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Lucera e la Regione: i temi e le sfide secondo Giuseppe De Sabato
Intervista al candidato del PdL di Lucera per la Regione Puglia

Lucera, 25.02.2010 - Giuseppe De Sabato, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Foggia, lucerino e candidato consigliere nel PdL alla Regione Puglia, interviene su tante questioni che in questi giorni di pre-campagna elettorale stanno tenendo banco sul piano della competizione e del confronto tra le forze in campo, il centrodestra che candida alla carica di Governatore regionale Rocco Palese e il centrosinistra che lo fa riproponendo, dopo le primarie, ancora Nichi Vendola. Tra i due si incunea Adriana Poli Bortone per l’alleanza di centro che vede concorrere alle elezioni, insieme, il movimento “Io Sud” e l’UDC di Pierferdinando Casini e di Lorenzo Cesa. Un’incognita che alla fine potrebbe risultare determinante e fare da classico ago della bilancia.
I temi cruciali affrontati da De Sabato in una intervista rilasciata al Frizzo riguardano le risorse idriche, l’agricoltura, la sanità, le energie alternative e il nucleare, la pressione fiscale, il salario sociale, il turismo, per terminare con quello che è il suo mondo: la scuola e tutte le tematiche ad essa connesse. Ma anche questioni legate agli accadimenti politici, come quello che ha visto la cosiddetta "area moderata" prendere una terza via.
I sostenitori di De Sabato a Lucera hanno aperto ben sette punti di incontro con gli elettori: via Gramsci 10, piazza R. Bonghi 14, via A. Sannitica 31/A e 31/C, via Scarano 14, via Petrucci 11-13-15 (zona Lucera Due), via Firenze e via Roma.

D.: Dott. De Sabato, cominciamo con un bene preziosissimo per la Puglia e soprattutto per la Provincia di Foggia, in considerazione del fatto che l’agricoltura rappresenterà la vera sfida del futuro governo regionale. La Cisl ha messo in evidenza l’importanza della risorsa idrica, per esempio, sostenendo che vanno al più presto utilizzati i 65 milioni di Euro – pena la perdita del finanziamento – a disposizione per la realizzazione della diga di Piano dei Limiti.
R.: «L’acqua è un bene fondamentale per lo sviluppo della Capitanata, motivo per cui vanno al più presto risolti gli ostacoli che fino ad ora hanno impedito di poter realizzare il secondo invaso. Occorre tutelare il paesaggio e le aspettative dei nostri agricoltori per evitare diversità di trattamenti con i proprietari dei terreni ricadenti nella regione Molise. Ma la questione idrica non può far dimenticare le promesse che Vendola ha disatteso in questi cinque anni sul fronte dell’Acquedotto Pugliese che continua a disperdere importanti risorse nel sottosuolo senza registrare alcun intervento, anzi facendo registrare un dispendio inutile di risorse economiche che non risolvono nulla».

D.: Sanità. Fitto ha detto: «Il centrosinistra aveva promesso un nuovo piano sanitario, ma è in vigore quello varato 5 anni fa dal centrodestra».
R.: «Sulla sanità in rapporto alla qualità della prestazione e ai costi che gravano sui contribuenti pugliesi c’è poco da dire (o sicuramente molto) lascio ai cittadini giudicare l’ingiudicabile disastro del governo di centrosinistra che ha affossato la qualità del servizio e impoverito il bilancio della Regione. Vedo un futuro a tinte fosche nel campo sanitario. Mi auguro che il 30 marzo la Puglia possa voltare pagina in questo delicato servizio per i cittadini. Intanto mi giunge voce che Vendola sarà a Lucera il 2 marzo prossimo per inaugurare l’UTIC. Solo campagna elettorale, una visita di facciata perché durante quella visita dovrà ricordare i corposi finanziamenti fatti arrivare grazie alla Giunta Fitto per realizzare quel reparto di cardiologia. Ma Vendola si guarderà bene dal ricordare ciò. E mi giunge addirittura voce che presso il Lastaria stiano provvedendo, “di urgenza”, alla pitturazione delle pareti negli ambienti interessati dal percorso della visita. Sarei curioso di sapere cosa ne pensano i miei concittadini di questa operazione di sperpero per preparare l'accoglienza di un candidato».

D.: Il ministro pugliese, poi, in tema di energie alternative e nucleare ritiene che il governo debba andare avanti, ma anche che «la Puglia ha già dato», spiazzando così «qualche demagogo dell’ambiente».
R.: «In materia di energie alternative e sulla questione del nucleare occorre che si apra un confronto serio con i cittadini, gli imprenditori, il mondo agricolo e, perché no, con gli ambientalisti. Ma il tutto deve avvenire senza alcun pregiudizio di sorte avendo a mente l’esigenza di ridurre i costi energetici e fare della nostra Puglia un ponte di sbarco per l’innovazione in questo settore strategico».

D.: L’ex governatore ha messo in risalto temi cruciali che Vendola e la sinistra non hanno saputo affrontare in questi 5 anni di governo alla Regione Puglia: i disoccupati che non hanno mai “visto” il salario sociale; la pressione fiscale che ha portato a pagare metano e benzina più che nel resto del Paese per coprire i buchi della sanità lasciati dal governatore uscente e dal centrosinistra; le imprese tartassate dall’Irap elevatissima; il centrosinistra che ha sperperato 38 milioni in consulenze…
R.: «Sono temi e lacune che ormai tutti i pugliesi hanno avuto modo di apprendere dai mezzi di informazione e dallo svuotamento delle proprie tasche. Frutto di una politica populista e dissennata. È mancato un serio programma di riforme, un programma di sviluppo del territorio, una attenzione verso il mondo agricolo cui demagogicamente si è cercato di convincere che le colpe ricadevano sul governo nazionale. La verità è diversa lo sperpero nella sanità e nelle politiche "pseudo assistenzialistiche" ha causato buchi enormi nel bilancio che hanno impedito di avere quella attenzione necessaria verso i settori importanti quali l'agricoltura e l'impresa che da soli potevano invece risultare il volano per la soluzione dei problemi occupazionali e di reale sviluppo della regione».

D.: I Fondi per le Aree Sottosviluppate: dei vecchi tre miliardi la Regione Puglia ne avrebbe utilizzato solo uno. Per le notti bianche sarebbero stati subito trovati e spesi dei soldi in gran quantità. Intanto, per altre prospettive di sviluppo le risorse economiche sarebbero rimaste nel cassetto (come i 54 milioni destinati all’Ilva e al risanamento del quartiere Tamburi di Taranto.
R.: «Anche sull’utilizzo dei fondi ci sarebbe tanto da dire: in effetti immediato è stato l’utilizzo per gli interventi che facevano “audience” ma poco sviluppo, mentre su quelli destinati al mondo della produzione si è fatto poco o niente. È la chiara dimostrazione che la politica non si fa con le poesie, ma con i fatti concreti, perché la gente vuole i fatti».

D.: Turismo. 6,5 milioni di Euro per 3 notti bianche e «centinaia di milioni per promuovere la Puglia in Puglia e non in Italia e all'estero» ha detto Palese.
R.: «Il turismo deve rappresentare per la Puglia la punta dell’iceberg di una politica per il territorio e per la valorizzazione delle risorse artistiche, storiche e naturali della regione: penso al Gargano, dimenticato dal governo Vendola; penso al Subappennino senza alcun intervento teso alla valorizzazione del vasto patrimonio boschivo e rurale; penso alle città, come Lucera, ricche di storia e di tesori artistici: è mancata una politica turistica itinerante e di sistema fra i vari centri. Penso in definitiva che nel settore turistico la Puglia abbia vissuto di iniziative autoreferenziali tese ad alimentare gli amici degli amici e non il territorio».

D.: Il progetto di governo futuro rispetto al mondo imprenditoriale e l’importanza di aver annoverato tra le fila del centrodestra e del PdL Nicola de Bartolomeo, presidente degli industriali pugliesi.
R.: «Gli imprenditori devono fare di più per questa regione, devono rischiare di più, devono essere i portavoce della innovazione. La Regione deve aiutare le imprese in questa attività, deve facilitare le azioni di investimento, deve burocratizzare gli apparati, semplificare le procedure, decidere e legiferare in modo celere con politiche attive. Solo da questo incontro sinergico si potrà realizzare quelle opportunità di sviluppo che realizzano occupazione stabile e benessere economico e sociale per il paese. L’ingresso di una personalità di spicco come de Bartolomeo nello scenario del centrodestra vuol dire esperienza e competenza che non possono che tornare utili alla Puglia».

D.: Palazzo Dogana. I due assessori dell’UDC alla Provincia sono stati revocati. L’UDC garganico invita a «rompere le alleanze con il PdL nelle amministrazioni comunali», mentre Mazzone ha detto che «le alleanze nei comuni restano».
R.: «L’UDC in questi 5 anni ha fatto una energica opposizione al governo di centrosinistra alla Regione Puglia, non condividendo la politica di interventi realizzata dal Governatore Vendola. Vi erano, quindi, tutte le premesse per realizzare una significativa alleanza in questa competizione elettorale e dare alla Puglia un governo di svolta e di sviluppo. Purtroppo questo non è stato, come non si è avuta identica veduta programmatica nel Comune di Foggia, pur avendo anche qui l’UDC fatta una dura opposizione al sindaco Ciliberti. Sono, pertanto, incomprensibili le scelte operate; scelte che isolano una parte importante dell’elettorato moderato-cattolico. Sono convinto comunque che nonostante queste incomprensioni alla fine prevarrà il buon senso perché è prioritario l’interesse dei cittadini e dei pugliesi».

D.: Il mondo della cooperazione sociale nel contesto provinciale e lucerino: pregi e difetti di situazioni e contesti a confronto.
R.: «I piani di zona – che, devo sottolineare, nascono con il governo Fitto – hanno rappresentato una svolta epocale nelle politiche sociali del paese. Però devo notare che è mancata una regia provinciale. Le iniziative, fra l’altro, che dovevano consentire a tutti i comuni ricadenti nell’ambito sociale di avere stessi servizi per i cittadini non hanno soddisfatto e realizzato tali finalità. Spesso gli egoismi campanilistici, la finalizzazione delle risorse decise già a livello regionale e non rispondenti alle esigenze diverse dei comuni, ha ingessato gli interventi. Ancor più le risorse confluite nei bilanci dei comuni capofila hanno comportato non pochi problemi di gestione per i vincoli di bilancio imposti agli enti locali. Bisogna pensare a qualcosa di diverso per la gestione che svincoli l’utilizzo delle risorse dalle pastoie di bilancio dei comuni».

D.: Chiudiamo con un argomento a Lei molto vicino, la scuola e la Capitanata: temi attualissimi come sport, bullismo, famiglia, formazione, lavoro.
R.: «La riforma del titolo V della Costituzione porterà dal 1º settembre 2010 alla realizzazione del federalismo nella scuola. Le norme sui docenti e il personale ATA resteranno di competenza statale, l'assegnazione del personale alle scuole sarà di competenza regionale. Le norme generali sui livelli essenziali dell'istruzione resta nella competenza statale,la programmazione dell'offerta di istruzione e formazione passa integralmente alle regioni. Alla regione passa la gestione del personale delle scuole, e si tratterà di una dipendenza funzionale, mentre la dipendenza organica resta allo stato.
La prossima legislatura regionale sarà fortemente impegnata su questi temi e forte sarà la responsabilità delle regioni nel settore dell'istruzione e formazione. La scuola da sempre rappresenta un settore trainante per lo sviluppo di un paese, vi è molto da fare e molto da investire. Non credo che siano necessari interventi sporadici che non risolvono le questioni aperte del personale precario. Se la regione vuole effettivamente innalzare il livello di apprendimento dei propri cittadini deve fare uno sforzo affinché il territorio sia messo in grado di avere scuole sicure, strutture idonee, servizi adeguati di trasporto, programmazione della rete scolastica attenta ai bisogni dei piccoli comuni. In questo contesto la capitanata per la situazione morfologica del proprio territorio deve avere una attenzione particolare e interventi significativi»
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Roberto Notarangelo



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