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POLITICA
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Ancora una volta scivola sul chioschetto del parco giochi in villa comunale
Messo in difficoltà dal consigliere Giuseppe Bizzarri, Tutolo se ne esce con una sparata banalissima, ritenendo che, pur essendo scaduta da un pezzo la gestione del bene comunale, non intenda fare un regolare bando ma dare al gestore attuale (abusivo, che ha peraltro protocollato una richiesta che sembra quasi un ricatto) la possibilità di continuare perché «…è una brava persona che ha sempre pagato». Sì, 90 € al mese

Lucera, 11.05.2018 – La prima interrogazione di Giuseppe Bizzarri nell’ultimo Consiglio Comunale del 3 maggio scorso era relativa, per rimanere in tema di esercizi commerciali – in precedenza era stata fatta dallo stesso consigliere una comunicazione concernente la questione dell’occupazione del suolo pubblico da parte dei titolari degli esercizi di somministrazione del centro storico –, al famigerato chiosco del parco giochi in villa comunale e alla sua gestione scaduta ormai da diversi anni. Interrogazione che ha fatto emergere altri agghiaccianti particolari. Intanto, da un anno a questa parte non c’è stato nessun tipo di provvedimento, però ci sono delle novità rispetto alle quali Bizzarri ha inteso chiedere quale fosse la volontà dell’amministrazione.
Proprio Bizzarri e Simona Dell’Osso, infatti, il 15 giugno 2017 scrissero una comunicazione a mezzo PEC all’allora dirigente del servizio, ing. Matteo Piemontese, e al segretario comunale e al dott. Franco Pellegrino. In quella comunicazione fecero l’excursus della storia di questo chiosco e fecero presente che il 7 dicembre 2012 il segretario generale dell’epoca, con nota di protocollo 49834 – che i due consiglieri allegarono alla lettera – chiarì che, poiché il chiosco era di proprietà comunale, in base al regolamento COSAP non poteva essere concesso il rinnovo se non attraverso un apposito bando pubblico. Questo provvedimento non è mai stato impugnato, mentre la comunicazione fu poi ripresa anche dal Comando di Polizia Municipale. Peraltro, c’era un verbale nel quale veniva affrontata dall’amministrazione l’intera tematica dei chioschi, e rispetto a questo nel parco giochi veniva stabilito che non poteva essere concesso. Tuttavia, quando Bizzarri sollevò l’interrogazione, il sindaco rispose che, siccome colui che gestisce il chiosco «è una brava persona che ha sempre pagato» (a quanto pare essere una brava persona è un requisito fondamentale per godere di veri e propri favori a… 90 euro al mese!), aveva intenzione di lasciarlo nella sua disponibilità. In seguito, il 15 febbraio 2018, il soggetto che detiene l’immobile ha scritto una comunicazione al sindaco ed al segretario comunale che lascerebbe interdetto anche il più inesperto in materia (leggi), poiché contrasta con la convenzione dallo stesso sottoscritta, pertanto il consigliere ha chiesto che cosa intenda fare l’amministrazione.

«Rispetto a quella comunicazione – ha risposto il sindaco –, l’abbiamo mandata all’avvocato per chiedergli un parere, dopodiché potremo agire». La vicenda, dunque, rimane ancora una volta sospesa.
Resta quella lettera protocollata al comune con la quale si “invita” preventivamente l’ente (colpevole di essere stato cieco-sordo-muto e di non essere intervenuto prima con un nuovo bando come per altri casi analoghi) a “sborsare” qualcosa come 40mila euro di non si è capito bene quali “migliorie”, a meno che non venga concesso il sospirato rinnovo (senza bando, dunque).
Una forma di “preavviso” cha ha tutto il sapore di un ricattuccio

Greta Notarangelo

 
 
 


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