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POLITICA
Politica

Quando i bambini fanno NO, ma non a Maia Rigenera…
E questi sarebbero quelli del cambiamento? Altro che nuovo! Questi portano la muffa politica addosso peggio dei vecchi… Di nuovo, invece, resta loro soltanto l'incompetenza e la sfrontatezza

Lucera, 03.10.2018 – La parte saliente del Consiglio Comunale tenutosi lo scorso 1º ottobre è stata quella relativa alla questione del progetto dell’impianto anaerobico presentato da Maia Rigenera.
Il consigliere Fabio Valerio ha proceduto a fare una proposta di delibera ribadendo quanto spiegato nella precedente seduta, quella del 27 settembre. Giuseppe Pitta, però, ha stranamente suggerito di snellire il deliberato e di dare mandato alla conferenza dei capigruppo di valutare «i pareri che verranno inviati al Comune in risposta alle richieste». Pitta ha spiegato che il sindaco, dopo aver espresso il proprio parere negativo, si sarebbe premurato (quanta premura all’improvviso! Ennesimo dietro-front…) di chiedere i pareri di enti quali l’Istituto Superiore di Sanità, Legambiente, Enea-Cnr ed Ispra, alcuni dei quali guarda caso gli stessi citati nel corso della conferenza stampa che si era svolta in mattinata… Oltretutto, basti pensare che proprio Legambiente utilizza l’espressione “produzione sostenibile” in relazione a questo tipo di impianti: è probabile, dunque, che il consigliere Pitta saprebbe di mentire nel momento in cui afferma che i pareri di questi organi andrebbero a rafforzare il parere negativo rispetto alla realizzazione dell’anaerobico?
Valerio, avendo compreso dove voleva arrivare l’altro, ha subito chiarito: «Questo (la sua proposta di delibera, ndr) è un atto che deve rimanere nel libro delle delibere, e mi infervoro quando vedo che un argomento così importante lo vogliamo far scadere: consigliere Pitta, questa mia proposta può essere soggetta a qualsiasi tipo di integrazione, ma bisogna aggiungere, non togliere come vuol fare lei. La nostra volontà è quella di arrivare oggi a un deliberato all’unanimità come hanno fatto tutti gli altri Comuni. Inoltre, bisogna ricordare che questi enti difficilmente emettono pareri, dal momento che sono organi nazionali di natura programmatoria. Se questa delibera non viene votata, davanti alla conferenza di servizi andrà la paginetta e mezzo scritta dal sindaco, che sinceramente diventa un assist: oggi abbiamo la responsabilità di fronte ai cittadini di dire NO in maniera ferma e convinta». Leonardo Del Gaudio ha supportato la tesi di Valerio: «Se si rimanda alla conferenza dei capigruppo, noi che stiamo a fare? Il Consiglio Comunale ha il dovere di deliberare, perciò non demandiamo ad altri quello che oggi compete esclusivamente a noi». Riprendendo la parola, Valerio ha fatto notare a Pitta che non si può dire che non è stata concessa loro la possibilità di parlare, «…perché io sono stato il primo a dire in pubblica riunione che Forza Italia è a favore del referendum, e so che di quest’argomento fino a fine luglio non si è parlato affatto: silenzio assoluto!».


La lunga discussione sull'accapo della Maia Rigenera

Cinque minuti di sospensione per riordinare le idee (anche se la minoranza le aveva da tempo ben chiare, ma ancor più chiare le aveva la maggioranza che ha dato netta l’impressione di voler perdere e prendere tempo, fatto che agevola solo un SÌ al progetto), ma nonostante ciò, al rientro in aula la maggioranza (i cui componenti restavano parecchio tempo fuori nonostante l’invito di Valerio al presidente e al segretario comunale a farli rientrare) si ostinava ancora a richiedere il ritiro dell’accapo ed il rinvio a data da destinarsi.
«Come minoranza ci siamo riuniti – ha ripreso il consigliere Valerio – ed abbiamo deciso di fare quest’ulteriore proposta alla maggioranza: se inseriamo che il Consiglio fa propria la posizione del sindaco, ci sono comunque problemi a deliberare?». Pitta, però, insisteva sfacciatamente, fino a sconfessare persino il sindaco e l’assessore Giovanni Di Croce: «O aggiorniamo la seduta o votiamo il mio emendamento!». Come dire: abbiamo i numeri e facciamo come vogliamo! Un atteggiamento quasi ricattatorio, in un’atmosfera tesa che metteva a dura prova il pubblico che contestava questo modo di fare. Così, il delegato ha letto la storiella e subito l’altro gli ha ricordato che mancava l’importante passaggio sulla relazione del dott. Agostino Di Ciaula, che il consigliere di maggioranza, guarda un po’, aveva saltato, a suo dire, «per sbaglio».


L'intervista al consigliere Del Gaudio a consigio terminato

Chi avrebbe potuto mai credergli? In seguito, Valerio ha evidenziato che per il novanta per cento l’emendamento di Pitta dichiarava quello che egli stesso sosteneva nella proposta di delibera. Tuttavia, siccome l’altro si intestardiva inspiegabilmente (ma non tanto), il consigliere di opposizione ha fatto una dichiarazione di voto nella quale ha espresso a nome dell’intera minoranza il voto contrario all’emendamento, perché «da parte nostra c’è la volontà di arrivare a un deliberato all’unanimità» che dica NO – e il prima possibile – a quell’impianto che potrebbe costare caro alla città. Si è quindi passati al voto dell’emendamento ed a quello della proposta di delibera emendata, dal quale sono risultati undici favorevoli e cinque contrari. Non si è più deciso. Mentre in teatro aleggiava una presenza in un primo momento passata inosservata e che prima d’ora non s’era mai vista, ma poi tutti avevano capito chi fosse e cosa ci facesse lì.


L'intervista al consigliere Valerio a consiglio terminato

Insomma, si è assistito all’ennesima buffonata dell’amministrazione (ed è un complimento). Nella seduta del 27 settembre, infatti, il presidente Luca Borrelli aveva invitato Valerio a stilare la sua proposta di delibera, ma nell’ultimo Consiglio lo stesso ed il sindaco non si sono nemmeno presentati: la conferma del fatto che già sapevano come si sarebbe svolto il tutto? Peraltro, come ha sottolineato Valerio, i pareri degli enti richiesti dal sindaco arriveranno a giugno del 2019.
Più chiaro di così?

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