Intervista all'avv. Pagliara sullo stato di salute del governo cittadino
Nonostante salvi l'operato del sindaco e della maggioranza, il consigliere e capogruppo di "Più forza per Lucera" individua una serie di questioni di "natura costitutiva"
Lucera, 20.12.2009 - Mentre nella maggioranza di centrodestra che governa a Palazzo Mozzagrugno con in testa il sindaco Pasquale Dotoli sembra vivo il dibattito ed il dialogo sui primi mesi di amministrazione, abbiamo chiesto al consigliere di maggioranza e capogruppo della lista civica "Più Forza per Lucera" di rilasciarci un intervista sullo stato di salute del governo cittadino così come gli appare oggi.
D.: Consigliere Pagliara ci può fare il punto della situazione politica locale?
R.: «La situazione politica e amministrativa locale si presenta straordinariamente complessa e articolata, tant’è che potrebbe definirsi addirittura “affascinante” per gli appassionati della materia. Le questioni che si intrecciano tra loro sono, infatti, innumerevoli e non sempre il cittadino viene correttamente informato a riguardo, in quanto le varie notizie giornalistiche trovano spesso fonte, non certo obiettiva, nel “chiacchiericcio di piazza”».
D.: Passiamo dal chiacchiericcio alle dichiarazioni vere allora.
R.: «Vorrei soffermarmi, sinteticamente, su un particolare aspetto della situazione politica locale, quello che potrei definire attinente alle problematiche di “NATURA COSTITUTIVA”; anche se devo ammettere che quanto sto per dire è pur sempre frutto della mia personale percezione delle cose e costituisce quindi il mio punto di vista soggettivo, comunque opinabile.
Una prima problematica di cosiddetta “di natura costitutiva” riguarda l’Ufficio di presidenza del Consiglio Comunale. Orbene, non posso esimermi dall’evidenziare che di tale ufficio fa parte, quale vice-presidente, un consigliere della Democrazia Cristiana».
D.: Perché cosa c'è che non va?
R.: «La D.C. vive, a livello locale, una situazione di emarginazione, è relegata in un angolo, incapace di dialogare con qualsiasi altra formazione politica, sia essa di maggioranza o di opposizione.
Tale partito si trova, quindi, in una fase di isolamento politico ed è ripiegato su se stesso, indirizzato verso una politica che potremmo definire, con un eufemismo, di “terrorismo politico”. La sua azione è mirata, infatti, alla distruzione, all’annientamento degli antagonisti, visti come nemici; il tutto senza una tangibile prospettiva futura, una visione di lungo periodo.
Basti a riguardo considerare l’ultima interrogazione in Consiglio Comunale del capogruppo della D.C.,
Mario Massariello, il quale chiede al Sindaco di sapere perché non siano stati consegnati al sig. Buonavitacola i documenti utili al medesimo per far invalidare le elezioni. Questi atteggiamenti sono, a mio modo di vedere, sintomatici di un fare “politica terroristica”, nel senso sopra descritto.
Il vice-presidente del Consiglio Comunale, Mario Massariello, della D.C. dovrebbe, seppure in assenza (anche temporanea) del Presidente dott. Giuseppe Pica, rappresentare l’intero Consiglio Comunale, tutelarne la dignità del ruolo, convocarlo e dirigerne i lavori, le attività ecc… E invece di ergersi a difensore strenuo delle istituzioni democratiche, dei consiglieri eletti, della sua carica rappresentativa, del suo stesso status di consigliere comunale, si schiera apertamente dalla parte di chi chiede l’annullamento delle elezioni.
Non sono ravvisabili in tali atteggiamenti né sensibilità istituzionale e neppure rispetto per il ruolo politico di rappresentanza ricevuto, che lo ha visto, per un verso, controparte del ricorrente Buonavitacola nel procedimento per l’annullamento delle elezioni, già discusso innanzi al TAR Puglia.
Allora mi chiedo: se si ritiene che le elezioni non siano valide (questo il senso implicito della interrogazione del consigliere Massariello), perché non si rassegnano le dimissioni dalle cariche conseguite grazie alle stesse?
Sono queste alcune delle profonde contraddizioni della politica locale che si nutre di rancori personali e perde il senso, il significato, dei ruoli».
D.: Guardiamo più internamente alla coalizione. Quali momenti si stanno vivendo?
R.: «Un altro problema di natura costitutiva riguarda gli organismi politici dei partiti di maggioranza che si presentano in gran parte sprovvisti di una classe dirigente e di responsabili politici autorevoli che sappiano indicare la cosiddetta linea politica. Ciò sta producendo effetti pregiudizievoli nei confronti di qualche capogruppo consiliare, divenuto bersaglio, o capro espiatorio, di situazioni politiche che dovrebbero essere gestite dai segretari o coordinatori di sezione. Il ruolo del capogruppo consiliare è definito sommariamente dallo Statuto Comunale e dal regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale e non va confuso, a mio parere, con quello proprio di responsabile politico di un partito».
D.: Sempre in fatto di "natura costitutiva", su cui Lei pone fortemente l'accento, riguarderebbe l'esecutivo.
R.: «Sì, la composizione della giunta municipale. Essa è composta da un numero di assessori che appare esiguo rispetto a quello dei consiglieri di maggioranza e andrebbe, a mio avviso, rinforzata, sotto i profili numerico, tecnico e politico, anche per controbilanciare alcune situazioni di mancata rappresentatività. Ma ciò, ad onor del vero, attiene al prudente apprezzamento del Sindaco Pasquale Dotoli, il quale deve essere posto in una condizione di serenità, al fine di poter decidere se, quando e come, effettuare un allargamento dell’esecutivo».
D.: Cosa ci dice della tecnostruttura?
R.: «Anche qui siamo di fronte ad un problema di natura costitutiva che non riguarda solo la tecnostruttura apicale. Il Segretario Generale, Dott. Salvatore Avvanzo, appare demotivato, si sente (credo) in scadenza di mandato. Il Direttore Generale, Sen. Costantino Dell’Osso, fatica a coordinare i dirigenti comunali, che si trovano in contrapposizione tra di loro e si fanno reciprocamente una sorta di “guerra fredda” e neppure viene ancora valorizzato mediante l’attribuzione allo stesso della gestione di alcuni servizi comunali. Allora mi chiedo: se a fronte di 6 settori abbiamo solo tre dirigenti, perché non viene conferito alcun servizio al Direttore Generale che ha stipulato un contratto che prevede, appunto, la possibilità di assegnazione degli stessi?».
D.: Andiamo a dare uno sguardo ai settori che rappresentano in questo momento la punta di diamante: urbanistica e attività produttive.
R.: «Altra contraddizione di natura costitutiva. Nell’ottica della prospettata unificazione di questi servizi o settori, costituirà il volano dello sviluppo dei prossimi anni, ma non è stata ancora individuata una figura dirigenziale di riferimento e si vive l’empasse tra status quo, nuovo dirigente interno a contratto determinato e/o concorso. Quindi la tecnostruttura tra pensionamenti, decisioni sospese o rattoppate, concorsi futuri e aleatori, o assegnazioni di funzioni a contratto, è piuttosto, allo stato attuale, un colabrodo».
D.: A che punto siamo con il Nucleo di Valutazione dei dirigenti?
R.: «Si attende, tra qualche giorno, la sua nomina, ormai improcrastinabile alla luce dei nuovi incarichi assegnati ai dirigenti e della necessità di iniziare la valutazione dell’operato degli stessi (e dei risultati conseguibili) da parte di tecnici di nomina fiduciaria dell’amministrazione. Ancora una piccola spina di natura costitutiva».
D.: Tiriamo le somme.
R.: «L’attuale amministrazione Dotoli ha comunque dimostrato di possedere una buona capacità operativa e decisionale, nel senso che ciò che doveva essere portato a compimento è stato fatto e pure divulgato. Col nuovo anno, però, si dovranno affrontare le grandi questioni irrisolte: il contenzioso Sacco, che si intreccia con le richieste di indennità per i suoli assegnati in zona 167 e la sorte dei terreni ex ECA, per gli effetti che può avere sugli equilibri del bilancio comunale e l’adozione del nuovo Piano Urbanistico Generale. Per affrontare tali questioni è necessario che la nostra coalizione diventi realmente una corazzata e, per farlo, deve risolvere le problematiche di NATURA COSTITUTIVA testé menzionate. Il resto verrà da sé».
D.: Nient'altro?
R.: «Un ultimo pensiero non meno importante, un’ultima questione che attiene al metodo e che può annodare le fila delle altre o sciogliere le righe: l’autoreferenzialità delle singole iniziative sottoposte a condivisione postuma ed aliena, nel senso di non partecipata, che ingenera sospetti e malumori serpeggianti.
Sono, comunque, convinto che con un po’ di buon senso e fortuna si potranno fare grandi cose.
Auguri a tutti i lettori del Suo net-journal».
Roberto Notarangelo