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POLITICA
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Il PD di Lucera non vuole Emiliano perché non vuole Tutolo & Co.
Emiliano a Lucera registra una sonora sconfitta: è terzo dopo Renzi e Orlando. Fallimento totale dei tutoliani surclassati persino da Alessandro Pitocco che incassa più voti nella prima delle tre liste collegate ad Emiliano. Il PD a Lucera ha ora l'occasione per cambiare rotta rispetto al passato

Lucera, 01.05.2017 – L'esito delle Primarie del Partito Democratico a Lucera è inequivocabilmente impietoso nei confronti di Michele Emiliano non tanto per il governatore della regione Puglia quanto per il fatto che questi abbia intessuto da tre anni a questa parte "affettuosi" rapporti con il sindaco di Lucera e i suoi sodali della maggioranza, spesso per il tramite di Raffaele Piemontese e Leonardo Di Gioia, rendendo quindi spesso difficile ed imbarazzante riuscire a proporre un PD locale in veste di opposizione in seno al Consiglio Comunale.
Va detto innanzitutto che l'allarmismo lanciato proprio da un comunicato provinciale del partito a prestare particolare attenzione allo svolgimento delle Primarie a Lucera e Cerignola, così come preoccupato appello dello stesso Emiliano via social network a denunciare eventuali anomalie ed illegalità davanti ai seggi sono andati a farsi benedire almeno per quanto riguarda il centro federiciano, la cui popolazione di elettori (1.398 in tutto) ha mostrato garbo e accortezza nelle operazioni di voto. Molto ci sarebbe da dire, invero, sul comportamento alquanto disdicevole messo in mostra da alcuni componenti la maggioranza che fa capo al sindaco Tutolo: silenziosi e timorosi hanno cercato comunque di portare scompiglio nel PD senza riuscirvi, nel tentativo di chiamare a raccolta quanta più gente possibile per far piacere a Michelone e magari gridare alla fine l'ennesima "T'é fà capace!". Operazione vana, visto poi com'è andata alla chiusura delle operazioni di scrutinio delle tre urne. Sono loro, adesso, che dovranno leccarsi le ferite ed abbassare la cresta rottamando la supponenza messa in rassegna in questi anni. Dovranno farsi capaci sì!
Riavvolgendo il nastro, va ricordato che dagli organi provinciali del PD (il solito Piemontese a quanto sembra, lo stesso che presso la sede del circolo PD si era affacciato soltanto per controllare che tutto funzionasse secondo i desiderata durante il voto del congresso cittadino che ha poi eletto Ernesto Giannetta, il segretario che ieri si è affacciato in mattinata per poi scappare in quanto colpito da un lutto in famiglia) si è provato a spostare la partecipazioni alle Primarie nelle piazze e nelle strade allestendo dei gazebo anziché organizzare il tutto presso la sede del partito in Piazzetta Del Vecchio. È circolata voce, infatti, che Tutolo avesse manifestato perplessità allo stesso Emiliano (o a chi per lui) circa il fatto che i "suoi" (non quelli più stretti, a quanto pare, ma la – ormai inesistente? – ciurmaglia) avrebbero incontrato una certa difficoltà (diciamo "timidezza") a portarsi corpo (e anima?) presso il circolo degli odiati nemici di una vita, gli stessi che in passato hanno espresso sindaci a dire dello stesso Tutolo "maiali", mentre sotto qualche gazebo e tra la gente ci si sarebbe potuti confondere meglio. Evidentemente la scusa era buona per nascondere un indice di gradimento dell'attuale sindaco sempre più in picchiata da parte della popolazione. Ma Tutolo dovrebbe a questo punto tener fede alla promessa avanzata mesi fa (una delle solite cadute nel vuoto) e riscattarsi facendo capire come e quando si darà una mossa per avviare quella consultazione (egli stesso ne fissò il termine per il mese di maggio 2017) referendaria affermando che se non avesse riacciuffato le ottomila preferenze circa del primo turno delle elezioni del 2014 avrebbe battuto in ritirata. Fa ancora in tempo, visto che maggio è appena iniziato.


Lo spoglio e i commenti a caldo dopo l'esito

Tornando alla location delle Primarie, la segreteria del Circolo "G. Parracino" di Lucera non si è persa d'animo ed ha risposto (questo va riconosciuto) in un modo impeccabile: aprire una sezione in un locale adiacente alla sede principale accessibile soltanto ai tesserati del partito, quindi riservare la sede del circolo ad altre due postazioni (dalla A alla I e dalla L alla Z) presso cui potessero recarsi i non iscritti al PD.
Una mossa azzeccata, perché ha permesso, dopo lo spoglio serale avvenuto successivamente alle ore 20:00, di capire quale gradimento esprimesse la segreteria cittadina nei confronti dei tre candidati alla segreteria nazionale: Matteo Renzi, Andrea Orlando e Michele Emiliano. Allo stesso modo le due urne per i non iscritti avrebbero emesso un verdetto sul peso della maggioranza che governa a Palazzo di Città nei confronti di Emiliano, fermo restando che in gioco, sempre per il presidente della Regione Puglia, entrava un'altra variante che faceva capo ad Alessandro Pitocco.

Una Waterloo

Andando a leggere il risultato fornito dalla sezione degli iscritti emerge appunto un rifiuto nei confronti di Emiliano da parte del PD lucerino. Infatti su 421 iscritti hanno votato 367 tesserati che, a parte una scheda bianca e 5 nulle, hanno riconosciuto 252 preferenze a Renzi, 103 ad Orlando ed appena 6 voti al governatore pugliese. Un dato inconfutabile, un messaggio che vuol dire: "Caro Emiliano, sono costretto a non riconoscerti perché in questi tre anni di amministrazione hai dimenticato che il tuo partito, il PD, era seduto tra i banchi dell'opposizione ma non ha potuto fare opposizione convinta a Tutolo per colpa tua che con Tutolo amoreggiavi".

Spostandosi ad analizzare, invece, il risultato della altre due urne, quelle riservate ai non iscritti, appare anche in quel caso palese che le azioni dei tutoliani e di Pitocco non hanno inciso, tant'è che hanno fatto registrare la terza ed ultima posizione di Emiliano, uscito così sconfitto a Lucera. Un segnale fortissimo del partito e in controtendenza rispetto al dato dei centri della Capitanata, destinato quasi certamente a cambiare il corso dell'atteggiamento politico-amministrativo della locale segreteria del PD. Alla fine Renzi è uscito vittorioso con 617 voti, Orlando secondo con 434 ed Emiliano terzo con 314. Le schede bianche in totale sono state 5 e quelle nulle 30.

Ancor più vale la pena evidenziare che delle tre liste collegate a Michelone, quella che ha incassato più preferenze è stata "Emiliano per l'Italia" con 169 voti, lista a quanto pare rappresentata dal gruppo facente capo ad Alessandro Pitocco. Considerando che la lista "Noi per Emiliano" ha incassato 106 preferenze e che "La Puglia per Emiliano" ne ha contate 39, pur volendo sommare i due ultimi valori – portando la cifra a 145 – attribuendoli entrambi all'entourage tutoliano, la débâcle del sindaco assume il tono di una sconfitta ancor più cocente. Il declino dell'uomo delle grandi promesse lucerine, quindi, prosegue inesorabilmente. Ed Emiliano non potrà che prendere atto di ciò. Quello di Tutolo è un esercito ridotto a parenti ed amici, visto che per cercare di spingere il carrozzone di Emiliano il sindaco è arrivato a far votare sua moglie che a sua volta ha portato qualche amica; che gli assessori ed i consiglieri della maggioranza si son convinti a mandare presso il seggio delle Primarie, al cospetto delle bandiere e delle insegne dell'odiato-amato Partito Democratico, mariti (quello di Francesca Niro, di Carmela Di Cesare, di Immacolata Cibelli), mogli (quella del sindaco, dell'assessore Giovanni Di Croce), suocere e suoceri, cugine, cognate, sorelle, fratelli (quello di Raffaele La Vecchia, Mario, sparito dalle scene "sinistrorse" dopo averci sguazzato per anni senza essersi mai accorto quanto fossero "maiali", per dirla col sindaco), e qualche amico strettissimo, padri (quello di Giuseppe Pitta e di Luca Borrelli) e madri, mentre la ciurma vera sta abbandonando (e da tempo, ormai) la nave pagnottara al suo destino.
Che pena facevano certi amministratori! Scorgerli in alcuni momenti agli angoli delle strade ad elemosinare qualche voto e ad attendere qualche parente o amico.
Cose che facevano i "maiali" in occasione di campagne elettorali ben più impegnative.

Roberto Notarangelo

 
 
 


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