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Antonio Tutolo: «I fondi dei versanti collinari salvi? Il rischio di perderli resta sempre alto»
Tutolo mette in dubbio i requisiti circa la nomina del RUP e del presidente di commissione di aggiudicazione e parla di spese che non andrebbero liquidate ai componenti della commissione qualora siano dipendenti comunali

Lucera, 26.07.2010 - Venerdì 23 luglio scorso, in piazza Duomo, alle ore 20:00, Antonio Tutolo ha tenuto una conferenza stampa in risposta a quella del sindaco Pasquale Dotoli che si è svolta lo scorso 15 luglio. L'intento era di mettere a nudo le contraddizioni del manifesto a firma dello stesso primo cittadino e della sua maggioranza, per non parlare dell'equivoco comunicato stilato dalla portavoce, laddove si è parlato di falsità circa la notizia del definanziamento sui lotti 6º e 7º dei versanti collinari in zona ospedale. «E invece – ha precisato Tutolo – non c'è nulla di più falso di quel che è stato detto nel comunicato della portavoce».
La notizia del definanziamento era vera eccome! A confermarlo, la presenza inconfutabile di documenti provenienti dalla Regione Puglia ed a firma del funzionario e del dirigente di settore. «Gli stessi documenti alla mano – ha aggiunto – che mi fanno rivolgere ancora una volta l'invito ai signori amministratori ad un confronto pubblico, anziché uscirsene con un manifesto trionfalistico per accreditarsi meriti che non hanno… Mi mandino la portavoce ora che c'è, visto che non accettano il confronto diretto» ha detto sardonico il leader della civica che porta il suo nome. È stato lo stesso sindaco a riconoscere che non si tratta affatto di recupero del finanziamento e che non vi sono meriti da parte dell'amministrazione, ma che si è trattato solo di un problema interpretativo della delibera del CIPE da parte della Regione Puglia. «Però nel manifesto, si afferma il contrario attribuendosi dei meriti». Così come «non hanno scritto un'altra cosa sullo stesso manifesto, cioè che quello slittamento dal 30 giugno al 30 luglio a proposito dell'aggiudicazione, comporterà una sanzione pari al 5% (circa 500mila Euro), comminata dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, come previsto nel punto 5.2.3 della delibera del CIPE».
Altra imprecisione è «laddove si parla di colpe della passata amministrazione per aver tenuto bloccate per molto tempo le somme del 5º lotto (3.650.000,00 Euro), senza l'aggiudicazione delle quali non si sarebbe potuto procedere al bando dei successivi 6º e 7º lotti». Il sindaco attuale e la sua maggioranza cos'hanno fatto? «La prima cosa che si è tentato di fare è stato di mettere mano ad una estensione dei lavori – ha affermato Tutolo –, un fatto al di fuori di ogni legittimità e legalità in quanto non si è proceduto con una regolare gara d'appalto». In effetti prima delle festività natalizie Dotoli emise un decreto con il quale ordinava a se stesso (e alla Giunta) di affidare i lavori del 5º lotto all'impresa che aveva realizzato i lavori per il 4º lotto con una estensione. Delle vicende e del suo seguito se ne è discusso per diversi mesi (intervenne il forte richiamo da parte di organi istituzionali di vertice che costrinse il sindaco a fare dietro front ed a revocare la delibera di Giunta per procedere alla gara d'appalto), fino a mettere in discussione il metodo che ha portato poi all'aggiudicazione dei lavori (l'interrogazione di Aurelio Ruggiero in Consiglio Comunale lascia a tutt'oggi ancora aperte delle falle senza risposta). Tutte vicende «che hanno portato – ha affermato il consigliere di minoranza Tutolo – ad accumulare ulteriore ritardo». E allora stando così le cose, «perché attribuire le colpe solo alle precedenti amministrazioni e si dimenticano le colpe di quella attuale?». Ma poi, «mi chiedo anche: chi c'era nella precedente amministrazione? Non vi erano diverse persone che oggi il sindaco si ritrova accanto?».
Una discontinuità, quella evidenziata, promessa e puntualmente disattesa, «poiché ci ritroviamo solo squallidi giochi di partiti e personaggi che mai nulla hanno dato alla città, ma che continuano ad occuparsi di cose che non hanno niente a che fare con i problemi di Lucera. E poi parlano di eredità pesanti ricevute dal passato, quando una buona parte di quel passato è nel presente!».

Finanziamenti ancora a rischio: ecco perché

Antonio Tutolo ritiene che il problema di vedere sfumare il finanziamento dei lotti 6º e 7º esista ancora: «Rischiamo ancora e alla grande! Prendiamo, ad esempio, la parte relativa ai requisiti del Responsabile Unico del Procedimento. La legge dice che "deve possedere titolo di studio e competenze adeguati in relazione ai compiti per cui si è nominati". Premesso che qui si sta parlando di dissesto idrogeologico, noi abbiamo un funzionario, il geom. Giancarlo Flaminio, che è stato nominato RUP con una mini laurea triennale in Beni Culturali. Una persona preparata nel suo settore, ma la legge parla di "titolo di studio e competenze adeguati" e aggiunge che "per le amministrazioni aggiudicatrici deve essere un dipendente di ruolo e, in caso di accertata carenza di dipendenti di ruolo in possesso di professionalità adeguata, le amministrazioni nominano il RUP tra i propri dipendenti in servizio". È scritto "in mancanza"… E non è il caso del nostro Comune».
Il timore «è che se una ditta esclusa dal bando di gara dovesse presentare ricorso evidenziando proprio questo tipo di anomalia, l'impugnativa potrebbe portare via tanto di quel tempo – tra ricorso al TAR ed appello al Consiglio di Stato – che le sanzioni crescerebbero a dismisura fino ad assottigliare il finanziamento», lasciando altresì spazio a possibili contenziosi a cui il nostro ente sembra essere incline per vocazione. E poi magari succede «che se ne viene qualcuno, domani, a dire che "non sapeva niente nessuno"».
Ai problemi sui requisiti del RUP se ne sommerebbero altri: «La legge dice che "la commissione è presieduta di norma da un presidente della stazione appaltante e, in caso di mancanza in organico, da un funzionario della stazione appaltante o incaricato di funzione apicale nominato dall'organismo competente". Ebbene nel nostro caso, Flaminio è anche presidente della commissione che deve aggiudicare i lavori. Non siamo certo in presenza di un un dirigente per quanto attiene la nomina… Eppure il Comune di Lucera non è affatto sprovvisto di figure dirigenziali!». Si aggiunga che «la commissione doveva essere composta da dipendenti del Comune. Solo in mancanza di professionalità preposte interne ci si poteva rivolgere all'esterno».
È finita? Macché! Infatti, «noi paghiamo a questa commissione aggiudicatrice, ben 23mila Euro, mentre la legge prevede che se i componenti la commissione sono dei dipendenti del Comune, non devono prendere nemmeno un centesimo». Un errore, quindi, «simile a quello di un'altra determina, dove risulta che sono stati liquidati 50mila Euro che non dovevano essere presi. Un dato che io stesso ho fatto presente in Consiglio Comunale al Segretario Generale chiedendo la restituzione della somma e l'invio della mia richiesta alla Procura Generale della Corte dei Conti… Mi è stato risposto che devo farlo io e che per il futuro si sono organizzati. E che vuol dire? Che lasciamo perdere il passato e il presente? Provvederò io stesso a mandare il tutto alla Corte dei Conti».
Insomma, sono «verità ben diverse da quelle che si vogliono spacciare con un semplice manifesto e che porta questa amministrazione lontana dal confronto diretto e con carte alla mano».

Roberto Notarangelo



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