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POLITICA
Politica

Una rimodulazione alquanto sofferta per la Giunta Tutolo
Poco edificante per il sindaco e qualche componente la maggioranza l'attacco nei confronti di Raffaella Gambarelli, consigliere del Movimento 5 Stelle. Oltre 15 minuti ad inveire contro la pentastellata senza che il presidente del Consiglio Comunale sia intervenuto

Lucera, 04.10.2019 – Cosa è accaduto lo scorso 17 settembre, quando è stato portato in approvazione la rimodulazione del piano di riequilibrio economico finanziario ai sensi dell’art. 243 bis, comma 5 e 5-bis del TUEL? Il consigliere di Forza Italia, Elisa De Maso (nella foto), ha sottolineato che nello scorso Consiglio Comunale veniva ricordata e difesa la scelta che all’atto dell’insediamento nel 2014 il sindaco e tutta la Giunta fecero di fronte al bivio pre-dissesto/dissesto data la situazione ed il quadro finanziario che si presentava, ovvero quella alternativa di tentare di ripianare gli squilibri finanziari attraverso la predisposizione di un piano di riequilibrio pluriennale. «Questo piano – ha spiegato De Maso lapidaria – in fin dei conti potrebbe protrarre l’agonia, perciò il mio voto è contrario».
Michele Consalvo (nella foto), invece, ha ammesso di essere stato un buon profeta nell’indicare la massa passiva in circa 20 milioni: «In effetti il disavanzo sostanziale è di 18 milioni, non 575.000 euro come avevate scritto nella delibera di Giunta del 30 aprile 2019 e nemmeno di 6.781.000 euro come avete invece scritto nel rendiconto 2018 approvato, e neppure gli 11 milioni che oggi individuate come massa passiva da ripianare, perché state dimenticando che questi sono il maggior disavanzo rispetto a quello iniziale». Il consigliere ha quindi invitato i revisori a valutare attentamente il quantum della massa passiva anche tenendo conto che due prospetti inseriti nel piano rimodulato sono sbagliati: «Se è vero che riscuoterete questi 20 milioni entro il 2021 tra riscossione, accertamenti ed Agenzia delle Entrate, che necessità c’è di rimodulare un piano e di allungarlo per altri otto anni? Se vincete il ricorso, il piano attuale non è più rigettato». Ai consiglieri di maggioranza, invece, Consalvo ha parlato del forte imbarazzo che dovrebbero presentare per aver approvato un mese fa un piano con 6,7 milioni di disavanzo: «Se approverete il piano vi autodenuncerete, perché o è sbagliato il rendiconto 2018 o la rimodulazione». I revisori, come ha continuato a spiegare il consigliere, attestano nel loro parere l’esistenza di un disavanzo superiore a quello del rendiconto 2018, ed inoltre evidenziano alcuni elementi di criticità: il loro giudizio esprime molte riserve in merito alla capacità di realizzare le misure previste, di conseguenza il piano così come rimodulato non presenta, a parere dello stesso Consalvo, profili meritevoli di accoglimento, pertanto il suo giudizio è stato assolutamente negativo.


La lunga discussione sulla rimodulazione

Raffaella Gambarelli ha chiarito che la sua fiducia in questo piano è pochissima, così «per rispetto della città» ha annunciato di assentarsi durante la votazione. «Un Consiglio Comunale molto deludente – ha fatto notare invece Ettore Orlandorisoltosi alla fine in uno spettacolo poco edificante: la gente si aspettava da noi delle risposte e non ce ne sono state, ma si sono riaperte vecchie polemiche che sinceramente non ci riguardano». Infine, il consigliere ha affermato che il giudizio sul piano di rimodulazione non poteva che essere negativo, in quanto un organo terzo aveva già valutato l’inattendibilità dei ripetuti tentativi di attuare una manovra di risanamento dell’ente. Inoltre, «alcun elemento di novità è stato apportato alla manovra e pochi mesi fa questi argomenti sono stati puntualmente ascritti all’Ente, mentre la Struttura ha avuto tutto il tempo per replicare in pubblica udienza»: a seguito della discussione la Corte ha bocciato le soluzioni proposte dall’Ente, dunque Orlando non vede quale ulteriore elemento possa adesso convincere la Corte a tornare sui propri passi. Un’apertura era stata proposta dalla minoranza, ma è stata respinta, e nemmeno vi è stato un contributo dei consiglieri di maggioranza.
In tutta la discussione vi è stato il siparietto invero poco edificante di un sindaco che per oltre 15 minuti ha inveito contro il consigliere del Movimento 5 Stelle Raffaella Gambarelli. Curioso il fatto che Tutolo fosse arrivato in Consiglio Comunale, quel giorno, già munito di un fascicolo di un contenzioso del consigliere pentastellato. Un atteggiamento fortemente prevenuto? Perché il sindaco si è presentato in aula con una pratica riguardante una vicenda attivata mesi orsono da una libera cittadina? E il consigliere Carmen Antonetti che ha parlato di «non accettare lezioni di legalità quando noi l’abbiamo scoperta con le mani nella marmellata»? Davvero difficile capire il nesso di queste vicende con il piano di rimodulazione, laddove la Gambarelli aveva solo accennato a dei contenziosi inseriti in quel piano, tra i quali, guarda caso, vi era anche il suo che nel frattempo aveva già provveduto a sospendere in quanto eletta consigliere comunale, rivendicando comunque, in seguito, un sacrosanto diritto che potrà tornare nelle proprie facoltà se prima di dieci anni smetterà di rivestire un ruolo politico-istituzionale.

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