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POLITICA
Politica

Il PD che vogliamo sull’immigrazione
L’art. 10 della Costituzione italiana recita quanto segue: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge”

Lucera, 11.07.2018 (Documento del gruppo politico coordinato da Carlo Luciano e Rosalia Nappa). Dall’insediamento del nuovo governo giallo-verde, gli italiani sono stati bombardati costantemente da una raffica di nozioni provenienti da fazioni politiche diverse e contrastanti che hanno generato nel corso di questi mesi schieramenti faziosi e rabbiosi nel nostro Paese. Nelle famiglie, con gli amici, sul posto di lavoro non si fa che contemplare e commentare la notizia del momento, certamente non con la dovuta serenità del caso, piuttosto con toni accesi e tolleranza zero.
Dopo la sottoscrizione del contratto di governo dall’attuale maggioranza, ci duole evidenziare che la figura del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte viene sempre più oscurata dalle manie di protagonismo mediatico del Vicepresidente del Consiglio e Ministro dello Sviluppo Economico, Lavoro e politiche sociali Luigi Di Maio e Vicepresidente del Consiglio e Ministro dell’Interno Matteo Salvini. La politica diviene sempre più uno “strumento” adoperato sui social network con imprudenza ed imperizia, che vede il proliferare di ideologie estremiste pericolose collegate alla xenofobia (paura dello straniero) e soggette a strumentalizzazione di schieramenti politici. Una paura che oltre a peggiorare la vita dei migranti, infierisce soprattutto nei confronti di coloro che hanno a che fare con loro, provocando sentimenti di razzismo e chiusura culturale. Lottare contro la xenofobia per ridurla, dovrebbe essere una priorità per tutte le persone che si riconoscono nella dichiarazione dei diritti umani e nella Costituzione, o semplicemente che vogliono condurre una vita serena. La xenofobia italiana generatasi in questi mesi, è frutto di una politica di governo (Lega e Fratelli d’Italia) supportata da una maggioranza di consensi elettorali, che non deriva dai problemi reali che la immigrazione comporterebbe, bensì dalla loro percezione.
Molti italiani non sanno che l’immigrazione non costituisce affatto un’emergenza al giorno d’oggi, ma un’estremizzazione politica. Infatti, a partire dal 1º gennaio 2018 (fino al 3 luglio) ci sono stati 16.602 migranti sbarcati, di cui 11.415 provenienti dalla Libia. Nello stesso periodo dello scorso anno erano 85.137 e 71.279 nel 2016. Quindi rispetto al 2017 oggi si ha un calo degli arrivi dell’80,5% e del 76,71% rispetto al 2016. La sensazione di “invasione” degli italiani, tanto propagandata dall’attuale governo e soprattutto dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini, non trova dunque riscontro nei numeri. Secondo l'ultimo rapporto Eurispes sull’Italia del 2018 l’incidenza di stranieri sulla popolazione è dell’8%, e a saperlo è solo il 28,9% dei cittadini. La Germania ha registrato il numero totale più elevato di immigrati (1.543.800) nel 2015, seguita dal Regno Unito (631.500), dalla Francia (363.900), dalla Spagna (342.100) e dall'Italia (280.100). Il tasso di immigrazione più elevato nel 2015 è stato registrato dal Lussemburgo (42 immigrati per 1.000 abitanti), seguito da Malta (30 per 1.000 abitanti) e da Austria e Germania (19 per 1.000 abitanti in entrambi i casi); questi numeri mostrano una diminuzione degli sbarchi e un aumento dei rimpatri. Inoltre, bisogna sapere che per l’accoglienza, servono 35 euro al giorno a persona, 45 per un minore. Gestire in toto una singola pratica di rimpatrio ha un costo medio di 5.800 euro. Il Viminale dichiara che nel 2017 sono stati rimandati nei Paesi d’origine 6.340 stranieri irregolari dall’Italia (erano 5.300 l’anno precedente). A parte i costi dei voli di rimpatrio, con agenti e misure di sicurezza annesse (si stimano circa 4mila euro ad espulso) è necessario considerare che bisogna stipulare prima gli accordi di riammissione con i quali gli Stati di provenienza dei migranti si impegnano a riaccogliere i propri cittadini. L’Italia ne ha stipulati con Egitto, Nigeria, Tunisia e Marocco. Secondo i dati Frontex, gestire in toto una singola pratica di rimpatrio ha un costo medio di 5.800 euro. Se si stima che in Italia ci sarebbero circa 500 mila immigrati irregolari, un rimpatrio di massa potrebbe costare quasi 3 miliardi di euro.
Dopo aver chiarito dei concetti basilari ed oggettivi, riteniamo sia necessario capire chi siano i richiedenti asilo in Europa e quali siano le motivazioni che spingono queste persone a lasciare i loro Paesi di origine. Secondo i dati pubblicati dal Ministero dell’Interno, le richieste di asilo in Italia nei mesi da Gennaio a Maggio 2018 sono state 28.613 e la Nigeria corrisponde alla nazione occupante il primo posto come richiesta. È il paese africano più popoloso, è in crescita economica, ma è soprattutto un paese povero e socialmente disuguale, da cui si parte per sfuggire al terrorismo, a un ambiente devastato, a una situazione di vita insostenibile o all’assenza di prospettive.
Il 29 Giugno 2018 si è tenuto a Bruxelles il vertice dell’UE che ha visto un’intesa tra i 28 leader facenti parte, dove il regolamento di Dublino non è stato affatto superato, come dichiarato dal premier italiano Giuseppe Conte in precedenza, bensì dall’accordo raggiunto sono venute fuori delle profonde crepe a discapito dell’Italia. Il documento riconosce infatti una gestione “globale” del fenomeno migratorio (ciò vuol dire che per variare il trattato di Dublino, servirà l’unanimità e i Paesi del blocco di Visegrad potranno mettere il veto) ma propone anche la nascita di centri di prima accoglienza la cui costruzione sia esclusivamente su base volontaria negli Stati membri. Volontaria è anche la redistribuzione dei migranti e non sono previste sanzioni per chi non fa la sua parte (solo i paesi che lo vorranno potranno accogliere migranti entrati in Europa non nel proprio territorio: ciò che prima era un obbligo e già non funzionava, ora diventa volontario) senza contare che i movimenti secondari e cioè il respingimento dei migranti verso i paesi dove sono entrati, diventano obbligatori. Non si percepisce da questo accordo intrapreso, un senso di autorevolezza della nostra nazione rispetto ai paesi membri della Comunità Europea, piuttosto uno spirito democratico e umanitario venuto meno, che vedrà in futuro un’Italia sempre più chiusa in ambito politico ed economico e riluttante alle problematiche legate all’immigrazione.
Oggi assistiamo quotidianamente ad omissioni di soccorso in mare, divieti di intervento delle ONG e porti chiusi a navi militari internazionali nel Mediterraneo avallati dal Ministro Salvini, che vanno contro i nostri valori oltre che agli interessi economici della nostra nazione dato che molte aziende del Nord-Est rischiano il tracollo per questa gestione di mandato che a parer nostro si rivelerà “implosiva” ed “arida”. Sono tanti i profughi lasciati soccorrere dalla capitaneria di porto libica; forse qualcuno non sa che il governo libico non garantisce quelli che sono i principi fondamentali dell’uomo, dove gli immigrati vengono accolti con torture, violenze e schiavitù; questo è ciò che è avvenuto il 24 Giugno 2018 dove 820 migranti, alla deriva del Mediterraneo su sette gommoni, sono stati presi in carico dalle forze libiche. Della vicenda non se n’è più parlato, perché la questione non era di competenza del governo italiano.
La storia ci insegna che il nostro governo non ha mai rifiutato soccorsi umanitari durante conflitti internazionali e altrettanto solidarietà, mostrata durante disastri provocati da catastrofi di ogni genere. Oggi si sta voltando le spalle ad un fenomeno che esiste da tempo (gestito e ridimensionato dai governi precedenti), che va affrontato con diplomazia e linee programmatiche adatte e non contrastato con politiche intolleranti razziste e classiste. Purtroppo dilaga la disinformazione, il sentito dire, gli slogan e tutto questo porta la percezione di una realtà distorta dove prevalgono sentimenti di odio ed indifferenza. Fino a qualche anno fa le vittime in mare destavano nel nostro Paese sentimenti di rammarico e profondo dispiacere, cosa che purtroppo oggi non si percepisce più.
Forse qualcuno si è chiesto quale sia la motivazione? Eppure i dati statistici ci dicono che il fenomeno dell’immigrazione è diminuito! La causa è forse riconducibile ad una strumentalizzazione dei disagi che incombono sugli italiani, amplificati all’ennesima potenza per ottenere dei consensi in ambito politico? Fermiamoci a riflettere…
Domenica 7 Luglio, i membri del “PD che vogliamo” hanno aderito alla giornata della “maglietta rossa” in segno di protesta contro ogni forma di razzismo, chiusura culturale e disumanità. Un’iniziativa lanciata da Libera, associazione contro le mafie guidata da Don Luigi Ciotti, che ha visto tantissime adesioni provenienti da ogni ambito sociale e culturale, volta a fermare questa “perdita di umanità” dovuta alle molteplici vittime provenienti dai viaggi della speranza. Le lunghe traversate in mare vedono protagonisti uomini, donne e bambini e proprio questi ultimi, vengono vestiti dalle mamme con indumenti rossi per essere riconosciuti facilmente e prontamente salvati durante i soccorsi in mare. Rosso è sinonimo di riflessione, sosta, capacità di guardarsi dentro e comprendere la portata degli eventi in corso. Anche l’Italia come tante altri paesi europei si sta rendendo complice di un “olocausto” cui la storia ci tramanda, che riviviamo ogni anno per non dimenticare, per non compiere nuovamente orrori disumani, per ricordare con quanta spietatezza e leggerezza veniva tolto il respiro, e con quanto sacrificio e coraggio tante persone si sono ribellate sacrificando la propria vita.
I disagi degli italiani possono essere risolti solo con il buon senso e le giuste rappresentanze in ambito europeo; ben presto tanti connazionali si renderanno conto che non saranno i porti chiusi o le minacce in parlamento europeo a fare di noi un popolo migliore, ben presto si accorgeranno che qualcuno ci sta strappando un orgoglio innato che ci ha sempre contraddistinti nel mondo.
L’art. 10 della Costituzione italiana recita quanto segue: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge”. Allo stato attuale degli eventi riportati, possiamo sostenere con certezza che il governo italiano, con l’attuale maggioranza risulta inadempiente alla presente normativa prevista dalla nostra costituzione.

"Il PD che Vogliamo"
I coordinatori: Rosalia Nappa e Carlo Luciano

 
 
 


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