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POLITICA
Politica

Sefora Tetta e «…il coraggio di respirare i problemi della collettività»
Ha appena fatto il suo ingresso in Consiglio Comunale. Esordisce con un tono raro di cortesia sincera (non costruita), poi fa capire che seppur resta un anno non farà venir meno il suo apporto collaborativo se correttezza lo richieda, viceversa niente sconti

Lucera, 08.07.2018 – Il Consiglio Comunale che si è svolto lo scorso 5 luglio si è aperto con l’accapo “Surroga del consigliere dimissionario Dotoli Paquale e contestuale esame delle condizioni per la convalida dell’elezione della sig.ra Tetta Sefora Maria, prima dei non eletti nella lista Forza Italia Berlusconi per Dotoli”. Il consigliere Dotoli ha presentato infatti la lettera di dimissioni in data 25 giugno 2018, adducendo come motivazione la difficoltà di conciliare gli impegni lavorativi con il ruolo politico. In realtà Dotoli da tempo meditava di dimettersi anche perché l’approssimazione con cui si procede da oltre quattro anni non ispira momenti di vera politica se non di una sorta di vita da club privato. Il voto è stato unanime.
Tetta, che non è riuscita a nascondere l’emozione, ha esordito sottolineando con un pizzico di orgoglio di essere la quarta componente della propria famiglia a rappresentare la città: proprio dalla famiglia, a suo dire, le è stato trasmesso «il coraggio di “respirare” i problemi della collettività». Diretta e precisa nel suo saluto di esordio, ha proseguito augurandosi che con i consiglieri di maggioranza si instauri un rapporto propositivo fatto di regole e chiarezza tra le parti: «Chi mi conosce – ha dichiarato in proposito – sa quanto io tenga a questi due aspetti».
Insomma Tetta ha fatto subito capire come intenda la propria funzione, manifestando al presidente il disagio derivante dal fatto che la stessa sia iniziata in un teatro e non in un’aula consiliare: «Non posso fare a meno di segnalare la carenza di presupposto giustificativo di un’eccezionalità, che si poteva giustificare all’inizio, ma oggi, dopo quattro anni, tale eccezionalità è diventata una costante e ciò non può farmi tacere la circostanza che la destinazione originaria di questo luogo è venuta meno».
Il consigliere Giuseppe Bizzarri, uno degli intervenuti per porgere gli auguri di buon lavoro a Sefora Tetta, ha esordito dicendosi felice del fatto che la stessa abbia iniziato il suo discorso rimarcando di essere la quarta componente della famiglia a rappresentare la città, perché «veniamo da una campagna elettorale nella quale essere figli di qualcuno che aveva già amministrato sembrava quasi essere portatori di un marchio infame, e questo a me ha dato sempre molto fastidio».
Un tocco di classe, quello portato dalla nuova entrata, che non è certo passato inosservato.

Altrettanto precisa, poi, quando a margine del Consiglio Comunale ci ha ricordato una sentenza del Consiglio di Stato che ha legittimato l’assenza continua di un consigliere comunale anche come manifestazione di opposizione e dissenso rispetto ad un modo di fare che non si condivide. Un dato, questa sentenza, che – se per Pasquale Dotoli trova giustificazione in quanto consigliere di opposizione – assume ancor più valore nel caso di un consigliere di maggioranza che conta probabilmente ancora più assenze dell’ex consigliere Dotoli: il riferimento è a quel Gianpaolo Conte che riesce a sbraitare solo su Facebook contro gli avversari della sua parte “politica” (se tale ancor si può definire) nascondendosi (assentandosi) quando c’è Commissione Consiliare o Consiglio Comunale. Secondo la sentenza del Consiglio di Stato, insomma, costui si assenta costantemente anche per manifestare dissenso rispetto ad un modo di fare che non si condivide. Cioè quello della sua parte “politica” (se tale ancor si può ri-definire).

Greta Notarangelo

 
 
 


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