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POLITICA
Politica

Fabio Valerio chiede del referendum bluff e della sporcizia che regna nella città
Il consigliere ha definito le manifestazioni di natura pseudo-popolare o populista, come il referendum annunciato dal sindaco in estate 2017, una vera e propria buffonata

Lucera, 31.12.2017 Fabio Valerio, in apertura del Consiglio Comunale che si è svolto lo scorso 27 dicembre in seduta di aggiornamento (la prima convocazione era per la mattina alle ore 9:00 del 22 dicembre, ma non si è presentato nessuno), ha voluto fare una comunicazione in merito alla questione del referendum che il sindaco l’estate scorsa aveva ampiamente diffuso e preannunciato anche a mezzo manifesto pubblico e che si sarebbe dovuto tenere proprio nel mese di dicembre dal 1º al 23 del mese. Tuttavia, di quell’iniziativa nessuno ha avuto più notizia: «Sicuramente sarà stata un’altra delle sue trovate geniali a luglio, quando il suo termometro politico, per così dire, segnava burrasca, ma quando qualcuno assurge ad una carica istituzionale, ha il dovere morale di arrivare fino alla fine». Il consigliere ha definito queste manifestazioni di natura pseudo-popolare o populista una vera e propria buffonata: «L’idea di chiedere chi voleva mandarla a casa era fuori dal mondo, e lo era pure usare i manifesti istituzionali con lo stemma del Comune ma con contenuto meramente politico e propagandistico: le difese politiche e d’ufficio vanno fatte mettendo le sigle politiche che vi hanno portato in Consiglio Comunale, mentre usare lo stemma del Comune porta in confusione il cittadino e crea un danno di immagine all’istituzione». Quindi, Valerio ha invitato il presidente e la delegazione tecnica ad evitare che in futuro questo possa verificarsi di nuovo, altrimenti si vedrà costretto ad adire le vie istituzionali più consone.
«Sono assolutamente certo – ha dichiarato il pagnottaro, il quale ha precisato di non aver mai parlato di referendum (ma allora cos’era?) – che quello che ho fatto è perfettamente in linea col dettato della norma». Il consigliere, però, riconoscendogli capacità comunicative tipiche del raggiro, ha ricordato innanzitutto che in base a quanto stabilito dalla Carta Costituzionale, il voto è segreto; in secondo luogo, che le cose vanno fatte secondo forme, modi e tempi previsti dalla legge; infine, «censire il cittadino che ha espresso il proprio dissenso è fuori della democrazia e per questo è qualcosa di spregevole».

Valerio ha quindi sollevato la sua interrogazione, che verteva sulle periferie di Lucera: «In questi giorni di festa ho avuto la possibilità di girare per la città e posso garantirvi che c’era il degrado, la sporcizia, la quale interessa anche zone come Borgo San Giusto e le contrade Centrogallo, Seggio e Serrone, le quali sono sommerse dai rifiuti, la strada per Palmori, quella che va da Via delle porte Antiche al rione Cappuccini: non è pensabile che i campi debbano essere infestati dai rifiuti». Dunque, il consigliere ha chiesto quali siano le iniziative ulteriori che l’amministrazione intende nell’immediato prendere per cercare di ovviare a questo problema.
Il sindaco ha risposto che una delle misure che starebbero pensando di adottare è quella di mettere una barriera all’accesso dei Servizi Sociali «a chi viene colto in fragrante (forse in quel momento pensava alle crostate, ndr) nell’abbandono dei rifiuti». Valerio, però, ha chiarito che in ogni caso non è propria intenzione tornare ad un sistema di raccolta coi cassonetti: «Organizzate un tavolo tematico per permetterci di dare i nostri suggerimenti, anche se in verità su tanti argomenti in passato abbiamo espresso il nostro pensiero, ma ci avete sempre detto di no…».

Greta Notarangelo

 
 
 


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