Guida all'uso
Forum
La redazione
Contatti
Links
Indicazioni utili
In giro per Lucera
Le attività
Strade e contrade
Luceriae Historia
Accade in Provincia


Arte
Letteratura
Musica
Religione
Filosofia
Psicologia
Sociologia
Gestalt
Teatro
Cinema
Televisione
Scienze
Diritto
Economia
Storia
Agricoltura
Ambiente
Mestieri
Fuori orario

Barzellette, detti,
aforismi, metafore e parodie…
Raccontate la vostra
 
POLITICA
Politica

Congresso Provinciale PD: Iaia Calvio ne fa una questione politica
La sfidante di Lia Azzarone al Congresso Provinciale di Capitanata del PD consegna a Facebook il suo manifesto politico per spiegare la sua candidatura

Foggia, 09.10.2017 – «Qualcuno sta già provando ad annacquare il significato politico del congresso, usando l’argomento dei buoni rapporti personali esistenti tra me e Lia Azzarone.
In questa vicenda, tutta politica, non c’entrano nulla le vicende personali.
Né quelle tra me e Lia, né quelle con chiunque altro.
Nessuno provi a confondere i piani, nel malcelato e maldestro tentativo di confondere gli iscritti.
Qui la questione è politica.
E dato che qui è in ballo la politica, o almeno mi auguro, è incontrovertibile che la mia mozione congressuale è in netta antitesi rispetto a quella di Lia Azzarone, che si pone in continuità con il segretario uscente.
La mia mozione è invece in aperta e netta discontinuità.
Perché, dopo averli denunciati, è arrivato il momento non più procrastinabile di mettere mano ai guasti, soprattutto in vista delle prossime elezioni politiche, quando si tratterà di proporsi agli elettori con un progetto di governo credibile e con candidati altrettanti credibili e autorevoli.
Perché non voglio più alleanze dettate da null’altro se non dalla necessità di garantire la vittoria di questo o quello.
Perché non ne posso più di alleanze che, pur essendo state utili per vincere, si sono rivelate del tutto inutili per costruire un’azione di governo lungimirante nell’interesse della collettività.
Non voglio più un partito frastornato dalla pratica del divide et impera, che ha asfaltato circoli e talenti, competenze e passione.
Non voglio più un partito ridotto a set dell’incontenibile protagonismo di pochi, con tutti gli altri a fare da comparse.
Non lo voglio più un partito in cui non si fanno più ragionamenti per convincere, ma al massimo si fa scouting tra chi al potere già ci sta pur di stare al potere e non importa chi è, da dove viene e, soprattuto, dove vuole andare.
Non lo voglio più un partito in cui la ricerca del consenso si costruisce non sulle questioni politiche, ma sul posizionamento di uomini e donne “fedeli” in posti di controllo e di comando nevralgici.
Non lo voglio più un partito in cui più del talento politico conta la supina fedeltà a questo o a quel padrone del vapore.
Non lo voglio più un partito in cui il rapporto è verticale con il capo, quando invece la politica dovrebbe scorrere in orizzontale tra membri di una comunità.
Non lo voglio più un partito assente sui grandi temi della Capitanata, perché questo pezzo di Puglia non è e non può essere solo l’aeroporto Gino Lisa.
Non lo voglio più un partito che raccoglie gruppi di interessi contraddittori.
Non lo voglio più un partito che ha totalmente dimenticato i suoi circoli e, in alcuni casi, li ha mortificati, soffocando l’empito partecipativo dei suoi iscritti, rei di non essere “amici” del potente di turno.
Non lo voglio più un partito taxi, dove chiunque sale e dopo aver conquistato l’agognato scranno arrivederci a tutti, senza manco dire grazie.
Non lo voglio più un partito che in seno a uno stesso consiglio comunale sta seduto in maggioranza e contemporaneamente all’opposizione, con tanto di benedizione di qualcuno e a scapito dei nostri elettori e militanti.
Io voglio un partito in cui siano debellati l’immobilismo e quel rampantismo di nuovo conio, tutto all’insegna di una sfrenata cupidigia di cariche e incarichi spesso concentrati a dismisura nelle mani di pochi.
Io voglio un partito in cui la rigenerazione non sia solo di facciata: non è il giovanilismo la diga contro il gattopardismo più sfacciato.
Io voglio un partito che sia un luogo inclusivo e aperto, in cui la militanza torni a essere un valore e la palestra nella quale allenare una classe dirigente nuova, all’altezza del compito, appassionata, preparata, a servizio della collettività.
Io voglio un partito non a servizio degli eletti e serventi rispetto a un loro presunto diritto alla ricandidatura.
Io voglio un partito con gli eletti al suo servizio e a servizio della gente.
Io voglio un partito finalmente liberato dalle faide e dalle rivalse.
Io voglio un partito comunità, che si riconnetta con la società civile e non con pezzi di cosiddetto civismo, che poi altro non sono che pezzi di ceto politico riciclato.
Io voglio un partito che abbia il coraggio di osare e di compiere scelte coerenti con i valori del centrosinistra.
Io voglio un partito che sappia elaborare un progetto generale, un’idea di futuro capace di radicarsi nel corpo vivo della società.
Io voglio un partito luogo delle idee e non del conflitto.
Io voglio un partito che stimoli il confronto democratico anche veemente, ma purché sia sulle questioni che riguardano le donne e gli uomini di questo pezzo di Puglia.
Un partito in netta discontinuità con ciò che finora è stato.
Un partito diverso da quello proposto dall’altra mozione.
Dunque, niente “SOLE CUORE AMORE”.
Questo è il congresso del Partito Democratico ed è sull’idea di partito che vogliamo che dovrà esserci il confronto tra le mozioni.
Un confronto anche pubblico, se Lia vorrà.
Parliamo di POLITICA.
Il resto, una volta garantito il fair play, non c’entra nulla».

Iaia Calvio

 
 
 


Scrivete
al Frizzo

Le lettere
al Frizzo

Fedro e dintorni
Fiabe e racconti seguiti da un breve commento

…u kunde
nannurke
i ditte de
tatarusse
parle kume t'ha
fatte mammete
Altri servizi

Luoghi da visitare
Il Pensatoio
Vendo & Compro
Alla ricerca di…
Newsletter
F.A.Q.