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POLITICA
Politica

Consiglio Comunale del 29 novembre… Le comunicazioni
Ziccardi sul flop della gestione dei servizi sociali e sul piano sociale di zona. Bizzarri sulle fascette delle sedute e sulle interrogazioni. Valerio e Bizzarri sui 5 ex autisti dello scuolabus esclusi dalle assunzioni del nuovo bando

Lucera, 03.12.2017 – Il consigliere del PD Luigi Carmine Ziccardi ha aperto la fase delle comunicazioni nel Consiglio Comunale dello scorso 29 novembre, al quale ancora una volta il pagnottaro non era presente. Voci di corridoio narrano di disaccordi del primo cittadino con il consigliere Vincenzo Checchia (suo cognato e cognato di uno dei cinque ex lavoratori del servizio scuolabus – a sua volta cognato del sindaco – esclusi dalla riassunzione nel nuovo bando di gara) il quale dopo tre anni e mezzo ha aperto bocca formulando un’interrogazione proprio sul tema trasporti indirizzata allo stesso sindaco ed all’assessore Michele Marucci tacciandoli di un lavoro «a dire il vero con effetti deludenti… Anzi molto deludenti». Ma di questo parleremo a parte.
Torniamo alle comunicazioni.
Alla luce degli ultimi accadimenti concernenti la questione del sociale a Lucera, il consigliere Ziccardi ha detto di credere di non essere smentito se afferma che con quest’amministrazione i servizi sociali nella città hanno cessato la loro attività: «Questi risultati sono più significativi se rapportati al quadro contenuto nel programma elettorale della Pagnotta, dove la precedente gestione di tale settore era definita mero esercizio retorico se non occasione di sperpero di denaro pubblico». Ziccardi ha quindi ricordato che il 6 ottobre 2016 in una nota della Regione Puglia si disponeva la chiusura formale del periodo commissariale per il 26 dello stesso mese; inoltre, da settembre dell’anno scorso risultava già sospesa l’azione di supporto tecnico-specialistico espletato dal dott. Emanuele Università. Nella medesima nota si indicava di procedere alla designazione del responsabile dell’Ufficio di Piano ed alla costituzione di quest’ultimo, di trasmettere una relazione dettagliata delle attività svolte dal commissario ad acta ed infine di procedere alla formale chiusura del commissariamento.


Comunicazione del consigliere Ziccardi

In realtà, però, la fase commissariale è terminata il 4 gennaio 2017, mentre il 26 ottobre di quest’anno con una nota del Comune di Lucera a firma del sindaco e dell’assessore ai Servizi Sociali si chiedeva al commissario di procedere entro tre giorni alla nomina del responsabile e dei componenti dell’Ufficio di Piano. A distanza di un anno da quella nota, dunque, il coordinamento istituzionale ha finalmente recepito le indicazioni della Regione, ma il consigliere si chiede a cosa sia dovuto questo ritardo (la nota regionale, infatti, parla altresì di comportamento “gravemente omissivo” da parte dell’amministrazione) e perché il dott. Salvatore Casasanta, componente dell’Ufficio, sia stato escluso dalle nomine a vantaggio di Sara Croce.


Comunicazione del consigliere Bizzarri

Il consigliere Giuseppe Bizzarri (Progetto Comune) è intervenuto per evidenziare che, a differenza del precedente Consiglio, questa volta il presidente è stato attento alle prerogative dei consiglieri comunali, dal momento che ha addirittura inviato a domicilio le fascette, segno che le ripetute reprimende accumulatesi in precedenza e le sollecitazioni dai banchi dell’opposizione hanno sortito gli effetti sperati. Il consigliere ha però chiesto a Luca Borrelli di fare attenzione anche alle risposte scritte alle interrogazioni, «che puntualmente non vengono fornite ai consiglieri», in quanto ad esempio egli stesso attendeva, per esempio, dall’assessore Giovanni Di Croce una risposta che «ormai non serve più, perché riguardava la questione della distanza tra fabbricati, che credo sia stata risolta nel frattempo con una sentenza del TAR». Ed anche in questo caso è evidente che quella interrogazione aveva smosso qualcosa.


Comunicazione del consigliere Valerio

Fabio Valerio (Forza Italia), invece, non ha nascosto il suo stato d’animo infelice nel partecipare al Consiglio, data «la delusione per una vicenda che si trascina da più di due anni e che ha visto la politica soccombere all’applicazione dei tecnicismi normativi»: il riferimento era al problema dei trasporti ed in particolare al momento in cui il consigliere è venuto a conoscenza della relativa sentenza, la quale ha sancito l’assunzione di sole quindici unità: «Quando l’ho saputo, mi sono vergognato di fare l’amministratore, eppure ne abbiamo dibattuto ampiamente, infatti il 7 febbraio 2015 il Prefetto ci disse qual era la strada da seguire, quindi la politica avrebbe dovuto osare ed invece ha abdicato». Pertanto, Valerio ha invitato il presidente a convocare una conferenza dei capigruppo per risolvere la situazione dei cinque dipendenti rimasti a casa. Per Bizzarri, tuttavia, la politica non ha abdicato in questo caso, «anzi ha scelto di non tutelare tutti i dipendenti e ha fatto ciò non ottemperando alle indicazioni che il Prefetto diede nell’incontro: in quell’occasione si doveva trovare la quadra rispetto ad un bando, così il Prefetto disse che il Comune si stava creando un problema che non esisteva», visto che bastava inserire nello stesso bando il monte ore. «La Giunta – ha continuato a spiegare il consigliere – ha deliberato la trasmissione di un appalto in Provincia che indicava nel numero di quindici i dipendenti da assumere, e questo non me lo riesco a spiegare, ma oggi credo che sarà difficile risolvere il problema: è stato un atto sbagliato rispetto al quale, peraltro, non ho sentito da parte dell’amministrazione nemmeno una dichiarazione pubblica di solidarietà».


Intervento del consigliere Bizzarri

D’altronde, come poteva esservi solidarietà se prima la questione era stata affrontata in maniera superficiale? E a nulla è valsa l’imbarazzante dichiarazione contenuta nell’interrogazione fatta – andando avanti nei lavori della seduta – dal consigliere Checchia menzionato nell’incipit, quando ha riferito di parlare a nome di tutta l’assise nell’esprimere quella solidarietà (prima non lo ha mai fatto nessuno della maggioranza, ecco perché crediamo che questi atti non debbano essere un motivo di opportunità politica né legati probabilmente da vincoli di appartenenza familiare, ma semplicemente forme di sensibilità umana), mentre in realtà spiccava ancor più quel «per quanto mi riguarda»

Greta Notarangelo

 
 
 


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