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POLITICA
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Antonio Dell’Aquila esce a testa alta e riparte dai giovani, perché c’è chi ha tradito. Di nuovo!
Giuseppe Melillo, Aurelio Ruggiero e Luigi Carmine Ziccardi non hanno risposto come ci si aspettava, altrimenti oggi il candidato sindaco sarebbe stato eletto consigliere comunale. Lo si capisce, infatti, scorrendo i dati della lista del PD

Lucera, 28.05.2019 Parliamoci chiaro: i numeri sono impietosi. Il PD di Lucera con il candidato sindaco Antonio Dell'Aquila ha racimolato appena 426 voti di lista e, in questo gruzzoletto, spicca il risultato di Vittorio Grasso che ha raccolto 93 preferenze. Però non si può negare che Antonio Dell'Aquila e il segretario cittadino Ernesto Maria Giannetta hanno avuto un coraggio che nessuno al loro posto avrebbe osato avere. "Salvare" il simbolo del Partito Democratico" di Lucera dal macero a cui altri, forse Raffaele Piemontese in testa, avrebbero destinato. Ma questa è storia recente che ha fatto capire solo quanto un partito possa rappresentare per alcuni un parcheggio a lunga durata per spostarsi alla prima occasione ghiotta, com'è avvenuto per i tanti gruppi che hanno abbandonato e tradito il partito dopo essersene serviti per servire poi chi li ha accolti a braccia aperte dopo averli accusati di ogni nefandezza politico-amministrativa.
Ma veniamo alle elezioni amministrative di Lucera, perché osservando la tabella dei risultati del PD saltano all'occhio e alla mente alcuni aspetti evidenti che ti fanno accorgere come il partito e il coraggio di Dell'Aquila e dei ragazzi che lo hanno accompagnato in questa avventura con entusiasmo (la nota positiva è proprio che il Partito Democartico non si è perso affatto d'animo e proseguirà con loro il nuovo percorso) sia stato nuovamente tradito: dopo gli evasi che sono approdati su sponde "nemiche-amiche", i numeri dicono che coloro i quali avrebbero dovuto garantire maggiore sostegno hanno deluso (diciamo così) le promesse.
Già nei giorni che precedevano l'appuntamento con le urne non è mancato che ha giustamente osservato come alcuni membri del direttivo si fosse sfilati o addirittura spariti come, per esempio, Ivano Di Matto, le cui simpatie per il blocco tutoliano erano peraltro piuttosto note.
Quisquilie, direte, ma tant'è…
E allora ti accorgi anche di altre anomalie, talmente evidenti che anche ad un neofita basterebbe confrontare quanto avvenuto nel 2014 con il 2019 per fargli dire: "Inesperto sì, ma non fesso!".
Dalle voci che correvano nei giorni scorsi veniva fuori in maniera abbastanza evidente che l'ex sindaco Peppino Melillo, poi Aurelio Ruggiero ed infine il consigliere uscente Luigi Carmine Ziccardi fornissero un significativo apporto in termini di preferenze.
E invece poi ti accorgi che il candidato di riferimento di Melillo (Mario Petito) prende la miseria di 10 voti e che nel 2014 lo stesso Melillo produsse per sua figlia ben 254 voti! Insomma serbatoio a secco di termonafta, tanto da far fermare il mezzo appena partito. E ti accorgi che il candidato che sosteneva Aurelio Ruggiero, vale a dire Comingio Rossi, ha messo insieme appena 24 preferenze rispetto alle 180 raccolte nel 2014. E infine ti rendi conto che Morena Anna Buffalo, sostenuta da Ziccardi (uno che cinque anni fa aveva messo a segno un bottino di 374 voti) non è stata sostenuta affatto visto che ha totalizzato solo 53 voti. I sospetti sono (anche) immediatamente caduti sulla solida amicizia con Simone Codirenzi, uno che è passato (con Carmine Bilancia) nelle file pagnottare dove si è candidato dopo aver partecipato fino al giorno prima e per mesi alle riunioni del centrodestra.
Insomma "è la somma che fa il totale, ragioniere!" Lo diceva Totò in uno dei suoi bellissimi film in cui figurava titolare di un esercizio commerciale soggetto ad accertamento da parte dell'Erario. E la somma alla lista del PD non torna affatto. Perché con i numeri che ad occhi chiusi avrebbero potuto garantire i tre appena citati (ma anche con la metà) Dell'Aquila sarebbe andato a fare il consigliere comunale.
Però resta un barlume, quello di quei giovani come appunto Vittorio Grasso, Annaclaudia Bonghi ed altri, da cui partire per riaccendere la luce, buttandosi alle spalle gli ultimi tradimenti di una storia senza senso e di un partito usato come un hotel con tanto di porta girevole. La storia di un PD che in questa campagna elettorale ha ricevutom tantissimi complimenti da far quasi illudere che si stava sacrificando per la causa, salvo poi scoprire che i complimenti tali restavano nelle urne, nel segno più ineludibile dell'ipocrisia popolare.
Traditi due volte.
Ma a questo punto non resta che completare la pulizia.

Il Frizzo

 
 
 


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