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POLITICA
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Aggiornamenti su Servizi Sociali e sul Piano Sociale di Zona. Fabio Valerio incalza sull'argomento e su alcuni casi "tecnici"
L'idea "balzana" di un consorzio nel PsZ fa gridare alla "vergogna" il consigliere Valerio. Questi, poi, interroga anche su alcune questioni "tecniche" e sul project financing del cimitero

Lucera, 26.12.2017 – Quali aggiornamenti ci sono sulla questione legata ad un settore che nei primi tre anni e mezzo ha tutt’altro che brillato con l’amministrazione Tutolo? Le ultime notizie le abbiamo ricavate dalla seduta di Consiglio Comunale del 29 novembre scorso, quando l’assessore Michele Marucci ha voluto rispondere alla comunicazione fatta da Luigi Carmine Ziccardi rispetto sia rispetto al Piano di Zona che ai Servizi Sociali: «In questo momento siamo in una fase di risoluzione del problema: l’11 luglio mi sono preoccupato di chiedere al dirigente, dott. Cardillo, la disponibilità ad occuparsi di questa vicenda accettando il ruolo di responsabile dell’Ufficio di Piano. Ho messo in atto, dunque, un’azione tempestiva: dieci giorni fa abbiamo ricomposto quell’Ufficio, mentre domani pomeriggio ci sarà una nuova riunione del coordinamento istituzionale per sancire l’accordo in termini finanziari». Inoltre, dal momento che per Marucci vi sono differenze, tra i vari Comuni, che renderebbero disomogeneo l’Ambito in termini di esigenze sociali, «la soluzione più stabile è il consorzio», se i piccoli Comuni non dovessero rendersi autonomi. Paradossale che l’amministrazione in carica ricorra alla formula dei consorzi, proprio il sindaco che ai tempi del sindaco Pasquale Dotoli (2009-2014) da consigliere di opposizione si scagliava contro tali formule che definiva «i soliti carrozzoni politici». Ma è un Tutolo che ci ha abituati in fretta, a dire il vero, a smentire se stesso.
A parere di Fabio Valerio, però, pensare che possa esistere un sub-ambito dei Monti Dauni a Lucera è «fuori dal mondo», ma in ogni caso, la critica che quegli stessi Comuni rivolgono a quello di Lucera è la sua mancata leadership: «Questo Comune ha abdicato a favore di un commissariamento, quindi è stato un fallimento». Inoltre, per quanto concerne l’Ufficio di Piano, il consigliere ha ricordato che il dott. Università e la dott.ssa Candela dicono che dal 4 gennaio scorso il Comune di Lucera avrebbe dovuto designare i componenti, per non parlare della mancata programmazione futura a fronte dei pensionamenti: «Manca il programmatore dell’Ufficio di Piano, pertanto sicuramente tale incarico verrà affidato ad una consulenza esterna». L’interrogazione di Valerio, allora, è stata la seguente: «Il consorzio a chi giova? Dare risorse ad un soggetto terzo è una vergogna». Strano a dirsi, ma Valerio sembrava Tutolo ai tempi di Dotoli! Anche se il senso nel contesto di questo argomento è un tantino diverso, perché in effetti ricorrere ad un consorzio significherebbe snaturare il significato, la natura, il valore del Piano Sociale di Zona.


Fabio Valerio: Servizi Sociali e Piano Sociale di Zona

L’assessore, però, pur senza convincere granché, ha spiegato che il consorzio resterebbe pubblico, mentre per quanto concerne il discorso del personale, ha ammesso che l’emergenza è evidente: «Rispetto alle nuove regole, sicuramente assumeremo all’inizio dell’anno prossimo una nuova figura di assistente sociale ed in più ci sarà il ritorno della dott.ssa Croce dall’Ambito all’Ufficio dei Servizi Sociali non appena sarà trasferita tutta una serie di procedimenti in corso: se si comincia a ragionare in termini di Ambito e non di Comune, è tutto più semplice».


Fabio Valerio su incarichi ed elenco tecnici

Valerio ha poi sollevato una seconda interrogazione riguardante gli incarichi tecnici, ma prima ha ricordato al presidente che a marzo 2017 aveva fatto un’interrogazione ed a luglio ha ricevuto una comunicazione da parte dell’assessore Carmela Di Cesare nella quale diceva che gli uffici stavano predisponendo una risposta, ma sono passati sette mesi e questa ancora non arriva. Insomma: campa cavallo…, che l’erba cresce (ma tanto ci pensa il sindaco a toglierla con il suo tosa-erbe). Tornando alla questione degli incarichi ed in particolare all’incompatibilità del gruppo assessorile della Giunta, il consigliere ha chiesto se ci sia qualcuno che ai sensi dell’art. 78 del testo Unico riveste un ruolo «in maniera incauta»: la norma dice che chi è iscritto all’albo di ingegneri, geometri ed architetti deve evitare di esercitare attività professionali nel Comune in cui riveste il ruolo di assessore all’Urbanistica. «Vado, però, a vedere l’elenco – ha continuato – e noto che al 93º posto si trova l’assessore Di Croce: non sarebbe opportuno, allora, astenersi dall’albo dei professionisti fiduciari dell’amministrazione? Con questa delibera, infatti, si ostacolano tutti i professionisti lucerini che parteciperanno a bandi». Valerio ha quindi approfittato per chiedere perché nell’ambito del project financing sul cimitero si sarebbe dovuto fare un concorso di idee, mentre qui per quattro di questi non c’è stato: «Quando si statuisce un principio, si deve rispettare sempre; voi, invece, avete fatto l’esatto contrario rispetto a quella che è stata la vostra propaganda».
Di Croce, dal canto suo, ha dichiarato di aver sciolto nel 2014, appena fu eletto, lo studio associato con l’architetto Michele Zolli «per evidenti motivi di opportunità», infatti il suo ruolo non gli consente di accettare incarichi pubblici (però non si è preoccupato di comunicarlo all’arch. Antonio Lucera): «L’architetto Zolli non mi pare abbia avuto incarichi negli ultimi tre anni». Valerio, allora, ha tentato di far capire all’assessore che non gli costerebbe nulla fare una comunicazione (appunto!) per dire che non fa più parte di quell’ATP: «La potete depennare, è una questione di correttezza istituzionale». Riguardo, poi, alla problematica del sorteggio, a dire del consigliere, nell’ambito di ristrutturazioni di beni storici vincolati sono state pescate in molti casi persone con difficoltà oggettive ad espletare il ruolo di direttore dei lavori. A tal proposito, Valerio ha sentito dire che proprio quello che Di Croce giura essere l’ex socio nello studio, l’arch. Zolli (studio nel quale figurava anche la moglie dell’assessore), starebbe collaborando con la progettista per il convento Santa Caterina.

Greta Notarangelo

 
 
 


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