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POLITICA
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Bizzarri chiede della Manzoni. E sul compostaggio a San Severo manda in bambola il sindaco
Il consigliere di opposizione gli ricorda la vicenda del nuovo impianto di compostaggio alla ex Safab e il sindaco preferisce parlare sempre dei problemi della Bioecoagrim. Ma una nota della Regione di ieri mette in imbarazzo sia Tutolo che Miglio

Lucera, 12.05.2017 «Presidente, non so perché le interrogazioni dei consiglieri di maggioranza mi ricordano i fratelli De Rege della Commedia dell’Arte, ma adesso veniamo a quelle non preparate»: così ha esordito il consigliere Giuseppe Bizzarri nell’ultimo Consiglio Comunale del 26 aprile scorso (guarda la playlist video) in riferimento all’interrogazione – “da Carmen a Carmen” – sollevata (o meglio, telefonata) da Carmen Antonetti e rivolta all’assessore Carmen Di Cesare. «Quando le facevo io da consigliere di maggioranza – ha continuato Bizzarri – puntualmente litigavo con gli assessori perché si lamentavano del fatto che non li avevo avvertiti, ma oggi noto che è stato fatto un passo avanti perché stavolta l’assessore Di Cesare ha imparato il discorso a memoria, mentre l’altra volta aveva il foglietto».
Con la sua prima interrogazione il consigliere è tornato sulla vicenda della scuola “Manzoni”: a seguito dell’ordinanza è stato presentato un esposto in Procura finalizzato ad accertare eventuali responsabilità in relazione a delle irregolarità, dunque Bizzarri ha chiesto se sullo stabile, dal momento che gli alunni sono stati trasferiti all’ITET “Vittorio Emanuele III”, siano state fatte nel frattempo delle verifiche di carattere statico, se siano state accertate con i tecnici del Comune delle responsabilità in relazione ai lavori oggetto dell’esposto, se si sia verificato che l’istituto Ragioneria abbia il requisito di sostenibilità sismica e soprattutto quali siano, a questo punto, le intenzioni dell’amministrazione rispetto ai corpi di fabbrica interessati. «Riguardo all’esposto – ha risposto il sindaco pagnottaro –, non abbiamo fatto accertamenti; riguardo ai corpi di fabbrica, si stanno facendo i lavori per renderli adeguati alla previsione normativa; le verifiche sulla scuola saranno fatte alla fine».


Le interrogazioni di Giuseppe Bizzarri

La seconda interrogazione concerneva il discorso “puzza” e gli impianti di compostaggio. Com’è noto, il sindaco è stato delegato provinciale all’Ambiente per due anni fino a qualche mese fa e si è occupato della famosa questione della Bioecoagrim: «Ricordiamo tutti quel tentativo, fatto dalla Provincia, di acquisto all’asta di una parte dell’impianto, ma il tema è che in quell’occasione lei ed il Presidente Francesco Miglio parlaste della necessità di rendere pubblici gli impianti di compostaggio in quanto ciò avrebbe avvantaggiato la collettività». Di recente, però, è stata data l’autorizzazione per un impianto di compostaggio nel comune di San Severo, in particolare nell’area ex Safab, la cui distanza da Lucera è circa la stessa di Bioecoagrim. Allora il consigliere ha chiesto se quand’era delegato il sindaco fosse a conoscenza della pendenza di questa procedura, peraltro approvata in tempi piuttosto veloci, o se si occupasse unicamente di Bioecoagrim; se il Comune di Lucera fosse stato invitato a partecipare alle relative conferenze di servizi in qualità di comune interessato e, se sì, come si fosse pronunciato in quell’occasione; infine, quali intenzioni l’amministrazione abbia rispetto a tale impianto: «Volete adottare iniziative di qualsiasi tipo o chiuderete Bioecoagrim d’estate e comunque sentiremo la puzza di quest’altro impianto alla ex Safab?». Riguardo al nuovo impianto, il pagnottaro ha detto che se quando entrerà in funzione creerà problemi (certificando quindi che prima si può realizzare l’investimento e, a cose fatte, iniziare a eventualmente a contestarne la gestione), «è chiaro che verrà attenzionato alla stessa identica maniera dell’altro, ma tutti sanno (tutti chi?, ndr) che i problemi di Bioecoagrim sono di cattiva gestione, e lo dice l’ARPA, non io». Bizzarri, però, ha affermato di non sentirsi assolutamente soddisfatto, in quanto l’impianto non si poteva impedire come Comune di Lucera, ma il consigliere gli aveva chiesto se il sindaco ne fosse a conoscenza in qualità di delegato: «A me pare che l’attenzione di quest’amministrazione sia stata interamente focalizzata su quel problema della Bioecoagrim che peraltro non è stato risolto, poiché la procedura per la ralizzazione di un impianto anaerobico sembra ancora di là da venire».
Ma il pagnottaro, chiaramente in difficoltà, pur di non ammettere i propri errori, cerca come al solito di trovare colpevoli anche laddove non ve ne sono, così la storia continua…
Ed intanto, mentre voci di corridoio raccontano di un Emiliano furibondo con Miglio e Tutolo, è appena di ieri una nota di specificazione della Regione Puglia a proposito dell’impianto di compostaggio di San Severo: «Con riferimento all’impianto di compostaggio che dovrebbe realizzarsi a San Severo per iniziativa di una società privata, la Regione Puglia intende specificare che il suddetto progetto, sottoposto ad iter autorizzativo provinciale, non rientra nel vigente piano regionale dei rifiuti. Il piano, attualmente in fase di riscrittura ad opera del dipartimento Ambiente e dell’Agenzia regionale rifiuti, prevede in agro di San Severo un impianto di compostaggio pubblico con capacità di trattamento di 25.000 ton annue di frazione organica. Le linee guida di revisione del piano recepite nel documento preliminare approvato dalla Giunta regionale qualche giorno fa, indicano chiaramente che l’impiantistica dovrà avere, preferibilmente  natura pubblica e l’individuazione dei siti dove collocare gli impianti dovrà, necessariamente, prevedere un processo di condivisione con il territorio. La realizzazione degli impianti che consentano la chiusura del ciclo dei rifiuti costituisce un passaggio fondamentale per raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata previsti dalla normativa nazionale e comunitaria. Le scelte impiantistiche private non condivise con la Regione e con la neonata agenzia non faranno mai parte del nuovo piano regionale dei rifiuti».

Greta Notarangelo

 
 
 


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