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POLITICA
Politica

L'opposizione spiega perché abbia lasciato il Consiglio Comunale
Conferenza stampa a tutto spiano da parte del gruppo di opposizione che ha lasciato alla maggioranza "l'onore" del palcoscenico per raggiungere al piano superiore di Palazzo Mozzagrugno la vecchia, cara sala consiliare

Lucera, 03.10.2017 – Durante l’ultimo Consiglio Comunale Leonardo Del Gaudio, in qualità di capogruppo consiliare del PD, ha comunicato in prima istanza la non partecipazione alla stessa seduta per una serie di disattenzioni riguardanti il funzionamento del Consiglio, ed anche l’opposizione ha condiviso la scelta del loro gruppo. Proprio Del Gaudio, introducendo la conferenza stampa dell’opposizione tenutasi all’interno dell’aula consiliare mentre i lavori del Consiglio erano ancora in corso sul palcoscenico del Teatro Garibaldi, ha fatto notare che gli argomenti all’o.d.g. erano rilevanti, però «bisogna che si dia una bacchettata a quest’amministrazione, laddove sono sempre stati loro a difendere la legalità e la trasparenza». Come ha osservato il consigliere, il regolamento per lo svolgimento del Consiglio Comunale nell’ultima seduta è stato completamente disatteso, infatti ventiquattr’ore prima della seduta in prima convocazione minoranza e maggioranza non avevano ancora a disposizione alcuna fascetta, mentre il pomeriggio del lunedì precedente era stata addirittura convocata attraverso un SMS una conferenza dei capigruppo per l’indomani alle 12.00: in essa si era discusso della possibilità di inserire un ulteriore accapo all’o.d.g. che però doveva ancora essere liquidato dalla Commissione Consiliare che si sarebbe riunita il pomeriggio dello stesso giorno. Per finire, l’ultima fascetta è arrivata addirittura alle 13.20 del giorno in cui avrebbe avuto luogo il Consiglio.
Giuseppe Bizzarri ha detto invece di ritenere che peraltro nel corso della seduta vi fosse stato una sorta di sgarbo istituzionale mosso nei confronti della minoranza: «Innanzitutto, va rilevato che non è la prima volta che episodi di questo tipo si verificano, e più volte abbiamo esortato il presidente a controllare che le prerogative dei consiglieri venissero rispettate, ma sotto questo profilo non siamo stati ascoltati e lo prova il fatto che spesso le fascette con i documenti non ci vengono fornite in tempo». Quel giorno, però, c’è stato un quid in più, ovvero un argomento portato con urgenza relativo alla modifica del regolamento sugli scuolabus, necessaria in quanto la soluzione a quel problema tecnico avrebbe consentito di far ripartire a breve il servizio: «Circa quell’argomento, noi dell’opposizione ci eravamo detti disponibili a partecipare alla votazione chiedendo semplicemente che venisse invertito l’o.d.g., in modo da dare il nostro contributo a quella fascetta che ritenevamo assolutamente necessaria; in caso contrario, avremmo abbandonato l’aula in segno di protesta (così infatti è stato, ndr)». Ormai, però, come ha evidenziato lo stesso Bizzarri, questo andazzo della mancanza di rispetto delle regole e della superficialità dell’attuale amministrazione si sta verificando in tutti i settori, ad esempio nell’ambito dei servizi sociali, dove si registrano continuamente le lamentele dei cittadini e degli utenti che si trovano ad interloquire con gli uffici preposti senza avere alcun tipo di riscontro.


Il video della conferenza stampa

Inoltre, in quell’ambito vengono continuamente persi finanziamenti, mentre il ReD (Reddito di Dignità), misura importante promulgata dalla Regione Puglia, per il Comune di Lucera non esiste, infatti si sono persi otto mesi di stipendi per persone con difficoltà economiche. Sempre a proposito di servizi sociali, sono ormai noti gli avvisi di garanzia che hanno colpito il sindaco e la prima Giunta: a seguito di ciò, il pagnottaro ha tenuto una conferenza stampa, non a Lucera però, bensì in Provincia (ha preferito scappare, insomma: alla faccia della trasparenza!). A riguardo Bizzarri ha detto di augurarsi, ovviamente, che l’indagine si concluda con l’assoluzione o con un’archiviazione: «Non andremo certo in piazza ad agitare le folle, perché teniamo sempre a ricordare che non siamo la Pagnotta. In effetti, l’idea di fare la conferenza a Foggia è un po’ strana, quando sarebbe stato opportuno che si svolgesse in un contesto che vedesse la partecipazione della città, considerato soprattutto come lui è diventato sindaco, ragion per cui in quest’occasione non avrebbe dovuto tradire la sua natura di essere a contatto con la gente». In ogni caso, il sindaco sostiene di essere sereno, ma qui più che di serenità si tratta, a parere del consigliere, di superficialità. La questione, infatti, nasce da un recupero di alcune somme fatte nei confronti di un ex dipendente comunale, il dott. Dante Guida, il quale aveva avanzato un ricorso per decreto ingiuntivo nei confronti del Comune sostenendo di essere in credito di alcuni importi; il Comune si è poi costituito in quel giudizio sostenendo non solo che lui non avesse diritto ad avere le somme per le quali aveva attivato la procedura monitoria, ma che avesse anche un debito, nei confronti dello stesso Comune, di circa 21.000 euro. Ebbene, questo giudizio si è concluso con il rigetto di entrambe le domande, ma per Bizzarri c’è un aspetto impensabile in questa vicenda: «Come può una Giunta Municipale arrivare a fare una trattenuta sullo stipendio di un dipendente senza averne titoli? Eppure, mi pare che in Giunta non ci siano persone non istruite…».

Da un po’ di tempo, però, vi era acrimonia tra il sindaco ed il dott. Guida, pare per la sostituzione di quest’ultimo con Serafina Croce. In ogni caso, secondo il consigliere se dovesse esservi un rinvio a giudizio dopo l’eventuale conclusione delle indagini, il Comune per un discorso di coerenza si dovrebbe costituire parte civile. Il consigliere ha anche sottolineato che in tale ambito avverrebbero «cose strane» da quando è stato nominato il commissario ad acta per comporre l’Ufficio di Piano, infatti sono due anni che quest’attività non viene espletata ed il commissario costa comunque 4.500,00 Euro: «Ci sono qui profili di responsabilità contabile: perché l’amministrazione non interviene? È una violazione della legalità, quando ci sono funzionari di Comuni limitrofi che hanno dichiarato la disponibilità a comporre quell’ufficio». Il consigliere ha concluso facendo notare un aspetto: «Quella di oggi è solo un’esemplificazione formale della superficialità della gestione amministrativa, perché oggi placidamente hanno ammesso che le fascette a volte sono pronte, ma non ce le mandano».
Restando nell’ambito della superficialità pagnottara, di recente Simona Dell’Osso ha scritto al Prefetto, in quanto com’è noto si stanno celebrando i Consigli Comunali in un luogo non adibito al loro svolgimento, ovvero il Teatro Garibaldi. In realtà, la lettera era già stata inviata a gennaio 2016, a firma di tutti i consiglieri di opposizione, all’ex Prefetto Maria Tirone, ma a distanza di un anno non è cambiato nulla, dunque Dell’Osso ha ritenuto opportuno inviarla nuovamente per chiedere l’intervento del nuovo capo del Governo Territoriale: il sindaco, rispondendo su un giornale provinciale, ha detto che l’aula consiliare è inagibile, ma in realtà, come ha evidenziato il consigliere, non esiste nessun documento che dichiari questo. Per quanto concerne invece la convocazione delle sedute consiliari, l’unico Consiglio convocato in seconda convocazione di mattina è stato quello del 24 agosto, quando (ma guarda un po’?) il sindaco si è recato, oltretutto senza informare l’assise, alla conferenza di servizi della Biogestioni Srl, laddove sarebbe bastata la presenza del delegato provinciale all’Ambiente e consigliere comunale di Lucera Giuseppe Pitta. «Quella conferenza – ha osservato in merito Bizzarri – è durata circa un’oretta, quindi dopo il sindaco avrebbe avuto tutto il tempo di tornare in Consiglio. Abbiamo interpretato quest’atteggiamento con una volontà composita: innanzitutto quella di escluderci dalla stessa conferenza, ed in secondo luogo è stato un modo per sfuggire ad una seduta in cui si aspettava che ci sarebbero state forti polemiche, come quelle sulla vicenda legata alle dimissioni dell’ing. Tommaso Piemontese (che parlò di ragioni «etiche e morali», ndr) che lo costrinsero a lasciare e su quel post inerente al tritacarne di qualche giorno prima, rispetto al quale alcuni suoi storici sostenitori avevano preso le distanze».
Insomma, il sindaco probabilmente una cosa la sa fare bene: tirarsi fuori dagli impicci!

Greta Notarangelo

 
 
 


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