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POLITICA
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Fabio Valerio: SADE e Integrazione Scuola: non va proprio. E le Politiche Sociali sono sempre più inefficaci
Risposte "insoddisfacenti" quelle dell'assessore Marucci. Per il consigliere di opposizione in realtà «manca la volontà»

Lucera, 07.04.2018 – Il consigliere Fabio Valerio, durante l’ultimo Consiglio Comunale svoltosi il 28 marso scorso, ha sollevato due interrogazioni. La prima era rivolta all’assessore alle Politiche Sociali: diverse famiglie l’hanno contattato perché nel corso dell’ultimo anno scolastico due servizi importantissimi rivolti rispettivamente a famiglie e bambini non sono partiti, ovvero il servizio di assistenza domiciliare educativa – che prevede interventi di natura sociale assicurati ai nuclei familiari con minori in condizioni di grave svantaggio socio-educativo, relazionale e culturale, i cui genitori necessitano di aiuto nello svolgimento delle competenze educative – e quello di integrazione scolastica, rivolto ai bambini che presentano difficoltà e per questo necessità di supporto alle autonomie in ambito scolastico. Per quanto concerne quest’ultimo servizio, l’assessore Michele Marucci ha informato che l’assegnazione provvisoria è già avvenuta recentemente e che si sta procedendo a quella definitiva. «Abbiamo dato indirizzo di preparare il tutto, in modo che il prossimo anno scolastico non ci sia un solo giorno di ritardo rispetto al suo inizio: soltanto da un mese l’Ufficio di Piano è andato nel plenum dei tre componenti, mentre senza personale non si poteva fare prima». Riguardo, invece, al primo servizio, l’assessore ha spiegato che esso è legato alla ripartenza del quarto ciclo di Piano di Zona, che si stava definendo per l’approvazione. Valerio, però, non si è sentito soddisfatto delle risposte per un motivo: «Mi risulta difficile comprendere che per affidare un servizio abbiamo impiegato sette mesi».

In seguito, il consigliere ha ricordato che da quel giorno non avrebbero avuto più il PUA, a meno che non ci fosse stata una proroga: «Perché non pensare, ad esempio, di fare una convenzione con l’ASL, dove hanno un ottimo assistente sociale?».

Relativamente al segretariato sociale, a dire di Marucci, nel coordinamento è stata proposta la rimodulazione dei fondi PAC, ma per essa si starebbero attendendo i pareri da parte delle autorità competenti, dopo i quali il servizio potrebbe ripartire.

«È la classica risposta – ha osservato Valerio – che delega ad altri la responsabilità. Noi, però, abbiamo quella di non togliere servizi ai cittadini e, nonostante l’idea di rimodulare sia meritoria, ci sono altre strade che il Comune può prendere, degli strumenti normativi che non fanno interrompere il servizio PUA: manca la volontà».

Ma forse da quattro anni circa è così.

Greta Notarangelo

 
 
 


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