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POLITICA
Politica

Fabio Valerio e i debiti fuori bilancio al limite dell'assurdo. Giuseppe Bizzarri e i dubbi emersi dai Revisori dei Conti
Bizzarri: «Il Collegio invita ad adottare provvedimenti idonei e propedeutici alla verifica delle responsabilità: quali sono queste responsabilità?». Valerio ha chiesto come mai in alcuni casi il Comune, anziché resistere in giudizio, non abbia inteso effettuare una transazione

Lucera, 13.04.2018 – Gli accapi dal settimo all’undicesimo dello scorso Consiglio Comunale del 28 marzo consistevano nel riconoscimento di debiti fuori bilancio.
È intervenuto per primo il consigliere Giuseppe Bizzarri per avere un chiarimento. Rivolto all’assessore Maria Barbaro, ha detto di aver letto il parere del Collegio dei Revisori, ma quest’ultimo sostiene che le obbligazioni giuridiche connesse alla sentenza non possono far parte del riconoscimento del debito fuori bilancio: «Quello che mi pare di vedere di diverso rispetto al passato è che in quest’occasione, invece, il Collegio invita ad adottare provvedimenti idonei e propedeutici alla verifica delle responsabilità: a quale tipo di responsabilità fa riferimento?». Il segretario ha spiegato che l’affermazione del Collegio è quasi pleonastica, in quanto tutti i debiti fuori bilancio vanno alla Corte dei Conti, che è il giudice competente ad accertare eventuali responsabilità, le quali in tal caso erano esclusivamente di natura contabile. Barbaro, dal canto suo, ha aggiunto che nell’incontro con i Revisori non è emersa alcuna segnalazione in merito.
Fabio Valerio ha osservato che alcuni debiti erano «al limite dell’assurdo», ad esempio uno che liquida 2.432,00 euro oltre ad interessi per il minore caduto in una buca e quasi 2.250,00 euro di spese legali e 250,00 per il CTU: «Perché in questo come in altri casi il Comune, anziché resistere in giudizio, non ha inteso effettuare una transazione?». Barbaro ha risposto che non tutti gli avvocati hanno la pazienza di attendere i tempi di un Comune, e ha informato che è stata incaricata una società la quale nell’ultimo periodo sta facendo moltissime transazioni rispetto al passato. Il consigliere, però, ha fatto notare che l’atto di citazione è arrivato nel 2016, circa ad un anno ed un mese dal fatto: «Dunque, penso che in quest’anno ci sia stata interlocuzione da parte degli uffici». L’assessore ha sostenuto che si tratta pur sempre di un Ente, il quale per questioni tecniche in trenta giorni non riesce a dare una risposta. «Non può dire che la politica non può risolvere il problema – ha incalzato l’altro –: si mettano insieme gli attori protagonisti dei singoli settori e si dica che quando arriva una comunicazione al protocollo, entro un mese tutti devono rispondere».
L’opposizione si è astenuta al momento del voto.

Greta Notarangelo

 
 
 


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