Suoli 167: la Corte dei Conti chiede lumi sulla mancata ipotesi di riscossione: Dotoli e Di Ianni si dicono tranquilli
Un fatto curioso: Antonio Chiella segnalava la mancata riscossione dei conguagli e parlava di «danno erariale» schierandosi a difese dell'Ente di Palazzo Mozzagrugno, mentre egli stesso figura tra coloro che si oppongono alla riscossione dell'indennizzo dei suoli
Lucera, 02.02.2012 - «In caso di violazione di norme legislative, regolamentari e statutarie, il sottoscritto, ai sensi del richiamato articolo 49 dello Statuto comunale, chiede alla S.V. di “verificare se sussistano motivi e condizioni per assumere direttamente la tutela dell’interesse dell’Ente, entro i termini di legge”, anche in presenza di una esplicita richiesta inviata con la richiamata raccomandata a.r. in data 11-1-2008, (senza ricevere risposta dal sindaco pro tempore!!!), riaffermata con la presente azione popolare (art. 9 T.U. n. 267/2000 e art. 49 dello Statuto comunale), finalizzata precipuamente ad interrompere la decorrenza del termine di prescrizione eventualmente da avviarsi innanzi al giudice contabile in ipotesi di danno erariale per dolo o colpa grave».
Si tratta della chiusura di una lettera che Antonio Chiella inviò al Frizzo e che fu pubblicata il 4 dicembre 2008. Chiella tornò sull'argomento a settembre del 2009 scrivendo alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Puglia ed oggi, precisamente lo scorso 11 gennaio (guarda caso lo stesso giorno in cui il TAR entrava nel merito del ricorso presentato dal Comitato della 167 presieduto da Pasquale Bevere e difeso dall'avvocato Fabrizio Lofoco, mentre si attende di conoscere gli esiti della sentenza entro 90 giorni), giunge al Comune di Lucera, sulla scrivania del Segretario Comunale Dr. Raffaele Mario Maccarone dalla stessa Corte dei Conti di Bari, una lettera avente ad oggetto la «deliberazione di C.C. nr. 61 del 30.09.2003: mancata riscossione di conguagli. Presunto danno erariale». La raccomandata a firma del Vice Procuratore Generale Dr. Antonio D'Amato e datata 9 gennaio 2012 così recita: «In riferimento all'esposto redatto, nel settembre 2009, dal sig. Antonio Chiella e trasmesso anche a codesta Amministrazione, si chiede alla S.V. di relazionare in merito all'ipotesi di mancata riscossione dei conguagli disposta dal Consiglio Comunale con deliberazione nr. 61 del 30.09.2003 (quella approvata dall'amministrazione Labbate e che quantificava l'indennizzo dei suoli per il diritto di superficie e di proprietà, ndr), avendo cura di trasmettere copia della sentenza del C.d.S. nr. 5953/08. Pertanto, ai fini di giustizia, ai sensi dell'art. 74 R.D. n. 1214/1934 e degli artt. 2 e 5 della L. 19/1994, delego la S.V. all'adempimento del predetto incombente istruttorio, assegnando il termine di 30 gg. dal ricevimento della presente richiesta». La sentenza del CdS a cui si fa riferimento, come molti ricorderanno, è quella che ha portato poi ad un discusso e controverso "art. 21" approvato in Consiglio Comunale ed alla successiva (e contestata) transazione con i Capobianco. Il periodo era più o meno quello: fine 2009 appunto.
Ora, il fatto alquanto curioso, evidenziato dall'assessore al Bilancio del Comune di Lucera Raffaele Di Ianni durante la seduta consiliare dello scorso 23 gennaio (guarda la sequenza integrale dei video – quello in questione è il clip della 22ª parte), è che proprio Antonio Chiella segnalava la mancata riscossione dei conguagli e parlava di «danno erariale» schierandosi a difese dell'Ente di Palazzo Mozzagrugno da una parte, mentre egli stesso figura tra coloro che si oppongono alla riscossione dell'indennizzo dei suoli facendo parte del Comitato della 167. Insomma, una sorta di Dr. Jekyll e Mr. Hyde, anche se è lo stesso presidente Pasquale Bevere a far presente che al momento in cui Chiella partorì quella lettera inviata alla Corte dei Conti non faceva parte del Comitato 167. «A volte – ha affermato Di Ianni – io vedo personaggi che stanno sia da una parte che dall'altra: in un momento ci chiedono di non essere vessatori nei confronti degli abitanti della 167, in un altro mandano un esposto perché noi non abbiamo provveduto alla riscossione di questi conguagli. Ognuno si assuma le proprie responsabilità. Noi non potevamo che mettere in atto un deliberato e quelle che sono sentenze passate in giudicato. Ogni possibilità di procurare un qualsivoglia beneficio agli abitanti della 167 ci è stata preclusa». Subito dopo Pietro Scioscia (la cui interrogazione dava la stura alla discussione), che ha evidenziato come «molti residenti non hanno aderito al percorso intrapreso dal Comitato e vorrebbero risolvere la questione». Di qui il suggerimento, atti alla mano, su quanto fatto da altri comuni come quello di Bari (leggi l'articolo).
Il sindaco: «Aspettiamo la sentenza»
…e comunque «non credo ci siano più spazi di discussione»
«Questa amministrazione, al pari di tutte le altre, di altri comuni – ha riferito il sindaco Pasquale Dotoli raggiunto al telefono dalla nostra reazione –, si è dovuta mettere in movimento rispetto ad una pressione sempre più forte della Corte dei Conti, anche in virtù del federalismo fiscale. Ora non è che l'amministrazione abbia fatto un atto di Giunta o di Consiglio Comunale pe intimare la riscossione di queste somme, è stato il dirigente che, ovviamente, doveva dar seguito a quell'atto di indirizzo mettendo in atto le procedure di sua competenza. La Corte dei Conti con questa lettera non fa altro che confermare quello che ha sempre sostenuto. Il Comitato della 167 ha presentato il ricorso e vedremo quella che sarà la sentenza. Io non credo che ci siano spazi di discussione».
Abbiamo chiesto a Dotoli perché, a suo modo di vedere, la Corte dei Conti ha chiesto anche copia della sentenza del C.d.S. nr. 5953/08, meglio conosciuto come "Sentenza Capobianco". «Ah, non lo so… Questo è un altro fatto strano, un altro paradosso. Il geom. Ciro Tibello dice che i parametri di valutazione sono elevati, ma Tibello è stato anche il consulente tecnico di parte di Capobianco facendo lievitare i costi degli espropri. Quindi – ha precisato il sindaco – da una parte dice che gli abitanti devono pagare molto meno, dall'altra, con quella consulenza tecnica di parte, va a sostenere un indennizzo più elevato. La Corte dei Conti, con una pressione continua e motivata, chiede perché non incassiamo quelle somme. C'è stata una delibera di Consiglio Comunale. È stata impugnata. Va in giudicato. Si esprime il Giudice… Cosa devi fare più a quel punto? Non è che a me fa piacere che paghino… C'è un dato di fatto oggettivo, mentre si cerca di far passare il messaggio che l'amministrazione sta cercando di prendere soldi che non le spettano. Ci sono persone che fin dall'inizio avrebbero messo da parte delle somme perché evidentemente sapevano che un giorno bisognava pagare, così come oggi ci sono persone che hanno deciso di chiudere la questione riscattando sia il diritto di superficie che quello di proprietà».
Pasquale Bevere: «La delibera 61/2003 è stata annullata dalla 11/2004»
Abbiamo sentito al telefono anche il presidente del Comitato della 167, Pasquale Bevere, il quale ha subito tenuto a sottolineare che «la delibera di Consiglio Comunale 61/2003 non esiste più, perché è stata oggetto di ricorso al TAR da parte di Massariello Rosa ed il Comune di Lucera ha revocato quella delibera generando la nr. 11/2004 perché nella 61 i conteggi erano sbagliati e sono stati quindi rideterminati così come da sentenza del TAR Puglia dell'epoca». Ma in cosa consiste il ricorso attuale, invece? «Dice che se non sono stati conclusi gli espropri e, quindi, se il Comune di Lucera non ha ancora pagato tutto, come fa a dire che i calcoli sono definitivi?». Anche a Bevere abbiamo chiesto un suo parere sulla richiesta della copia della sentenza del C.d.S. nr. 5953/08: «Quella sentenza dice che sono nulli tutti gli atti fatti dalla variante del 1999 in poi e che non potevano essere soggetti a rogito. L'amministrazione hanno sanato quella questione con una conferenza di servizi nel novembre 2009». E come giudica il fatto che un cittadino (Chiella, ndr) scrive alla Corte dei Conti nel 2009, sollecitando la mancata riscossione dei conguagli fino ad ipotizzare un danno erariale, mentre lo stesso è componente del Comitato della 167 che si oppone oggi a quella riscossione? Addirittura si schierava a favore dei Capobianco parlando di «inutile "accanimento" nei loro confronti poiché l'attuazione del PEEP e tutti gli atti connessi e consequenziali non sono stati legali!!!»: «Chiella è oggi nel Comitato – ha risposto Bevere –, ma nel 2009 era un signor nessuno». Quindi avrebbe cambiato posizione? «La posizione che assume oggi è quella del Comitato». Poi ha aggiunto, tornando sulla "Sentenza Capobianco": «Il Comune di Lucera, dopo la sentenza del CdS nr. 5953/08, non poteva fare una conferenza di servizi con l'art. 21, perché parliamo di una variante a tutti gli effetti». Per Bevere il Comune di Lucera ha qualche problema: «La riscossione, per esempio: sinceramente, non capisco perché non l'abbia ancora fatta avendo il titolo esecutivo. A giugno ci ha fatto la richiesta. A settembre il TAR non ha dato la sospensiva. La Giunta ha fatto un atto di indirizzo al dirigente per la sospensione o per procrastinare la questione al 31 ottobre 2011. Invece il Dr. Cardillo non ha inteso firmare la proroga ed è finita lì. Ora di fatto Cardillo, se vuole, può mettere in esecuzione il titolo e non si capisce perché non lo fa, visto che il TAR non ha concesso la sospensiva. Il merito è un fatto, il pagamento è un altro fatto». E perché secondo Lei non l'ha fatto? «Probabilmente pensano che con la sentenza del merito finisca il discorso. Se sono sicuri che le cose stiano fatte bene, perché non vanno avanti? Se il TAR dovesse rilevare che c'è un difetto di giurisdizione, cosa fa il dirigente, aspetta il giudizio civile? Noi abbiamo due strade: Consiglio di Stato e giudizio ordinario civile. Il TAR Puglia già nel 2004 si è pronunciato sullo stesso oggetto e riguardo al ricorso di Massariello Rosa. Quindi il difetto di giurisdizione ci sarebbe dovuto essere già allora? Stiamo parlando di una sezione diversa, ma relatore è stato lo stesso giudice sia nel 2004 che oggi e che, nella fase di merito, non lo è più». La vicenda insomma, si profila sempre più lunga. Bevere chiude ricordando quanto riferito dal sindaco: «Quando afferma che il tavolo tecnico non c'è stato per colpa nostra è falso».
Aspettando la sentenza di merito…
Roberto Notarangelo