E allora la Corte dei Conti ha bocciato il tentativo di risanare il bilancio da parte dell'amministrazione.
«Era chiaro per tutti noi – ha osservato l'attivista del MoVimento – che non fosse facile riscuotere i crediti. Prima di tutto dal punto di vista politico, perché si tratta di una scelta impopolare che ti porta a farti dei nemici se tu vai a chiedere dei soldi a chi in fondo te li deve. Non è semplice, ancora, perché i meccanismi sono estremamente farraginosi: basta fare un'opposizione davanti al Tribunale di Foggia e resti bloccato, se tutto va bene, per 4 o 5 anni per vedere forse realizzato il tuo credito. E non è facile perché molti non hanno nulla da perdere e poi anche perché molte famiglie non sono in condizioni, purtroppo, di onorare i propri debiti verso il Comune».
Ma c'è anche un motivo molto importante da aggiungere a questa lista di difficoltà: «Tutti i crediti, al 2013, erano di una quantità enorme e riguardavano molte aziende che nel frattempo sono fallite, hanno chiuso oppure sono sparite dalla circolazione, per cui quei milioni di euro non li recupereremo più». Ecco perché «bisognava agire fin da subito. Cosa che l'amministrazione non ha fatto».

Quali soluzioni?

Il M5S parla di «sfida per tutta la città». Bernardi sottolinea che «trattasi di un problema di portata drammatica. E allora abbiamo provato a mettere giù delle idee che si spera possano incontrare il confronto delle altre forse politiche, di tecnici e di cittadini, ma senza prescindere da un elemento fondamentale: la buona volontà da parte di tutti». In primis «bisogna concentrarsi per accelerare il processo di accertamento e riscossione delle entrate attivando un canale con Agenzia delle Entrate e Riscossione. Poi andrebbe approntato un meccanismo di rateazione sostenibile dal momento che molti cittadini sono in grave difficoltà. Inoltre, andrebbero ottimizzati gli introiti provenienti da immobili e concessioni comunali. Quindi si dovrebbe migliorare la capacità di attingere fondi europei e cercare di attivare l'impiego da parte di titolari del Reddito di Cittadinanza (ne usufruirebbero in 700 circa, ndr): non sarà una soluzione a tutti i mali ma anche questo è un piccolo esempio di contributo alla causa. Infine, sensibilizzare la popolazione a dare un contributo per sostenere il funzionamento della macchina amministrativa ed i servizi».

Roberto Notarangelo

 
 
 


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