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POLITICA

Dopo tre Giunte sul modello dei Commissari Prefettizi si va verso la Giunta politica
La quasi conferma è arrivata durante la conferenza stampa di fine anno del Sindaco che a questo punto potrebbe azzerare dopo aver avuto la certezza dei nuovi nomi

Lucera, 31.12.2010 - Molti non eletti in casa PdL potrebbero, a questo punto, finalmente fare il loro meritato ingresso in Consiglio comunale o in Sala Giunta. Diversi i nomi che circolano: Antonio Pitocco o Vincenzo De Peppo ai Lavori Pubblici, Vito Maggi alla Cultura e Pubblica Istruzione (alla quale potrebbe essere riaccorpata la delega allo Sport, con buona pace del confusionario Andrea Bernardi che potrebbe conservare solo l'assessorato ai Servizi Sociali). Entrerebbero nella compagine (tra i membri dell'esecutivo o tra i banchi dell'assise consiliare) Francesco Paolo Calabria, Tommaso Iatesta, Carlo Trommacco
Ma procediamo con ordine e focalizziamo l'attenzione sul momento politico della conferenza stampa tenuta da Pasquale Dotoli lo scorso 30 dicembre 2010, dalle ore 17:30 alle ore 19:00, in Sala Giunta a Palazzo Mozzagrugno, alla presenza non della stampa (come avrebbe dovuto essere) ma anche di numerosissimi amministratori bene attenti a quello che avrebbe detto il Primo Cittadino ed anche di qualche componente politico di partiti e liste civiche.
È risultato abbastanza chiaro che l'operato dell'amministrazione Dotoli e delle tre Giunte che si sono susseguite in questi 18 mesi è stato più o meno simile a quello che in fondo si sarebbe limitato a fare un Commissario Straordinario (ordinaria amministrazione, si direbbe), con la differenza non trascurabile, però, che si sarebbero risparmiati un po' di soldini tra indennità e gettoni di presenza (anche se in quest'ultimo caso non è detto che si proceda alla liquidazione visto il procedimento di accertamento e delle indagini che starebbe operando la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lucera). Un'altra differenza da non sottovalutare rispetto alla gestione di un Commissario Straordinario sta nel fatto che i numerosi errori commessi o accumulati dall'amministrazione Dotoli non sarebbero stati commessi. Errori che lo stesso Dotoli ha ammesso (rifiutandosi, però, di dire quali nonostante la richiesta di colleghi dell'informazione). Dotoli si è addirittura spinto fino a dire di essere il primo a non aver timore di riconoscere gli errori fatti, salvo poi fuggire di fronte a chi gli ha chiesto di ricordare almeno una volta in cui l'abbia fatto.
Si aggiunga, infine, che l'amministrazione in carica (e le tre Giunte in 18 mesi) ha "creato" poco o addirittura niente, limitandosi in tanti casi a proseguire il cammino già avviato da altri, ma nello stesso tempo inciampando in più punti su tante questioni.
Ci sarebbe poi da discutere anche sul rendimento di Dotoli nelle vesti di consigliere provinciale a beneficio della città di Lucera: fin qui ha prodotto la recente conferma di Lello Di Ianni quale revisore dei conti a Palazzo Dogana.
Ma questa è un'altra storia.

Rumors giornalistici? Mah!

Comunque sia, sta di fatto che le notizie trapelate giorni fa circa una lettera di lamentele di Antonio Pitocco, indirizzata al Sindaco ed a quanto pare condivisa da un nutrito gruppo consiliare pidiellino (più della metà, si dice), nella quale lo stesso Pitocco avrebbe manifestato l'intenzione di rimettere la sua carica di capogruppo e la conseguente richiesta di azzeramento dell'esecutivo (perché è un dato di fatto che l'azione politico-amministrativa non stia incontrando il gradimento generale della città) ha creato imbarazzo dentro il PdL stesso e nella maggioranza. E d'altra parte non ci vuole certo la zingara per rendersi conto, ad esempio, che quattro assessori su cinque sino esterni (Ruggiero Corvino, Francesco Ienco, Germano Benincaso e Mario Marucci). Il solo che si è messo in gioco, rinunciando alla sua elezione a Consigliere comunale per accettare la poltrona di assessore all'Urbanistica ed Assetto del Territorio, è stato Mario Alfonso Follieri che ha permesso, così, l'ingresso in aula consiliare del primo dei non eletti Michele Barisciani. Ecco allora farsi spazio – dopo che proprio il PdL, con la nomina del neo coordinatore cittadino Giuseppe De Sabato, ha ripreso a darsi una linea politica chiamando nel direttivo tutti i non eletti – l'idea che l'amministrazione abbia bisogno di una spinta propulsiva più politica e meno personalistica ed improvvisata. È stato lo stesso Sindaco, d'altra parte, a dire che i suoi tre esecutivi e l'amministrazione abbiano peccato di una certa inesperienza in questa prima fase del mandato ed ha cercato di fuorviare l'argomento prima con frasi fatte, del tipo «…la politica negli ultimi anni a Lucera vive momenti di forte fibrillazione» oppure affermando che «…anche l'amministrazione Labbate nel 2002-2007 ha avuto una girandola di coalizioni e di uomini», quindi minimizzando nel definire le questioni (evidenti) interne al PdL ed all'amministrazione dei «…rumors giornalistici». Ha cercato, invece, di salvarsi quando ha ammesso di non volersi nascondere dietro il dito e che «…siccome sono un uomo del PdL e partecipo alle riunioni del mio partito, è chiaro che c'è una discussione in atto, ma questa non va nella direzione della rivisitazione ipotizzata».

«È una verifica amministrativa». E Benincaso…

Parla di «…verifica amministrativa tra le forze di maggioranza», Dotoli, «…rispetto alle linee programmatiche per rendersi conto di quel che è stato fatto e di ciò che resta da fare, perché abbiamo il dovere, dopo un anno e mezzo, di mettere un punto fermo e confrontare le cose fatte con quelle che ci eravamo preposti di fare». Al Primo Cittadino non risulta che Pitocco abbia chiesto, per iscritto, l'azzeramento della Giunta ed abbia rimesso nelle mani del partito la sua nomina di capogruppo.
Nonostante ciò, la Dotoli quater è nell'aria. Altrimenti non si spiegherebbe la reazione, a microfoni spenti, il giorno successivo alla conferenza stampa del Sindaco, dell'assessore Germano Benincaso, che si sarebbe lasciato scappare un «…no, sono io che me ne vado, semmai… Qui ogni due mesi c'è sempre qualcuno che vuole rivedere qualcosa». Sembrerebbe quasi un voler anticipare le mosse future e già scritte in fondo, anche se c'è chi giurerebbe che l'uomo del teatro in vernacolo lucerino resterebbe al suo posto, anche perché pare che goda delle garanzie e della stima professionale del Presidente della Provincia di Foggia, Antonio Pepe.

Come se non bastasse, con l'ingresso della componente del prof. Mario Cardillo nell'UDC (con il consigliere Luigi De Vicariis), Dotoli potrebbe trovarsi anche di fronte all'accettazione in Giunta di coloro i quali, nel momento della presentazione delle liste alle elezioni comunali del 2009, erano stati "accolti" e "ripudiati" (politicamente, si capisce) nel contempo. Immaginate che se anche Mario Massariello dovesse trovarsi ad aiutare il cammino politico-amministrativo di Pasquale Dotoli o salvarlo da eventuali sgambetti interni, non è escluso che quest'ultimo si possa trovare di fronte all'eventualità di inserire in Giunta nientemeno che Peppino Labbate.
Fantapolitica?
A me pare proprio di no.

Roberto Notarangelo



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