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Antonio De Pasquale è con Tarquinio. E con Matteo Silvestre lascia l'UDC. Ma non è tutto
Le scelte che determineranno ripercussioni politiche ed amministrativo a Palazzo di Città
Lucera, 09.03.2010 - Era già nell'aria la decisione da parte di Antonio De Pasquale e Matteo Silvestre di lasciare l'UDC. D'altra parte con l'altra coppia (formata da Lello Di Ianni e da Sergio Pio De Cesare) una vera e propria amalgama non c'è mai stata. Un dato che si appalesava dal momento che ogni coppia di consiglieri di questo partito esprimeva un proprio assessore. Insomma, ad ognuno il suo.
Le distanze sono poi aumentate sempre più, fino al distacco vero e proprio determinato dall'appuntamento con le elezioni regionali in Puglia e con le scelte che il partito di Cesa e Casini andavano ad esercitare in via definitiva, vale a dire di concorrere insieme al movimento "Io Sud" (e ad MpA) per la conquista (invero improbabile già in partenza) di via Capruzzi con il candidato presidente Adriana Poli Bortone.
È di qualche giorno fa, infatti, la comunicazione a firma di De Pasquale e Silvestre, fatta pervenire al sindaco ed alle forze politiche, con la quale i due fuoriescono dall'UDC per formare il gruppo denominato "Popolari Europei", indicando in Matteo Silvestre il capogruppo consiliare.
È proprio De Pasquale, il più suffragato nell'UDC alle scorse elezioni comunali del 6 e 7 giugno 2009 con 453 voti (secondo in assoluto, guardando al risultato complessivo delle elezioni) a rilasciare le prime dichiarazioni al Frizzo precisando le motivazioni che hanno portato a "tagliare" i ponti con l'UDC. «Il primo motivo è di natura squisitamente politico-elettorale, in quanto non abbiamo condiviso la scelta dell'UDC a livello regionale, una scelta del tutto inutile. Di conseguenza – e qui la seconda motivazione – è ovvio che appoggiare Rocco Palese e non la candidata della cosiddetta alleanza di centro è un dato che si ripercuote sulle azioni politiche ed amministrative a livello locale, come a Lucera in questo caso, dove c'è un governo cittadino di centrodestra che ha bisogno di un'iniezione di fiducia e di una spinta propulsiva per il rilancio della città».
Il segnale che i due hanno inteso dare è abbastanza chiaro, insomma: restare o continuare a riconoscersi in quel centrodestra, sia a livello locale che provinciale e regionale, che si è presentato come tale agli elettori di Lucera. «La scelta di votare Palese e il centrodestra – ha precisato De Pasquale – è legata al riconoscimento di una omogeneità politica e programmatica che si riscontra anche a livello nazionale. Un dato che non può che far sperare nell'apporto di benefici nell'azione amministrativa locale futura». Il vincolo di partito, insomma, ha ceduto il passo a favore della coralità «e delle scelte che si andranno ad operare grazie ad una necessaria accelerazione del governo cittadino per raggiungere gli obiettivi che la collettività attende».
L'alleanza di centro in Puglia non vive di certo bei momenti. Si pensi al caso Ferrarese (il presidente della Provincia di Brindisi) che ha invitato a votare il candidato presidente del centrosinistra e, in maniera disgiunta, un candidato consigliere dell'UDC. La Poli Bortone ha preso immediatamente le distanze da questa posizione. E che dire della spaccatura sul caso Cosimo Mele, "ripudiato" per lo scandalo romano a luci rosse?
La scelta di De Pasquale e Silvestre rappresenta un segnale anche in previsione di quella rivisitazione dell'esecutivo in cui il sindaco Dotoli sembra essersi incartato. I due che hanno ora costituito il movimento "Popolari Europei" hanno messo al sicuro il loro assessore ed hanno spiazzato Di Ianni e De Cesare che potrebbero trovarsi fuori dalla futura Giunta (non è un mistero ormai, che ci sarebbe chi sta spingendo verso il baratro l'UDC locale). Si pensi, poi, che i due consiglieri di MpA Renato Gentile ed Andrea Bernardi (con soldatini al seguito) pare abbiano già covato il pensiero di seguire l'esempio di De Pasquale e Silvestre per non restare imbrigliati nella maglia di "Io Sud" ed UDC alle regionali e per non perdere i "premi assicurativi" nel prosieguo dell'azione amministrativa di centrodestra a Palazzo Mozzagrugno. Si verrebbe così a rompere l'asse Dotoli-Gentile-Di Ianni e, di tal guisa, Gentile ne uscirebbe fortemente dimensionato; a meno che non sia vera quella voce che lo vorrebbe già prossimo vice sindaco ed assessore all'urbanistica (Mario Alfonso Follieri permettendo, poiché si dice che questi si sarebbe mostrato disponibile alla sua nomina permettendo finalmente l'ingresso in aula di Michele Barisciani). Gentile, però, potrebbe anche aver accettato l'assessorato con cui ha già avuto a che fare in passato: attività produttive ed energia. Antonio Fortunato si ritroverebbe così a lasciare la delega per divenire consigliere comunale. Andrea Bernardi, invece, sembra sempre più proiettato verso il sogno di una probabile promessa di vestire i panni di presidente del Consiglio Comunale.
E la lista "Più forza per Lucera", che fin qui ha tenuto una linea coerente, avendo dichiarato apertamente di continuare a riconoscersi nella coalizione di centrodestra e l'appoggio a Lucio Tarquinio ed al candidato presidente Rocco Palese?
Staremo a vedere.
E sempre a proposito di Tarquinio, il consigliere De Pasquale ha reso pubblico il suo intento di garantire il proprio sostegno elettorale in maniera attiva «all'amico di famiglia Lucio, in quanto – ha affermato – rappresenta una delle poche garanzie di esperienza politica in Capitanata».
Intanto, mentre a Lucera il PdL continua a consegnare la politica all'improvvisazione, a Foggia i consiglieri comunali del capoluogo Enrico Santaniello, Consalvo Di Pasqua, Gianni De Rosa, Leonardo Iaccarino, Eugenio Iorio, Bruno Longo, Gaetano Pedone, Raimondo Ursitti e Mimmo Verile terranno una conferenza stampa con il vice presidente uscente del Consiglio Regionale Pugliese, Lucio Tarquinio – candidato per il Popolo della Libertà con Palese Presidente – sul tema: “Le ragioni di Foggia nella sfida regionale”. «Nel corso dell’incontro – sostengono i promotori – saranno, tra l’altro, illustrati gli indicatori di alcune linee di attività considerate strategiche per un concreto rilancio delle potenzialità del Capoluogo dauno nelle dinamiche economiche e produttive del bacino pugliese, soprattutto alla luce delle nuove prospettazioni affacciate nella piattaforma programmatica della coalizione di governo uscente», ritenute da Lucio Tarquinio «insufficienti e comunque negative per una città messa nell’angolo e penalizzata nelle sue vocazioni naturali, come il terziario e l’agricoltura, settori ormai in agonia, con politiche dal respiro corto». L’incontro con la stampa è in programma all’Hotel Cicolella di Foggia, alle ore 11:00 di mercoledì 10 marzo, Sala Verdi.
Lucera impari e metta da parte. Se ci riesce.
Sulla scia di quanto accade negli enti locali con l’UDC, Tarquinio ha definito «coraggiosa» la scelta politica circa l’uscita di Giuseppe De Lia dal gruppo consiliare dell’Udc di San Marco in Lamis per aderire a quello del PDL. «Le ragioni che hanno spinto De Lia – ha affermato il candidato alla Regione Puglia per il PdL –, al quale testimonio tutto il mio apprezzamento personale e quello del partito, a lasciare l’Udc, vale a dire la politica altalenante di Casini a beneficio della sinistra di Vendola, sono le stesse che noi andiamo spiegando da tempo, per mettere in guardia soprattutto i cittadini dagli opportunismi elettoralistici che hanno portato l’Udc a fare alleanze di convenienza, schierandosi prima con il centrodestra alla Provincia di Foggia, poi col centrosinistra al Comune di Foggia e, adesso, per le elezioni regionali, a candidare la Poli Bortone per favorire il comunista Nichi Vendola». Tarquinio ha rimarcato come «lo stesso disagio avvertito dal consigliere comunale di San Marco in Lamis, De Lia, pervade gli elettori del centrodestra nell’accorgersi della beffa che l’Udc e la Poli Bortone vogliono perseguire nel pescare consensi tra l’elettorato moderato per poi metterli a disposizione della sinistra che sostiene Vendola».
Roberto Notarangelo
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