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L'IdV di Lucera a Congresso in quel di Roma. E su Craxi precisa…
Le interrogazioni di Vincenzo Forte durante il Consiglio Comunale del 29 gennaio scorso

Lucera, 06.02.2010 - Dopo il grande flop fatto registrare nel giorno della commemorazione di Craxi presso il Teatro Garibaldi (una quindicina tra nostalgici e compagnia bella) ecco giungere una nota dell'IDV a firma del locale coordinatore Vincenzo Leccese che ricorda la propria presenza «al congresso nazionale a Roma che si sta tenendo, nei giorni del 5, 6 e 7 febbraio, ove verranno eletti il coordinaztore nazionale dei giovani (under 35) la coordinatrice nazionale delle donne ed il coordinatore nazionale del partito, ruolo attualmente ricoperto dall’on. Antonio Di Pietro. Al Congresso Nazionale – continua il comunicato – parteciperanno oltre 3000 delegati provenienti da tutta Italia. Anche Lucera esprime due delegati al congresso nazionale, con diritto di voto, eletti nella recente assemblea provinciale, nella persona del coordinatore cittadino avv. Vincenzo Leccese e del presidente del circolo cittadino ed ex consigliere IDV Luciano Russo.
Al Congresso parteciperà in ogni caso anche il consiglio direttivo del partito, che farà sentire una forte rappresentanza di Lucera al congresso nazionale».

La redazione

La questione Craxi

«Con l’occasione l’IDV di Lucera sente forte il bisogno di prendere posizione sulla vicenda celebrativa dell’on. Craxi. Com’è noto in queste ultime settimane. in occasione del decennale della scomparsa di Craxi in Italia, ha tenuto e tiene banco presso i media e nel dibattito politico un tentativo forzato ed interessato di revisionismo storico. Si è cercato e si cerca ad ogni costo di dare una lettura del craxismo, che è cosa ben diversa dal socialismo, tesa a dare lustro all’on.Bettino Craxi. La nostalgia purtroppo gioca brutti scherzi, perché tende ad edulcorare i ricordi annullando tutto ciò che di negativo c’è stato in passato cercando di riesumare presunti meriti di un altrettanto presunto grande statista, annullando di fatto e facendo passare in secondo piano la vicenda umana-giudiziaria dell’uomo-politico Craxi.
In primo luogo l’Italia dei Valori di Lucera dice NO al considerare Craxi come una vittima del sistema giudiziario. In quegli anni, parliamo della fine degli anni ‘80 ed inizi ‘90 del secolo appena trascorso, il sistema della corruzione politico-giudiziaria era dilagante. Vivo è in chi scrive il ricordo di Tangentopoli, allorquando da matricola universaria assistevo ad un’autentica azione giudiziaria senza precedenti che ha osato sfidare il potere a viso aperto. Ricordo che le indagini furono sì rivolte principalmente nei confronti di PSI e DC, ma anche nei confronti di qualche esponente comunista. A chi sostiene che le indagini furono impari rispondo che esse colpirono principalmente i partiti detentori delle posizioni di potere. Non potevano certamente essere colpiti in egual misura i liberali, i repubblicani che avevano una gestione marginale e residuale del potere, né tanto più il Movimento Sociale - Destra Nazionale che era fuori dall’arco costituzionale, quindi una forza di opposizione al potere. Anzi, se la memoria non mi inganna proprio alcuni esponenti dell’allora movimento sociale a guida Rauti, dove un giovane Gianfranco Fini stava per conquistare la leadership, con esponenti come La Russa ed altri, plaudiva all’operato della magistratura e del pool di Milano, che avevano finalmente posto le basi per l’affossamento di un sistema di corruzione. Ora, gli stessi che prima plaudivano all’operto della magistratura e che nessuno osava definire giustizialisti, sono pronti per ragioni meramente politiche e strumentali a cambiare opinione a riguardo. L’unico che si è sempre battuto a difesa di Bettino è Berlusconi per le ovvie e arcinote ragioni di tipo economico-imprenditoriale. L’unico a dover essere grato al PSI è proprio l’attuale Presidente del Consiglio. Ma su questo sono stati scritti fiumi d’inchiostro.
Per tornare all’attualità si cerca di far passare il teorema (tutti colpevoli, nessun colpevole), già applicato per lo scandalo del Banco Ambrosiano, che dimostra che la casta quando può tende ad autoproteggersi e a conservarsi (non è forse vero che non si parla più nel dibattito politico di restituire il diritto di eleggere i propri candidati, mentre le liste sono ancora bloccate alle politiche e le candidature vengono decise dalle segreterie dei partititi? Ma questo è un altro tema).
Senza volersi accanire contro nessuno è bene ricordare che la magistratura appartiene all’ordine giudiziario; essa, oltre ad essere indipendente, sovrana e soggetta solo alla legge è anche AMMINISTRATA IN NOME DEL POPOLO (art. 101 della Costituzione). Questo lo dovrebbero ricordare tutti quelli che ritengono che solo il Parlamento sia espressione del popolo (peraltro così non è ad oggi per le ragioni appena dette, legate alle liste bloccate). Anzi, in questo sistema dove si vuole spingere sempre più verso un rafforzamento del governo e dell’esecutivo, va ancor più dato un contrappeso al Parlamento e al controllo della magistratura.
Detto questo e tornando a Craxi, proprio perché la magistratura è amministrata in nome del popolo e la legge è uguale per tutti, è bene che ogni cittadino sia soggetto al rispetto della legge e perciò al controllo della magistratura. Perché per Bettino Craxi non doveva essere così? C’è stata una sentenza di condanna che si è cercato di far rispettare, ma l’on. Craxi si è sottratto alla giustizia, andando al di fuori dell’ITALIA, ragion per cui è corretto giuridicamente definirlo un latitante (anche se si tratta di una latitanza anomala dal momento che tutti sapevano dove era) e non un esiliato. L’Italia non ha espulso o cacciato nessuno, ma ha cercato di applicare la legge sulla base di una sentenza di condanna emessa nel nome del popolo Italiano. Quindi l’Italia dei Valori che si batte per la legalità e l’uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge non accetta alcuna forma di riabilitazione giudiziaria dell’ex leader del socialismo italiano.
Cosa parzialmente diversa è la vicenda politica. Politicamente si può discutere sulla sua figura. In questo L’IDV di Lucera concorda con quanto affermato dall’on. Donadi e dal partito nazionale:

1) sul piano dei tempi scelti per aprire il dibattito IDV ha sottolineato la strumentalità e comunque l’inopportunità dal momento che si è prossimi ad una competizione elettorale regionale;
2) Sul piano del merito è tutto da discutere che la sua figura sia complessivamente positiva. Gli anni a gestione Craxi non erano forse quelli delle pensioni baby a 19 anni di contribuzione?! Non erano quelli dell’indebitamento pubblico forsennato e clientelare, che ha portato l’ITALIA ad aumentarlo a dismisura?! Non erano gli anni delle politiche dell’assistenzialismo clientelare e della spesa pubblica fuori controllo? L’unico merito umano e non politico che io mi sento di riconoscere all’on. Craxi, è legato al caso Moro: il tentativo di liberare Aldo Moro al di là della ragion di Stato e delle ragioni comunque di principio. In questo lui guardò all’uomo e gliene va dato atto. Moro si poteva salvare seguendo questa logica.

Ma nulla più di questo. Sul piatto della bilancia tra meriti e demeriti e sulle conseguenze delle scelte politiche socialiste sulle future generazioni non si può che dare un giudizio negativo. Qualsiasi serio economista, anche di sinistra o comunque di matrice keynesiana lo riconoscerebbe. Peraltro lo stesso Keynes aveva concepito e ritenuto valida la politica dell’aumento del debito solo per periodi brevi e medi al fine di far aumentare la domanda di consumi, ma si rendeva conto dell’impatto catastrofico per le finanze pubbliche se concepita per lungo periodo. Ciò che invece incautamente è successo in Italia in quegli anni. Se non fosse stato per l’Unione Europea ed i suoi vincoli e per il rigore necessario e responsabile di Romano Prodi, forse saremmo ancora dinanzi ad una politica dell’irresponsabilità e non della responsabilità.
In conclusione, vi sarete accorti che molte delle cose ivi scritte sono note, soprattutto a chi ha fatto studi giuridici ed economici o a chi ha seguito attentamente la politica negli ultimi 25 anni. Tuttavia è bene che quando si rievocano personaggi e situazioni del passato lo si faccia sempre contestualizzando e dando il maggior numero di informazioni possibili, attenendosi ai fatti per quanto possibile.
Quello cui si assiste oggi, invece, è la mistificazione della realtà, il servilismo al potere e nei confronti del potere, il tentativo di imporre il pensiero unico, la riduzione degli spazi di democrazia diretta e partecipata, il tentativo di cambiare la causa con gli effetti (ad esempio Berlusconi non è la vittima della giustizia ma è più volte processato perché vi sono più imputazioni nei suoi confronti, più reati che si assume che lo stesso abbia commesso; perciò è indagato, processato e condannato se colpevole).
“Ma tutto questo Alice non lo sa” per usare le parole di De Gregori, dove Alice è la gente (siamo noi) distratti, confusi e disorientati dalla disinformazione e quando consapevoli veniamo in varie forme messi a tacere ed oscurati con una nuova forma di censura che è la censura mediatica. Ciò che non si vede e non si ode non esiste, non c’è, e comunque non conta.
L’Italia dei Valori naturalmente anche per le ragioni dette si dissocia dalle celebrazioni che avvengono in questi giorni in onore dell’on. Craxi a Lucera, e non si riconosce in quei Lucerini che accolgono CRAXI ed il Craxismo come un fenomeno socio-politico e di costume morale ed etico positivo per Lucera e per l’Italia».

Italia dei Valori
Il coordinatore di Lucera
Avv. Vincenzo Leccese



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