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POLITICA
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Elezioni del Consiglio Provinciale: Giuseppe Pitta trombato, non va né in Capitanata Civica né altrove
E Tutolo dice no a una lista di Leo Di Gioia e Rosario Cusmai alle amministrative 2019 a Lucera

Lucera, 17.01.2019 – L’è tutto un gran casino! Le elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale nel caos, con due liste ricusate, delle quali una (La Provincia ci Lega), a cui era stato dato un tempo di 24 ore per rimediare sul simbolo, sarebbe già rientrata. Infatti, la Provincia ha comunicato che «con Verbale dell’Ufficio Elettorale Provinciale, in data 17 gennaio 2019, è stata approvata in via definitiva la lista dei candidati a Consigliere Provinciale presentata dal Sig. Vigiano Antonio, avendo detta lista provveduto alla sostituzione del precedente contrassegno ricusato con altro contrassegno denominato “IMPEGNO per la CAPITANATA”».
Per quanto riguarda Lucera è andata male per la compagine pagnottara che nelle scorse tornate era riuscita ad inserirsi. Trombato eccellente il consigliere comunale – già delegato provinciale all’Ambiente – Giuseppe Pitta.
Ma vediamo cosa sarebbe accaduto.
Puglia Popolare (segretario provinciale Rino De Martino che fa capo a livello regionale a Massimo Cassano), inizialmente partita con sei simboli, aveva poi chiuso un accordo con altri soggetti (Pisicchio) per un listone di dodici simboli ed altrettanti candidati. In questo listone pare avesse dato la propria disponibilità a candidarsi il consigliere comunale di Lucera Marina Petroianni, salvo comunicare la propria volontà a ritirarsi la sera tardi alle ore 23:00 circa di domenica scorsa, 13 gennaio. Ecco allora irrompere sulla scena Giuseppe Pitta (in quota Pisicchio nel listone) il quale, non contento dell’ingresso tra i candidati, avrebbe addirittura manifestato perplessità su alcuni nomi. A quel punto Rino De Martino, che aveva telefonato a Giuseppe Bizzarri perché proponesse a Simona Dell’Osso di entrare tra le candidature, ha ritirato diversi nomi. A ciò si aggiunga una gestione delle liste alquanto ballerina fino a sfiorare il ridicolo, in quanto le firme di questa grande lista in cui era riuscito ad inserirsi Pitta erano state raccolte “a pezzi e petazzi” e senza usare l’attenzione di spillare gli elenchi tra loro. Insomma, le liste erano fogli sciolti che svolazzavano di qua e di là nella regnante confusione. Altra scena tragicomica: la scena da “azzeccagarbugli” non era sfuggita all’attento consigliere comunale di Foggia Giuseppe Mainiero (Fratelli d’Italia) che a sua volta denunciava quanto stava consumandosi sotto lo sguardo attento degli operatori dell’informazione con tanto di telecamere al seguito. Mainiero chiedeva l’intervento della Prefettura affinché il “misfatto” venisse immortalato. Ma siccome al peggio non c’è mai fine, gli sprovveduti avevano anche commesso l’errore di farsi autenticare candidature e sottoscrizioni dal consigliere uscente Gaetano Cusanza che però non aveva provveduto a fare la relativa comunicazione di accreditamento alla Provincia prima di procedere alle autentiche. E così addio al listone, con la sola possibilità di ricorrere al TAR.
Ma non finisce qui, perché un altro retroscena ha caratterizzato la disavventura del povero Giuseppe Pitta (e delle quote rosa Francesca Niro e Maria Pia Preziuso a far da comparse) che ancor prima pare andasse riferendo a destra e a manca di una sua sicura candidatura nella lista di Capitanata Civica che fa capo a Leo Di Gioia e a Rosario Cusmai, pur essendo preoccupato per la scarsa forza di questa lista rispetto ai cosiddetti “tempi belli”, quando Capitanata Civica espresse 4 consiglieri provinciali. Candidatura anche qui saltata, ma per altri motivi perché sembra che Di Gioia e Cusmai in cambio avessero chiesto a Tutolo e Pitta garanzie circa la presenza della stessa lista nella coalizione a sostegno del pagnottaro candidato sindaco a Lucera a maggio prossimo. Su questa proposta si sarebbe consumata la rottura, perché Tutolo avrebbe risposto di no. Si sa che il sindaco di Lucera è furbo, in quanto continuerà a preferire sempre degli innocenti neofiti a dei politici navigati che di certo potrebbero rompere le scatole.

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