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Palazzo Dogana: la verifica a dopo le regionali
Conferenza stampa del PdL provinciale sulla situazione in Provincia dopo l'estromissione dei due assessori dell'UDC
Foggia, 23.02.2010 - La conferenza stampa del PdL tenuta lo scorso 22 febbraio presso la segreteria del capoluogo, al terzo piano di via Perrone, è servita al coordinatore Gabriele Mazzone, al vice coordinatore Antonio Chieffo e al capogruppo consiliare del partito alla Provincia, Paolo Mongiello, per far luce su quella che era ormai da tempo una decisione annunciata: mettere fuori dalla Giunta i due assessori perché la scelta alle regionali «è squisitamente politica e non ha nulla a che vedere con la territorialità» e in special modo con la Provincia. I comuni sono un'altra cosa, perché le alleanze negli enti locali hanno seguito un percorso diverso e restano.
È un Mazzone «dispiaciuto per le dichiarazioni di Franco Di Giuseppe che rischiano di mettere a dura prova i rapporti umani più che quelli politici», e che ha comunque apprezzato il lavoro svolto fin qui dai colleghi di Giunta oggi non più nell'esecutivo.
«Abbiamo dovuto attendere più del dovuto l'UDC che non ha mostrato buona volontà per tentare di allentare la tensione», ma «ormai se ne parlava da mesi» ha affermato il coordinatore provinciale del PdL e assessore nella Giunta Pepe a Palazzo Dogana che ha aggiunto: «Forse bisognava aspettare ancora», magari fino a dopo le regionali «per non concedere alibi al partito di Casini». Quello stesso Pierferdinando che avrebbe in animo «il disegno di impedire al centrodestra di tornare a governare la Puglia».
Mazzone però ha anche evidenziato: «Se era proprio l'UDC a volere la revoca dei propri assessori, potevano autosospendersi», ricordando che «comunque il problema di rivisitazione dell'esecutivo si poneva comunque dal momento che l'UDC aveva perso Santaniello e Marinacci». E a chi fosse venuto in mente di parlare di Giunta inadeguata, Gabriele Mazzone fa rilevare che «è quella più virtuosa di tutto il Paese». Ecco perché «la stima al Presidente Antonio Pepe si rafforza». Infatti ha ricordato il lavoro di Area Vasta, il Piano Triennale delle strade, la formazione e la grave eredità lasciataci dal centrosinistra riguardo ai 127 precari, «per non parlare dei problemi legati alla Diomede, all'Aracne». Situazioni onerose, insomma, «che ci hanno portato a vedere il problema dal punto di vista umano e tentare di portare a conclusione il processo di stabilizzazione di tutti i precari».
La maggioranza comunque resta in piedi, con 17 consiglieri. La verifica ci sarà, ma dopo le regionali. Le due deleghe rimaste vuote? Saranno di Pepe e deciderà lui stesso.
«Il gruppo consiliare del PdL pose il problema della incompatibilità dell'UDC non certo per una questione di poltrone». Così ha esordito Paolo Mongiello che ha rimarcato: «L'UDC è incompatibile con la posizione assunta alle regionali», così come ha sottolineato che il partito di Casini e Cesa «sottoscrisse, al ballottaggio, un accordo alle provinciali e chiese ai suoi elettori di votare Pepe. Oggi chiede a quegli stessi elettori di votare una terza via, che ha l'effetto esclusivo di favorire il centrosinistra». Un posizione «ambigua», quella dell'UDC, «evidenziata sin dal 7 luglio del 2009, quando si decise di aprire la verifica» ha poi detto il capogruppo del PdL a Palazzo Dogana.
Alla fine è emerso come il Presidente della Provincia abbia vissuto con disagio la non facile situazione trascinatasi per mesi, ma Gabriele Mazzone ha assicurato che «Pepe è ancor più convinto di andare avanti». Resta l'obiettivo, da parte del PdL e di tutto il centrodestra, di dedicarsi all'atavico problema del distacco tra l'esecutivo e gli eletti, «un fatto che interessa tutte le amministrazioni, d'altra parte» ha ammesso il coordinatore provinciale del PdL, «ma è già prevista, da parte nostra, una stima di collegamento tra le parti».
Roberto Notarangelo
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